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Natale in gioielleria calo ma non tracollo

Federpreziosi: «Già alla riapertura dopo il lockdown totale di inizio anno si erano avuti segnali che facevano sperare in una graduale ripartenza»

“Natale col virus” ma il settore del gioiello e del bijoux tiene. Preziosa Magazine ha lanciato un sondaggio sul territorio italiano per capire l’andamento delle vendite natalizie di oro e preziosi. Universalmente riconosciuto come anno del Covid il 2020 ha riservato, però, delle sorprese per quanto riguarda le vendite del settore preziosi. Non tutto è andato perduto, anzi. Il campione che ha accettato di rispondere alle domande dell’indagine svoltasi attraverso i social network, ha coperto tutta l’Italia, da Nord a Sud passando per il centro. 

In un range da 1 a 4, oltre il 43% degli intervistati alla domanda: “Qual è la sua opinione sull’andamento delle vendite natalizie seppur condizionato dalle chiusure e dall’ emergenza sanitaria?”, ha risposto indicando la risposta n 3: Bene.


Quale è la sua opinione sull’andamento delle vendite Natalizie seppur condizionato dalle chiusure e dalla emergenza sanitaria?


Inoltre, secondo quanto emerso, mediamente i gioiellieri / bigiottieri hanno lamentato, nel 2020, un calo di fatturato medio di circa il 30%.


In termini percentuali, a causa dell’emergenza sanitaria, che riduzione di fatturato ha subito la sua attività nel 2020?


Dati non sconfortanti che Andrea Sangalli, presidente dell’Associazione Orafa Lombarda, categoria dettaglianti e titolare insieme ai familiari dell’omonima orologeria milanese, commenta così:

Il 2020 ha avuto sì un calo di circa il 30% ma calcolando 3 mesi abbondanti di chiusura, è praticamente matematico e grazie al cielo è rimasto proporzionale.

Andrea Sangalli
presidente dell’Associazione Orafa Lombarda

«Il Natale dei gioiellieri non è andato male. Nonostante l’anno molto difficile, il mese di dicembre è rimasto in linea con i precedenti. Il Natale resta una garanzia! Il 2020 ha avuto sì un calo di circa il 30% ma calcolando 3 mesi abbondanti di chiusura, è praticamente matematico e grazie al cielo è rimasto proporzionale. Credo che fidelizzare la clientela sia necessario: è il costruire un rapporto personalizzato con il cliente, rendere ogni visita in gioielleria un’esperienza emozionale che è importante. Il clima attuale, il clima Covid ci ha insegnato a non programmare troppo a distanza, ma a navigare a vista. Alziamo le saracinesche ogni giorno, mettendoci tutto l’impegno e l’ottimismo possibile. Sappiamo che magari il giorno dopo potremmo diventare zona rossa e quindi non poter aprire. In questo momento, il lavoro associativo è molto intenso perché ha assunto molteplici sfaccettature: cercare di fornire la più dettagliata informazione agli associati, e sappiamo che spesso le stesse fonti ufficiali non sono né puntuali, né precise; ascoltare i soci che possono essere scoraggiati o anche arrabbiati cercando di infondere coraggio e, allo stesso tempo, di interagire, ove possibile con le istituzioni in modo da esporre le problematiche del settore; consapevolezza che queste nuova situazione ci ha insegnato ad essere perseveranti e pazienti, il metodo di lavoro è improntato alla ricerca della sostanza e non dell’apparenza».

Già alla riapertura dopo il lockdown totale di inizio anno si erano avuti segnali che facevano sperare in una graduale ripartenza, con la prospettiva di una ripresa più significativa e ‘ristoratrice’, abituale nel periodo delle festività natalizie

Giuseppe Aquilino
Presidente Federprezosi Confcommercio

Il presidente di Federpreziosi Confcommercio, Giuseppe Aquilino, aggiunge: «Già alla riapertura dopo il lockdown totale di inizio anno si erano avuti segnali che facevano sperare in una graduale ripartenza, con la prospettiva di una ripresa più significativa e ‘ristoratrice’, abituale nel periodo delle festività natalizie, mantenendo il calo delle vendite intorno al 30% previsto sull’intero anno. Per potermi pronunciare con cognizione di causa sull’andamento delle vendite natalizie nel settore dei preziosi ritengo opportuno attendere i dati certificati dall’Osservatorio sulle Gioiellerie condotto da Format Research anche se le iniziative che  le nostre aziende hanno saputo mettere in campo per integrare la loro tradizionale “vetrina” con la comunicazione attraverso i nuovi media abbiano in generale giocato un ruolo importante nel conservare vivo il rapporto con il pubblico e aiutato, in parte, a contenere le conseguenze della crisi. Da anni il supporto della nostra Federazione si concentra su interventi ed attività focalizzate non solo su tematiche sindacali, ma anche allo sviluppo delle competenze commerciali».


Il tuo negozio è posizionato in:

Dal sondaggio è emerso anche che il 56,9% degli intervistati possedie un negozio in centro e comunque il 20,3% è nelle vie dello shopping, inoltre, la categoria di prodotto più venduta durante il periodo natalizio è stata proprio il bijoux, per oltre il 60% degli intervistati.


Quale categoria di prodotto si è venduto di più?


Lo scontrino medio è stato di?

Sicuramente, rispetto al settore dell’abbigliamento dove invece le perdite sono state notevoli, non ci è andata così male. In particolare, il bijoux si è riconfermato come oggetto più venduto

Carla della Corte
Presidente Confcommercio Napoli

«Il Natale, per noi gioiellieri, è sempre un periodo di grandi vendite. – commenta Carla della Corte, presidente di Confcommercio Napoli e titolare della maison di gioielli Ileana della Corte – Sicuramente, rispetto al settore dell’abbigliamento dove invece le perdite sono state notevoli, non ci è andata così male. In particolare, il bijoux si è riconfermato come oggetto più venduto. Da sottolineare anche l’importanza della fidelizzazione del cliente. Abbiamo avuto clientela nuova grazie ai social, ma “l’abituale” nel nostro lavoro è fondamentale. Certo, il settore ha subìto perdite in questo 2020 con un range che oscilla tra il 30%, quella di chi si occupa di brand e il 40% di chi invece vende anche altro: dati interessanti che meritano una riflessione. Purtroppo in questo momento quello che ci penalizza è l’incertezza. In Campania, inoltre, a questo si aggiunge anche la mancata collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati che, invece, svolgono un importante e delicato ruolo cuscinetto. Il messaggio che vorrei far passare e veicolare è quello di avere speranza perché il peggio è ormai alle spalle. Con il vaccino la situazione può solo migliorare sotto ogni punto di vista».  

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