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Natale 2020. Tre riflessioni da fare prima di scrivere i vostri biglietti di auguri

Creare bellezza non è mai stato così fondamentale come in questi nostri tempi. Sottovalutarne l’importanza vorrebbe dire sminuire il suo ruolo e farsi scappare un’occasione per coinvolgere le persone in un flusso comunicativo nuovo

Mi chiamo Anna Pietribiasi e lavoro con le parole da ormai vent’anni. Le uso per raccontare storie di aziende, di persone che creano e che danno un’anima a ciò che fanno. Scrivo testi che funzionino per la carta e per il web. Scelgo stile, personalità e tono adatti perché un’azienda possa essere ascoltata e ricordata.

Questo sarà il primo Natale dopo la pandemia ed è il momento giusto per fermarci a riflettere su come la comunicazione potrà creare un sodalizio tra lo spirito di una festa tradizionale e lo stato d’animo delle persone che non potrà essere paragonato a quello degli anni precedenti. Come mettere assieme sentimenti a prima vista inconciliabili? Gioia e timore, serenità e preoccupazione? La prima azione che possiamo fare è allargare lo sguardo e allenare la mente a trovare nuovi equilibri in situazioni di forte incertezza. Possiamo, ad esempio, partire con una riflessione sui concetti di bellezza e di creatività, che stanno assumendo nuovi significati e si stanno aprendo a ruoli che non avremmo immaginato.

Se prima la creazione di un oggetto bello era direttamente collegato (e subordinato) alle reazioni del pubblico che speravamo accogliesse positivamente il nostro ultimo prodotto, ora possiamo muoverci anche su altri territori, nuovi e di sicuro più vasti.

Creare – e comunicare – bellezza sta diventando un atto di responsabilità, perché le persone oggi cercano nella bellezza rifugio, rassicurazione, costruzione di momenti di gioia da ricordare, soprattutto fatti per il piacere dell’attimo presente.

È di certo una responsabilità da maneggiare con cura, ma si tratta anche di una grande opportunità per lasciar andare una comunicazione che ormai mostrava i segni del tempo. È arrivato il tempo di occuparsi di messaggi che si facciano leggere e ricordare dagli occhi e dalle menti delle persone di oggi. Provate a cogliere le chiavi giuste per interpretare il cambiamento, intercettatene i punti salienti e trasformatele in un mezzo per presentarvi al meglio davanti alle ‘vostre’ persone.

Il solo tempo da vivere è quello presente. Ce ne siamo resi conto la primavera scorsa quando, da un giorno all’altro, non abbiamo più potuto andare dall’amico lontano, abbiamo appeso il vestito bello in armadio perché si lavorava solo da casa. E abbiamo lasciato oggetti di valore nel cassetto, perché tanto non si usciva e non si facevano inviti. La lezione che abbiamo imparato tutti è che non dobbiamo aspettare il giorno di festa per tirare fuori il servizio buono. Così non aspetteremo la festa comandata, l’anniversario o la ricorrenza per regalare e regalarci un oggetto che gratifichi, mentre lo si sceglie e lo si indossa, anche solo per noi stessi.

Come potete invitare le vostre persone a ‘cogliere l’attimo’ e incoraggiarle a vivere la bellezza ogni momento?
Anche le piccole cose creano certezza. Quando si rovesciano gli scenari, la prima reazione umana, dopo lo sgomento, è il recupero di tracce, abitudini e oggetti a cui possiamo ancorarci per ristabilire un equilibrio e creare una nuova sicurezza, per quanto piccola e traballante. Se, al lavoro, ci assegnano una nuova scrivania, ci affrettiamo subito ad aggiungere i nostri oggetti personali: una pianta, le foto, le nostre penne preferite, l’agenda. Mettiamo in atto tutte quelle azioni che ci aiutano a rassicurarci, a dirci che il cambiamento c’è, ma alcune certezze sono ancora vicine a noi.

Quali segnali potete dare per rassicurare le vostre persone? Perché molte cose saranno cambiate, ma quelle profonde e universali sono sempre lì per loro.
Gli scenari possibili sono tanti. In passato, ad ogni decisione, avevamo la mente allenata a delineare ipotesi, scenari e prospettive, per poi decidere di concentrarsi solo su uno o due plausibili. La situazione attuale ci chiede di fare uno sforzo ulteriore per accogliere tanti scenari possibili e pianificare molti futuri alternativi, tirando fuori tutte le competenze e capacità di adattamento.

Come potete trasmettere alle vostre persone la capacità di adattamento per rassicurarle che, in un mondo instabile, voi sapete tracciare una via ed essere lì per loro, anche come modello di riferimento? Creare bellezza non è mai stato così fondamentale come in questi nostri tempi. Sottovalutarne l’importanza vorrebbe dire sminuire il suo ruolo e farsi scappare un’occasione per coinvolgere le persone in un flusso comunicativo nuovo. Il lavoro che avete svolto fino ad oggi va bene. Avete creato prodotti di grande bellezza, li avete resi unici ed esteticamente impareggiabili. Oggi avete un importante compito in più: parlare alle ‘vostre’ persone in modo che si sentano ascoltate, capite, accolte da voi e, per questo, autorizzate a regalarsi quanto create. Sarebbe un peccato lasciare tutto il vostro lavoro a metà strada, come una mascherina indossata con il naso scoperto.

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