Al V&A Museum le famose uova imperiali ed altri inestimabili creazioni del gioielliere russo

Peacock Egg

Sono solo 50 le uova “imperiali”, cariche di simbolismo romantico e religioso, realizzate da Carl Fabergé per la famiglia reale russa quali doni pasquali, anche se alcune di esse hanno celebrato vittorie o momenti storici come l’uovo dell’incoronazione del 1897 o l’uovo della ferrovia transiberiana del 1900.
Il primo, conosciuto come l’uovo di gallina, fu commissionato nel 1885 dallo zar Alessandro III per l’imperatrice Maria Feodorovna, sua moglie: in oro con guscio smaltato bianco opaco al suo interno rivelava un tuorlo d’oro giallo opaco che, come una matrioska, a sua volta scopriva una gallina, anch’essa di oro, che si apriva su una corona imperiale in miniatura e un ciondolo di rubino.

Romanov Tercentenary Egg, Fabergé. Chief Workmaster Henrik Wigstrom, 1913


Questi oggetti spettacolari, nel tempo, grazie al genio artistico e meccanico di Peter Carl Fabergé e del suo team – che operavano nei laboratori di San Pietroburgo noti per la sperimentazione di materiali, tecnologie e soluzioni di produzione -, sono diventati sempre più complessi ed elaborati. Purtroppo, insieme a molti altri gioielli e oggetti di valore, tanti furono confiscati dai bolscevichi dopo la rivoluzione del 1917, poi perse o distrutte.

The Alexander Palace egg

Delle 43 uova sopravvissute e recuperate, l’Armeria del Cremilino a Mosca ne conserva dieci; la regina Elisabetta ne possiede tre, parte della Royal Collection; Viktor Vekselerg, un miliardario russo di gas e petrolio, ne ha acquistate nove per $ 100 milioni nel 2004 quando Michael Forbes le mise in vendita. Altre sono nei musei del mondo, in particolare nel Virginia Museum of Fine Arts che ne possiede cinque.

The Moscow Kremlin egg- oro, argento e onice

A queste preziose stravaganze e altri capolavori, Londra dedica la mostra “Romance to Revolution” allestita presso il V&A Museum, che sarà aperta al pubblico dal 20 novembre all’8 maggio 2021. Un evento unico perché riunisce, per la prima volta dalla rivoluzione russa, 200 pezzi del famoso gioielliere, alcuni mai esibiti prima nel Regno Unito, tra cui il terzo uovo imperiale del 1887, salvato da un mucchio di rottami dopo che era stato visto per l’ultima volta in pubblico 122 anni fa, l’uovo di pavone del 1907-08, scolpito in cristallo di rocca, che ospita un automa (restaurato dall’orologiaio svizzero Michel Parmigiani e ancora funzionante) del magnifico uccello che, quando è caricato, apre a ventaglio la coda) e due sculture umane, altri oggetti Fabergé molto ambiti poiché solo 50 riconosciuti come originali.

Imperial presentation box by Fabergé, nephrite, coloured gold, diamonds, ivory. Chief Workmaster Henrik Wigstrom, St. Peterburg, 1904


La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 novembre 2021 all’8 maggio 2022

https://www.vam.ac.uk/exhibitions/faberge

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