Poliero: “nel nostro DNA c’è la responsabilità”

Cinque metalli “nobili” già totalmente riciclati e certificati e una ricerca continua per estendere il progetto anche a quelli non preziosi, partendo da rame e bronzo. Legor Group, azienda vicentina specializzata in chimica e metallurgia, li ha chiamati “Magic 5”. In realtà sono oro, argento, platino, palladio e rodio. Perché magici? Perché al momento Legor è l’unica impresa del settore a poter offrire prodotti nei quali vengono utilizzati questi cinque metalli preziosi al 100% riciclati e certificati secondo i parametri del Responsible Jewellery Council. E la strada non finisce qui, visto che come annunciato dall’ad Massimo Poliero il lavoro adesso è concentrato sul poter offrire lo stesso servizio anche per quelli non preziosi.

Un progetto presentato da Poliero insieme a Claudia Strasserra di Bureau Veritas, Daniel Kaelin di Swarovski e Michele Agazzi di Elite Euronext Group, moderati da Federica Galdeman di Legor Group.

«Legor è la prima e al momento l’unica azienda del nostro settore che può certificare attraverso il Provenance Claim e la Chain of Custody del Responsible Jewellery Council, che le sue leghe, polveri e soluzioni galvaniche sono realizzate esclusivamente con metalli preziosi al 100% provenienti da fonti di riciclo e inseriti all’interno della catena di custodia».

Massimo Poliero
Ad Legor

«Legor – continua Poliero – è la prima e al momento l’unica azienda del nostro settore che può certificare attraverso il Provenance Claim e la Chain of Custody del Responsible Jewellery Council, che le sue leghe, polveri e soluzioni galvaniche sono realizzate esclusivamente con metalli preziosi al 100% provenienti da fonti di riciclo e inseriti all’interno della catena di custodia. Questo lo stiamo estendendo ai metalli non preziosi: offriamo già bronzo e rame da metalli da riciclo e presto certificheremo le percentuali di materiali riciclati nei nostri prodotti, inclusi i metalli di base. Il cambiamento importante consiste nel fatto che da importatori diventiamo trasformatori di metalli, in una logica di economia circolare».

Anche a questo scopo, a inizio 2022 la holding del gruppo, Ph Investment, ha acquisito il 49% della Refimet srl, azienda leader per il recupero e la raffinazione dei metalli. Quota che in cinque anni potrà diventare il 100%. «Questo – continua l’ad – permetterà ai nostri clienti in futuro di ricevere il 100% di metalli riciclati da Refimet e Ecomet. È un altro passo di un percorso importante, iniziato 20 anni fa e aperto al futuro, che ha richiesto importanti investimenti in passato e molti altri saranno necessari in futuro».

Tutte scelte che s’inseriscono, appunto, in un quadro globale nel quale la sostenibilità è ormai imprescindibile, come illustrato dagli altri relatori.

«La catena di fornitura dell’industria dell’orologio e del gioiello è una sfida quotidiana, anche alla luce degli obiettivi di sostenibilità del Global Compact delle Nazioni Unite e le imprese che vogliono avere successo devono rispondere a queste richieste»

Claudia Strasserra
Ahief reputation officer e sustainability manager di Bureau Veritas;

«La catena di fornitura dell’industria dell’orologio e del gioiello presenta sfide nei campi dei diritti umani e dell’ambiente» sottolinea Strassera, che ha anche illustrato il ruolo e le certificazioni dell’Rjc, di cui la sua azienda fa parte. «Questo è emerso già dagli anni Novanta, quando sono nati anche i concetti di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità aziendale. Da allora è cresciuto l’interesse dei consumatori a sapere da dove vengono le materie prime e chi ha contribuito alla realizzazione dei gioielli. È una sfida quotidiana, anche alla luce degli obiettivi di sostenibilità del Global Compact delle Nazioni Unite e le imprese che vogliono avere successo devono rispondere a queste richieste».

Una tendenza ancor più presente tra le giovani generazioni, ma comunque non irrilevante anche nelle altre fasce di consumatori, come illustrato da Kaelin. «Il 63% dei boomer – afferma – chiede alle aziende più di un bel prodotto, percentuale che sale al 76% nella Generazione X, all’84% tra i Millennial e all’87% nella Generazione Z. Le richieste più pressanti sono la riduzione delle emissioni di CO2, degli imballaggi e dei materiali non degradabili o plastica monouso, infine il riciclo».

Ma questo orientamento riguarda anche la borsa, visto che secondo Agazzi «anche gli investitori oggi sono alla ricerca di aziende e progetti sostenibili».

In questo contesto, quindi, s’inserisce il percorso di Legor, iniziato ancora un ventennio fa.
«Le ragioni che ci hanno spinti a questa scelta sono tre – sottolinea Poliero. La prima viene dal nostro dna, al centro del quale c’è la responsabilità: rispetto per il pianeta e per chi ci vive, preferendo creare prosperità al profitto a breve termine. La seconda deriva dalle richieste del mercato e oggi possiamo rispondervi grazie al fatto che abbiamo iniziato molti anni fa e siamo specializzati nei due settori complementari alla gioielleria: la chimica e la metallurgia. Nelle nostre attività di ricerca e sviluppo continuiamo a sperimentare e promuovere nuove tecnologie per soluzioni efficienti e disegnate ad hoc per rispondere a bisogni specifici. La terza è che per vivere nel futuro dobbiamo dare ai consumatori le risposte che si aspettano di ricevere, per questo stiamo investendo in una catena di fornitura orientata al riciclo, abbracciando l’economia circolare. Attraverso l’innovazione sostenibile faremo tutto ciò che possiamo, perché rispettiamo il pianeta e le persone che lo abitano».

https://www.legor.com/it/

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