Archiviati sia l’Albero di Natale che il 2022, è tempo di bilanci. Con l’arrivo del nuovo anno torna anche il nostro tradizionale sondaggio sulle vendite natalizie. Come sono andate? Hanno superato aspettative e scontrino medio 2022? Chi ha registrato l’andamento più soddisfacente?

Facciamo chiarezza.

Le vostre risposte

Proprio nei giorni in cui in gotha dell’economia mondiale è riunito a Davos, in Svizzera, e diffonde reportage macroeconomici tutt’altro che ottimistici, Preziosa Magazine rende noti i risultati del questionario che ha interessato tutto lo stivale ed è stato sottoposto a un campione rappresentativo della rete retail italiana legata al settore dell’oreficeria e della gioielleria. Ciò che emerge è una fotografia a tinte tiepide circa l’andamento delle vendite del settore durante il periodo natalizio.

Il primo dato positivo che balza agli occhi è relativo al trend generale: il 43,1% degli intervistati afferma di essere soddisfatto e sceglie la parola “bene” per descrivere il proprio sentiment. Il 32,8% non ha invece riscontrato sostanziali differenze con i mesi precedenti ma il 3,4% afferma invece di aver venduto oltre le aspettative.

Considerato il costo elevato dell’oro al grammo (che oscilla tra i 55 e i 60 euro), anche lo scontrino medio è positivamente indicativo: solo il 24,1% degli intervistati afferma di non aver registrato vendite entusiasmanti mentre il 37,9% delle gioiellerie italiane interpellate, rivela di aver mediamente incassato più di 200 euro a cliente. Il medio e alto di gamma continuano quindi a rappresentare la scelta prediletta (e forse anche la più gratificante) da mettere sotto l’Albero.

Gioielli e Bijoux restano ancora il regalo prescelto e si spartiscono quasi alla pari la fetta di mercato predominante, occupando rispettivamente il 48,3% e il 46,6% delle shopper natalizie più preziose. Solo il 5,1% è invece occupata dagli orologi.

Il 2021: un anno ancora imbattuto

Non dobbiamo dimenticarci che arriviamo da un anno straordinario, come più volte abbiamo raccontato nelle nostre interviste ai protagonisti della categoria. Durante il 2021 infatti, complice il Covid e le relative restrizioni, oreficeria, gioielleria e orologeria hanno registrato numeri record, ancora imbattuti. Poiché la popolazione era costretta in casa, i preziosi hanno rappresentato per oltre un anno un investimento gratificante a discapito di viaggi e altre esperienze che oggi, invece, sono tornati in cima alla lista dei desideri.

Un atteggiamento generalizzato che spiega in parte le ragioni del 43,1% dei negozianti che afferma di aver chiuso il 2022 con un fatturato inferiore a quello del 2021, in controtendenza rispetto al 36,2% che afferma invece di averlo superato.

Anche il luogo vuole la sua parte

La rete retail delle gioiellerie occupa location sempre più centrali nell’urbanistica italiana. Lo testimoniano le risposte all’ultima domanda del questionario che vede il 74% degli intervistati accendere vetrine sulle piazze storiche delle nostre belle città e il 15,5% affacciarsi invece sulle vie dello shopping.

Una scelta indispensabile, a quanto pare, per soddisfare le esigenze della propria clientela che preferisce acquistare un gioiello, un bijoux o un orologio durante una passeggiata pomeridiana dedicata allo svago. E poi il capitolo “negozio on-line”.

L’e-commerce continua ad essere argomento tabù per la categoria tanto che il 56,9% degli intervistati non ha una pagina dedicata alle vendite digitali e chi invece lo possiede parla di un apporto non significativo alle vendite. Per il 41,4% delle 580 risposte che abbiamo ricevuto, il sito e-commerce ha contribuito poco al valore degli incassi.

I commenti al questionario dagli “addetti al settore”

Andrea Sangalli (Associazione Orafa Lombarda)

«Meno clienti ma incassi più che ragguardevoli».

Andrea Sangalli (Associazione Orafa Lombarda)


“Ciò che emerge dal vostro questionario è indubbiamente in linea con ciò che ho potuto raccogliere dai colleghi nei giorni a cavallo delle festività natalizie. Per l’Associazione è ancora prematuro fare un bilancio ufficiale incrociando dati e sentiment, ma ciò che ho potuto percepire è che la Vigilia, nonostante cadesse di sabato, sia stata molto tranquilla per la maggior parte di noi. Molti retail hanno lavorato bene dall’8 dicembre per una decina di giorni, poi il flusso di clienti è via via diminuito, distribuendosi in modo disomogeneo nel corso della settimana: si andava dal picco a nulla nel giro di poche ore. Nonostante questo, parliamo di scontrini medi interessanti e di importi anche elevati. Quindi meno clienti ma incassi più che ragguardevoli. Del resto, è ripartito il settore turistico e questo ha tolto un po’ di sprint alle nostre vendite perché la gamma di “oggetti o esperienze” da regalare si è nuovamente ingrandita”.

Pierpaolo Donati (Federpreziosi Roma)

«L’alto di gamma pesa ancora molto: chi propone gioielli importanti, come alcune gioiellerie del centro di Roma, ha venduto molto bene»

Pierpaolo Donati (Federpreziosi Roma)


“Ciò che mi raccontano coloro con cui ho parlato, ancor prima di mettere mano ai bilanci ufficiali, è in linea con quanto emerge dal questionario: per quanto riguarda Roma, il Natale ha dato risultati sottotono rispetto alle aspettative di un anno eccellente. Quest’anno sono stati regalati molti servizi e molti viaggi, del resto per due anni siamo stati chiusi in casa e quindi la spesa per i regali di Natale si è spalmata su un numero di categorie più ampio dello scorso anno o del 2020. Certo è che l’alto di gamma pesa ancora molto: chi propone gioielli importanti, come alcune gioiellerie del centro di Roma, ha venduto molto bene. Peccato che la categoria creda ancora poco nelle potenzialità dell’on-line, che rimane per la maggior parte dei brand e dei negozi multimarca, uno strumento per informare la clientela piuttosto che una vera vetrina virtuale”.

Raffaella Cancellieri (Federpreziosi Campania)

«Dai dati del sondaggio, emerge che il settore è rimasto fermo al 2021: dobbiamo lavorare tutti, noi Associazioni per prime, sul rilancio delle gioiellerie»

Raffaella Cancellieri (Federpreziosi Campania)


“Per dare più slancio al nostro bellissimo settore dovremmo investire prima di tutto sull’etica del commercio, per tutelare anche le gioiellerie più piccole che non hanno la forza economica e comunicativa dei grandi brand, ma che sono capaci di esprimere esperienza, conoscenza del settore, servizio al cliente. Altra cosa: ampliare e diversificare l’offerta, osando anche nelle proposte, puntando sul design, sulla ricercatezza e la capacità artigianale che solo noi con il Made in Italy possiamo presentare. A livello generale il commercio nazionale nel 2022 è cresciuto rispetto al 2021 mentre il gioiello, il bijoux e l’orologio, che per decenni hanno rappresentato il regalo per eccellenza, hanno tristemente perso quote di mercato a vantaggio di altri settori più “utili” come l’abbigliamento, la pelletteria, la cosmetica. Dai dati che il vostro sondaggio mette in luce, emerge che il settore è rimasto fermo (sia per incassi che per fermento) al 2021: dobbiamo lavorare tutti, noi Associazioni per prime, sul rilancio delle gioiellerie, per non perdere troppo del terreno che avevamo faticosamente guadagnato”.

Roberto Govoni

«Il periodo più intenso si chiude con le consegne tra settembre e ottobre e quest’anno abbiamo registrato un +20%. Siamo quindi molto soddisfatti e il trend del 2021 è in ascesa»

Roberto Govoni (Govoni Gioielli)


“Per noi produttori di gioielli il Natale arriva molto prima rispetto a ciò che registra la rete retail. Il periodo più intenso si chiude con le consegne tra settembre e ottobre e quest’anno abbiamo registrato un +20%. Siamo quindi molto soddisfatti e il trend del 2021 è in ascesa. Ciò che abbiamo notato è che nessuno dei nostri clienti ha voluto “rischiare” proponendo alla clientela design particolarmente fantasiosi e lavorati: ci hanno chiesto di rivisitare articoli consolidati, anche a causa del costo della materia prima che non permette di assumersi rischi legati all’invenduto. Meglio poche collezioni ma fatte bene. Mi trovo in linea con i dati legati alle vendite sull’e-commerce: nel nostro settore si vendono on line solo oggetti piccoli o con valori bassi. Paradossalmente funziona meglio una pagina Instagram che un sito e-commerce. Un’altra cosa che da produttore posso affermare è che l’andamento da voi rilevato di spostare sempre di più la rete distributiva verso i centri storici, è una tendenza in forte ascesa: la struttura parla già di noi e della nostra professionalità. Il pubblico prima compra la persona, poi il prodotto”.

Luca Cocchiglia (Country manager Italia Hagerty)

«Per noi la fine dell’anno ha sempre rappresentato un momento più tranquillo perché le aziende si sono già rifornite di tutto nei mesi precedenti. Nonostante questo, il sentiment emerso dai nostri clienti conferma i dati del sondaggio»

Luca Cocchiglia (Country manager Italia Hagerty)


“Non è semplice dare una risposta analitica dalla mia prospettiva che è quella di un fornitore di prodotti per pulire i preziosi. Per noi la fine dell’anno ha sempre rappresentato un momento più tranquillo perché le aziende si sono già rifornite di tutto nei mesi precedenti. Nonostante questo, il sentiment emerso dai nostri clienti conferma i dati del sondaggio: aspettative più elevate per le quali ci si attendeva un dicembre più grintoso. I mesi invernali sono i più significativi ma non hanno retto. Il digitale è un tema che viene ancora poco vissuto e mal sfruttato. Non mi stupisce il dato che emerge dal vostro sondaggio ma mi rattrista. È coerente con l’indirizzo e l’attitudine del canale. Salvo casi illuminati non mi sembra ci siano molti retail aperti ad abbracciare una logica di vendita on line rispetto al negozio fisico. Noi invece siamo molto sviluppati in modalità e-commerce e questo ci permette di raggiungere ampie fette di clientela”.

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