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Editoriale: […] il cambiamento era nelle persone…

Come aziende, dobbiamo prepararci alla ripresa e ripartire più forti di prima facendo di questa stasi un momento di fermento.

Tutti, nessuno escluso, stiamo affrontando una crisi senza precedenti. È un momento molto difficile aggravato dai lockdown imposti, dalle problematiche sanitarie, dai tanti lutti che si sta portando dietro.
In tempi come questo, obbligate ad un isolamento forzato, le persone cercano conforto nei mezzi di comunicazione per capire come rispondere all’emergenza ma anche per ritagliarsi momenti di svago, di intrattenimento. Secondo alcune ricerche, in ogni singolo minuto del 2020 sono stati condivisi più di 41 milioni di messaggi su whatsapp, 150 mila post su facebook e 37 mila storie su Instagram. La comunicazione ha un flusso continuo che va ben oltre le riunioni di lavoro, includendo la presenza su più piattaforme anche contemporaneamente.

Ma questa crisi è e deve essere solo uno stop temporaneo. Come aziende, dobbiamo prepararci alla ripresa e ripartire più forti di prima facendo di questa stasi un momento di fermento.
Se oggi le nuove collezioni hanno difficoltà ad “uscire” dalle gioiellerie, se la mancanza di appuntamenti fieristici limita la possibilità di incontri con i clienti, se, umanamente, abbiamo paura di guardare avanti, dobbiamo stringere i denti e pensare positivo per non buttare via quello che abbiano costruito negli anni.

Fondamentale è non smettere di comunicare con i propri clienti: continuare a proporre i propri prodotti significa rimanere nella testa delle persone, emergere, farsi ricordare. Facciamo che questo periodo di pandemia diventi una buona occasione per riflettere sui propri obiettivi, rivalutare le strategie messe in campo fino ad ora per avere una visione di insieme per i mesi a venire.

La comunicazione non deve quindi essere finalizzata alla sola vendita ma alla costruzione di una vera e propria strategia di “marketing informativo” sul valore dei nostri prodotti e della nostra azienda. Insomma, non è il momento di tirare i remi in barca ma, diversamente, di cavalcare l’onda. Concludo con una citazione tratta da “Un mercoledì da leoni” per ricordare che nella vita non bisogna mai temere il cambiamento.

Dal largo veniva un vento teso che polverizzava la cresta delle onde, era una distesa immensa di spuma e in acqua si sentiva il morso del freddo… ma ora tutto sembrava appartenere al passato… «il cambiamento non era nella spiaggia, nel vento, nelle onde, il cambiamento era nelle persone…»

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