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Marte Gioielli, tra i principali player nella commercializzazione di diamanti e pietre preziose

Claudio Terracina, titolare dell’azienda e socio della Borsa Diamanti Italia, spiega perché preferire le gemme naturali a quelle di laboratorio

Anche il comparto dei diamanti ha dovuto navigare a vista durante l’emergenza sanitaria. Ora che la pandemia pare stia dando segnali di tregua, si tirano le prime somme. L’ultimo report (marzo 2021) dell’Antwerp World Diamond Center ha fotografato ciò che è stato e ha azzardato qualche previsione. Secondo l’AWDC, nel 2020 i prezzi di diamanti grezzi e tagliati hanno continuato la contrazione iniziata nell’anno precedente, registrando un -11% e un -3%. Nel complesso, nei primi sei mesi dell’anno le vendite di gioielli con diamanti sono diminuite del 15%, concentrandosi sul mercato locale a causa della ridotta mobilità imposta dall’emergenza, a tutto vantaggio, invece, dell’e-commerce, cresciuto nel 2020 di circa il 20%. Tra alti e bassi, l’utenza finale è comunque sempre ben disposta a considerare la gemma per eccellenza come principale bene rifugio e prima nella lista dei desideri.
Claudio Terracina, titolare della Marte Gioielli di Milano, in fatto di diamanti ha l’autorevolezza che gli deriva dall’esperienza acquisita sul campo (dalla sede milanese e attraverso il portale Brillanty – Gioielliere a Milano [business.site] viene trattata quotidianamente la compravendita di diamanti di ogni genere associati anche ad anelli solitari, bracciali e collane con pietre preziose) nonchè dalle competenze ereditate da ben quattro generazioni impegnate nel settore (tra i progenitori vi fu il cofondatore della Borsa Diamanti di Anversa) e non ultimo dal padre, ideatore del brand nel 1976 e segretario della Borsa Diamanti d’Italia. Dal 1996 orgogliosamente socio della Borsa Diamanti, Claudio Terracina è riconosciuto tra i 17 Diamantaires Italiani “le cui radici profonde nel mercato si sono sviluppate nel tempo di padre in figlio suggellandone la grande affidabilità e l´indiscussa competenza.” (cit. Borsa Diamanti Italia).

Marco Terracina e Adriana Butti

Dal 2005 è alla guida dell’azienda di famiglia, posizionata tra i principali player nella commercializzazione di diamanti e pietre preziose. Gli fu affidata in forma smagliante, lui ne prefigura un futuro ancora più solido. Ama le sfide, nel contesto attuale lo attende anche un grande impegno.

Claudio Terracina

«Una delle più grandi sfide che mi aspetta è sicuramente quella di riuscire a portare on line la mia storia, la mia professionalità e la mia trasparenza.»

La catena del valore dei diamanti sta diventando sempre più digitale, sebbene i negozi fisici abbiano ancora valore. L’e-commerce “business-to-consumer” è cresciuto tantissimo durante questo periodo pandemico. Nonostante l’aumento delle vendite on line e una forte preferenza per la ricerca sul web prima di effettuare acquisti, quasi tutti i consumatori preferiscono ancora comprare diamanti potendo scegliere il prodotto di persona. Desiderano vedere e toccare i gioielli e necessitano di una consulenza personalizzata unitamente ad altri servizi. Per incrementare le vendite attraverso i canali digitali dovrò affrontare diverse preoccupazioni dei consumatori: la fiducia deve essere coltivata, fornendo certificati internazionali riconosciuti e prezzi competitivi.

L’AWDC prevederebbe un’energica ripresa del settore entro il 2024. Con quali strategie coglierne le opportunità?
Dal punto di vista degli investimenti, il 2020 è stato l’anno dei beni rifugio, dell’oro e dei diamanti. In tempi di incertezza diversificare il proprio patrimonio in beni fisici di valore è la strategia più conveniente. Lo hanno fatto i privati, le famiglie ma anche i Paesi sconvolti dalla crisi pandemica.
Nonostante qualche fluttuazione, l’oro si è rivelato il porto sicuro di privati, banche e Stati, raggiungendo quotazioni da record, che non si vedevano da tantissimi anni.
Anche il diamante ha registrato delle variazioni di prezzo negli ultimi 12 mesi. In linea generale una stabilità di quotazione nel primo semestre 2020 e un aumento nel secondo. Tra le cause di tale fenomeno ci sono il calo dell’estrazione, per effetto della chiusura delle miniere durante il lockdown, il cambio di destinazione di spesa di molti consumatori, che hanno deciso di investire i risparmi, in genere destinati ai viaggi, in gioielli e beni rifugio. Infatti le quotazioni del listino Rapaport sono aumentate ben tre volte nel secondo trimestre del 2020.
Nel 2021 si è già notata una ripresa economica e normalizzazione dei mercati. Le analisi delle proiezioni del comparto diamantifero prospettano nel prossimo futuro uno shortage sul fronte dell’offerta estrattiva rispetto ad una domanda con una percentuale di crescita costante.
La prevista energica ripresa del settore nei prossimi anni sarà una grandissima opportunità. Abbiamo imparato a trasformare in ricchezza l’incertezza, proteggendo una parte del patrimonio attraverso beni tangibili e reali, non soggetti alla volatilità del tempo.
Quello che il 2020 ci ha insegnato è uscire dagli schemi adattandosi ad una nuova normalità. Ed è proprio la capacità di cogliere le opportunità e generare valore dalle crisi ciò su cui bisogna puntare per entrare a testa alta nel prossimo futuro.
Dal 2000 con l’ingresso in azienda di mia sorella Patrizia, abbiamo cominciato ad ampliare l’attività dando inizio ad una produzione di gioielli classici e su misura che a breve lanceremo online come nuovo Brand Marte Gioielli Milano.

Quali possono essere gli strumenti per arginare la carica dei diamanti accresciuti? Seppure in ritardo, il loro mercato sta prendendo piede anche da noi. Il diamante di laboratorio viene presentato identico a quello naturale, ci convinca del contrario.


È vero, il mercato si sta orientando verso un nuovo business, quello dei diamanti sintetici, ma cerchiamo di chiarire alcuni aspetti evitando l’insorgere di equivoci che potrebbero compromettere la corretta commercializzazione di diamanti naturali. Da qualche tempo, alcune aziende hanno iniziato a pubblicizzare la vendita e la commercializzazione di pietre, definendole etiche ed ecologiche, frutto di una produzione in laboratorio che garantisce le stesse proprietà ottiche e fisiche delle pietre preziose estratte, ma nel rispetto della natura e delle persone. Si parla nello specifico dei “Diamanti Sintetici” di natura artificiale.
I cosiddetti “diamanti sintetici” hanno delle caratteristiche tecniche e strutturali ben distinte rispetto ai diamanti naturali. Si tratta di processi artificiali differenti dal naturale processo di formazione geologica nel sottosuolo terrestre dei diamanti estratti, che dura da milioni di anni e che attribuisce loro un valore ed una rarità di gran lunga superiori rispetto ai diamanti sintetici creati dall’uomo.
I diamanti sintetici mancherebbero inoltre di una delle caratteristiche fondamentali per definire una pietra “preziosa”, la rarità. Inoltre, seppure abbiano un costo inferiore rispetto a quelli naturali, il loro acquisto non rappresenta alcun investimento, in quanto la produzione massiva avrà come conseguenza un costante abbassamento del loro prezzo. I diamanti naturali mantengono invece alterato il loro valore nel tempo, se non addirittura rivalutato, anche di molto. Io stesso non considero il diamante naturale una forma di investimento speculativo a breve termine bensì un bene conservativo del proprio patrimonio, la cui rivalutazione è da monitorare a lungo termine. Un diamante naturale certificato con determinate caratteristiche qualitative, negli anni saprà regalare ottime soddisfazioni anche in termini economici.

https://marte-gioielli-srl.business.site/

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