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Pesavento. Chiara e Manuela Carli «Essere donna è sempre stata e rimane una sfida quotidiana»

Una grande famiglia di quasi 100 persone (con il 70% al femminile) ed un 2021 da record per l’azienda vicentina

Vicenza, Via Vecchia Ferriera 50. Qui ha sede una delle più creative aziende orafe italiane che, in 30 anni, ha rivoluzionato l’idea di gioiello elevandolo al gusto della donna contemporanea. Ci accoglie Chiara Carli, anima creativa di Pesavento-Art Expression, fondatrice del brand assieme al socio Marino. Pochi minuti dopo ci raggiunge Manuela, il cuore pulsante della divisione commerciale Italia. Sorelle gemelle, caratteri complementari, capaci di scambiarsi sguardi complici che raccontano più di mille parole.

“Arriviamo a 30 anni di attività con la stessa carica di quando abbiamo iniziato” esordisce Chiara “è un sogno che continua. Nel 1991 non sapevamo nulla di oreficeria: il mio socio, Marino Pesavento, lavorava in banca, io e Manuela in uno studio legale, mio fratello Angelo gestiva la sua azienda agricola. Eravamo “fogli bianchi” e abbiamo trasformato questa apparente difficoltà in una grande opportunità, senza porci limiti: volevamo creare gioielli che seguissero la donna in ogni momento della quotidianità, con forme innovative, bold e colori inusuali. Siamo partiti in 7, oggi siamo “una famiglia” di quasi 100 persone (proprio quest’anno va in pensione il primo assunto, ndr.) e abbiamo chiuso il 2021 con il record di fatturato nonostante il covid. Tutto questo grazie alla solidarietà, all’affetto e al gioco di squadra fatto con i nostri clienti e i fornitori. È stato un bellissimo riconoscimento per la passione, il rispetto e la professionalità che mettiamo nel nostro lavoro”.

«Le donne hanno una marcia in più: raggiungono sempre gli obiettivi, non si lasciano scoraggiare da nulla. Lo vediamo anche nelle nostre clienti e nelle agenti commerciali»

Manuela e Chiara Carli

In 30 anni sono cambiate molte cose, tra cui la figura della donna imprenditrice. Che tipo di evoluzione ha avuto, secondo la vostra esperienza diretta?
“Essere donna è sempre stata e rimane una sfida quotidiana. Dobbiamo purtroppo rapportarci ancora con un mondo che, di primo acchito, tende a riconoscere l’uomo come l’imprenditore e la donna un passo indietro. Ci fa tenerezza chi ragiona ancora così, anche perché ci offre la possibilità di dimostrare quanto valiamo e cosa siamo capaci di fare. La differenza di genere per noi non esiste, anzi: il 70% dei nostri dipendenti è donna, siamo una squadra molto affiatata, abbiamo creato un clima famigliare. Non sempre è così: spesso sono le stesse donne a boicottarsi quando dovrebbero invece cercare di allearsi” spiega Chiara. “Le donne hanno una marcia in più: raggiungono sempre gli obiettivi, non si lasciano scoraggiare da nulla. Lo vediamo anche nelle nostre clienti e nelle agenti commerciali: prendono a cuore ciò che fanno e avanzano lavorando instancabilmente tutto il giorno, senza mai perdere di vista mission e valori. Per questo dobbiamo smettere di pretendere le quota rosa e auto-valorizzarci. Il resto segue. Ci auguriamo che nel vocabolario delle nuove generazioni non ci sia più la parola “limite di genere” specifica Manuela.

Se vi chiedessi di descrivervi a vicenda, cosa direste l’una dell’altra?
“Chiara è caparbia e lungimirante” spiega Manuela. “Quando pensa a un gioiello, lo immagina finito e coinvolge tutta la catena produttiva per arrivare all’obiettivo”.
“Manuela è instancabile” ammicca Chiara. “Quando è diventata responsabile commerciale Italia, in pochi mesi ha triplicato il fatturato, e il trend si mantiene ancora oggi”.


In azienda è entrata anche Federica, la figlia di Manuela…
“È nata qui, ha sempre visto noi lavorare affiatate. Dopo la laurea in Architettura ha deciso di lavorare in Pesavento e oggi si occupa di social e molto altro. È una fonte continua di ispirazione. Ci assomiglia molto: ha 31 anni e ha capito che i problemi di lavoro non si portano a casa ma che il lavoro può diventare parte integrante della vita privata, arricchendoci”.

“Vicenza era la culla dell’arte orafa, oggi sono i giovani a dover essere indirizzati verso la cultura e l’attenzione alla manualità creativa. Basta avere il coraggio di responsabilizzarli e formarli: hanno una grinta inimmaginabile.”

In che senso?
“Noi ad esempio amiamo viaggiare e, quando possiamo, anche il viaggio di lavoro si trasforma in una avventura famigliare: vogliamo toccare con mano le realtà in cui approdano i nostri gioielli e desideriamo stare a contatto con le persone ben oltre la riunione di lavoro, vogliamo mangiare ciò che preparano tradizionalmente, visitare musei, quartieri lussuosi o folkloristici di una città. Sono tutte fonti di ispirazione per la parte professionale. Pesavento è famosa per i colori delle galvaniche, le forme bold e le lavorazioni come polvere di sogni, nata nel 2009. Idee che ci arrivano osservando realtà nuove: ci siamo innamorate della Malesia e della leggerezza con cui vive quel popolo, della forza delle donne messicane che affrontano coraggiosamente l’aspetto pericoloso del luogo in cui vivono. L’arte e la bellezza sono ovunque, basta aprire gli occhi e lasciarsi ispirare”.



Tra di voi siete molto complici. Quanto conta il team building in Pesavento?
“È tutto perchè sinonimo di famiglia, ma non lo abbiamo mai realizzato leggendo manuali di leadership. Ci viene spontaneo coinvolgere i nostri collaboratori. Pre covid andavamo tutti assieme agli spettacoli in Arena o al Teatro Comunale di Vicenza”, raccontano le sorelle Carli. “In estate c’erano le feste in piscina con tanto di sfide a suon di BBQ e dolci. A Natale il momento dedicato ai bimbi, poi le feste di compleanno. Sono momenti conviviali che però rafforzano il senso di appartenenza e la resilienza tanto nel lavoro quanto in famiglia. Crediamo che la formazione non si abbia solo attraverso lo studio ma anche con seminari e incontri. Appena il Covid ce lo consentirà, torneremo ad organizzarli nella nostra biblioteca”.

Avete una Biblioteca aziendale?
“Si. Per noi cultura e conoscenza sono elementi fondanti e vogliamo contribuire a diffonderli sia in azienda che nel nostro territorio. Per questo sosteniamo la Biblioteca Bertoliana acquistandone i libri usati che portiamo qui da noi e finanziando ogni anno il restauro di un volume antico. Sosteniamo il centro antiviolenza, l’ospedale di Vicenza, la popolazione Ukraina. Durante il lockdown ci sono stati momenti difficilissimi ma non abbiamo mollato: ci siamo sospesi lo stipendio per poterlo garantire ai nostri dipendenti e agli stagisti, che erano esclusi da ogni provveimeto di aiuti statali.
Ora stiamo erogando a tutti buoni benzina e buoni spesa perché i nostri collaboratori devono sentirsi gratificati dal lavoro che fanno e se loro stanno bene, l’azienda continua ad esistere e l’intero terrorio ne guadagna”.


Un atteggiamento che ricorda molto il mecenatismo…
“Vicenza era la culla dell’arte orafa, oggi sono i giovani a dover essere indirizzati verso la cultura e l’attenzione alla manualità creativa. Basta avere il coraggio di responsabilizzarli e formarli: hanno una grinta inimmaginabile.”

Ultima domanda: a cosa non potete rinunciare?
Chiara: “ad allenarmi ogni giorno”. Manuela: “Ad una pizza margherita a settimana”

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