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Confindustria-Federorafi, Claudia Piaserico è la nuova presidente

“Per prima cosa incontrerò i vicepresidenti, che stanno definendo il proprio gruppo di lavoro. E poi li metterò all’opera!”

La vicentina Claudia Piaserico– già designata dal consiglio riunitosi ad Arezzo a metà maggio – è stata confermata dall’assemblea riunita a Milano e guiderà una squadra composta da tre donne e cinque uomini, in rappresentanza dei distretti di Vicenza, Arezzo e Valenza.

Piaserico, 48 anni, dall’aprile 2019 è product development manager di Fope, dopo aver creato per anni le collezioni di Misis, azienda di famiglia ed è la terza donna a rivestire questa carica dopo Licia Mattioli e Ivana Ciabatti.

A livello associativo è stata è vicepresidente di Confindustria Vicenza, presidente di Federorafi provinciale e vice di Ivana Ciabatti a livello nazionale.

«Abbiamo visto segnali positivi e per certi versi anche inaspettati – continua – Il settore ha recuperato un 20% sullo scorso anno, che aveva risentito comunque dell’influsso positivo di una fiera importante come quella di Vicenza, che aveva dato un approccio diretto ai mercati internazionali. Dopo un anno difficile e in assenza di fiere, quindi, questo dato è un buon segnale, che lascia ben sperare anche per il secondo semestre»

Al suo fianco in questa avventura ci saranno otto vicepresidenti: Luigi Marostica (Karizia) all’internazionalizzazione; Damiano Zito (Progold) a innovazione e standardizzazione; Enrico Peruffo (F.lli Bovo) al valore di filiera; Egidio Chini (F.lli Chini) a cultura e legalità; Fedora Artuso (Richline Italy) a distribuzione innovativa e digitalizzazione; Dario Bonauguri (Bonor) a fisco e credito; Maria Cristina Squarcialupi (Unoaerre Industries) alla sostenibilità e Alessia Crivelli (Crivelli Gioielli) alla formazione.

Certamente un momento non ideale, quello attuale, per mettersi alla guida di un settore che, come gli altri del resto, ha sofferto le chiusure dovute alla pandemia. La neopresidente, però, pur non dimenticando il notevole calo del fatturato, passato dai 7,5 miliardi di euro del 2019 ai 5,35 miliardi di euro del 2020, guarda al futuro con positività, anche sulla scorta di un primo semestre che consente di sperare.

E a proposito di fiere attende VicenzaOro di settembre con un misto di fiducia, orgoglio e consapevolezza che comunque non si tratta di un ritorno al passato. «Da vicentina, ovviamente, non posso che essere orgogliosa del fatto che si riparta da VicenzaOro. E farlo in un momento in cui stanno ricominciando a tenersi in presenza eventi come il Salone del Mobile e Pitti è un segnale che anche il nostro settore ha la stessa voglia di aggredire questa situazione pandemica. Non sappiamo ancora, purtroppo, quali e quanti buyer potranno arrivare ed è importante essere consapevoli che non sarà un’edizione come quelle passate. Per quanto riguarda l’incoming, ma anche la possibilità degli imprenditori di viaggiare con quarantene ridotte e il sostegno delle rappresentanze diplomatiche, comunque, stiamo portando avanti la battaglia già iniziata da Ivana Ciabatti, per chiedere al Governo un’azione in tal senso. Questo non solo come Federorafi, ma anche con la Confindustria nazionale e in particolare con la vicepresidente Barbara Beltrame Giacomello».

«Ringrazio Ivana Cabatti per il lavoro svolto in questi anni – sottolinea la neoeletta – un’eredità importante di cui cercheremo tutti di far tesoro. E ringrazio i colleghi imprenditori e i rappresentanti dei distretti per la fiducia che mi hanno accordato affidandomi il mandato al vertice della federazione».»

Tra le tematiche che stanno più a cuore alla neopresidente c’è sicuramente la formazione, affidata ad Alessia Crivelli, già molto attiva in questo campo in ambito valenzano. «Oggi la sfida non è più solo creare i giusti corsi – sottolinea Piaserico – ma anche far nuovamente innamorare i ragazzi del nostro settore. Devono sognare di lavorarci. E a questo scopo Crivelli e Chini dovranno lavorare all’unisono, perché bisogna partire dalla cultura».

L’orafo aretino ha anche un’altra delega importante: la legalità. «La reputazione è importantissima per l’imprenditore orafo e in un momento in cui la necessità di liquidità ha fatto venire l’acquolina in bocca alle mafie è importante che ci sia qualcuno che si occupi di queste tematiche, oltre che dell’altro grande aspetto, che è la contraffazione. Temi che si legano anche a elementi importanti come fisco e credito, di cui si occuperà Dario Bonaguri».

Tra gli aspetti del lavoro che hanno subito maggiori cambiamenti durante la pandemia c’è senz’altro la digitalizzazione, diventata un elemento imprescindibile e affidata da Piaserico a Fedora Artuso «che appartiene a un gruppo internazionale che ha affrontato questo processo in maniera diversa dalle nostre aziende e che per questo credo potrà aiutarci a velocizzarlo».

Altre tematiche chiave sono poi quelle all’internazionalizzazione, materia di cui si occuperà appunto Luigi Marostica; innovazione e standardizzazione sulle quali porterà la propria lunga esperienza Damiano Zito e sostenibilità, su cui Maria Cristina Squarcialupi lavora da tempo.

Infine una delega particolare, affidata al suo successore alla guida di Federorafi Vicenza, Enrico Peruffo: valore di filiera. «È quella per la quale ho avuto più complimenti, perché si tratta di un tema discusso, ma mai affrontato in modo specifico. Vorrei che i grandi brand e chi produce per loro si sedessero a un tavolo e si confrontassero su cosa serve agli uni e agli altri, in modo chiaro e trasparente, così che le rispettive esigenze possano trovare soddisfazione».

E adesso?«Per prima cosa incontrerò i vicepresidenti, che stanno definendo il proprio gruppo di lavoro. E poi li metterò all’opera!»

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