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Hong Kong, a causa della pandemia slittano le date delle fiere ed è caos

Slitta la nuova edizione di Hong Kong International Jewellery Show 2021, prevista inizialmente dal 3 al 7 marzo è stata spostata dal 2 al 6 luglio, in conteporanea all’Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show.

Fiere, Hktdc sposta l’oro a luglio. Quattro giorni dopo Jewellery & Gem Asia Hong Kong. E le aziende si interrogano: accettare il tour de force o scegliere tra le due? Una decisione su cui influiranno anche due fattori esterni: la conferma o meno della collettiva Ice (per la quale l’agenzia è in attesa della conferma dello stanziamento dei fondi previsti da parte del Ministero) per la manifestazione dell’Hktdc e il progresso della campagna vaccinale, che potrebbe essere un elemento chiave.

Lo spostamento

L’attuale situazione mondiale, ancora troppo incerta per permettere l’arrivo di aziende e operatori dall’estero, in particolare dagli altri continenti, ha costretto l’Hktdc (Hong Kong Trade Development Council) a rinviare le due manifestazioni in calendario a marzo.  L’Hong Kong International Jewellery Show 2021, previsto dal 3 al 7 marzo all’AsiaWorld-Expo & Hong Kong Convention & Exhibition Centre, si svolgerà infatti dal 2 al 6 luglio, contemporaneamente all’Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show, che si sarebbe dovuto tenere dall’1 al 5 marzo.

Una scelta che porta l’inizio delle due manifestazioni solo pochi giorni dopo la conclusione dell’evento organizzato da Informa Markets, che si svolgerà dal 24 al 27 giugno.

Una situazione che ha spiazzato le aziende italiane, costrette a decidere se valga la pena sfruttare questa situazione, che comporta due soli voli e un’unica spedizione della merce, ma anche una lunga permanenza a Hong Kong, o optare per una delle due, rischiando però di perdere qualche contatto?


Stiamo monitorando da marzo scorso le problematiche delle fiere estere e ponendoci come interlocutori per agevolare i nostri associati, muovendoci con un’unica linea

Vincenzo Aucella
presidente Assocoral

Assocoral

Tra coloro che stanno valutando la situazione ci sono i corallari, per i quali le manifestazioni di Hong Kong hanno una grande rilevanza. «Stiamo monitorando da marzo scorso le problematiche delle fiere estere – sottolinea il presidente Vincenzo Aucellae ponendoci come interlocutori per agevolare i nostri associati, muovendoci con un’unica linea. Ad esempio, qualcuno aveva già chiesto acconti e siamo riusciti a sospenderli, visto che non sappiamo ancora se potremo entrare, a fronte della questione vaccini». E proprio questa è la problematica più importante secondo Aucella. «Attualmente per salire su un aereo bisogna essere vaccinati e non sappiamo se lo saremo a giugno e luglio. Questa è una questione seria, che non è ancora stata affrontata. Bisognerebbe che almeno le persone dell’azienda che vanno all’estero potessero vaccinarsi entro maggio-giugno, altrimenti il mondo andrà avanti, le fiere si faranno, ma senza noi italiani».

Se ci sarà questo presupposto, comunque, secondo lui la tendenza sarà quella a restare ad Hong Kong, soprattutto se l’Ice confermerà la collettiva, gratuita per le aziende. «In quel caso, penso che la maggior parte dei nostri associati resterà per entrambe le fiere, perché è vero che ci costa dieci giorni di permanenza in più, ma comunque il prezzo di volo e spedizione è lo stesso e considerato che siamo rimasti fermi per un anno e mezzo e quella è la nostra valvola di sfogo, quindi i miei soci non vorranno rischiare di restare fuori o di non vedere alcuni clienti».


Sicuramente non è uno spostamento comodo per le aziende. Credo che difficilmente due aziende faranno due fiere di fila nello stesso posto.

Enrico Peruffo
presidente Federorafi Vicenza

Federorafi Vicenza

Non è dello stesso parere Enrico Peruffo. «Sicuramente non è uno spostamento comodo per le aziende – sottolinea il presidente di Federorafi Vicenza e titolare di F.lli BovoCredo che difficilmente due aziende faranno due fiere di fila nello stesso posto. Se Ice confermerà la collettiva, credo che molti sceglieranno quella, anche se ovviamente si dovranno confrontare con i clienti e i buyer, per capire quale sarà quella con più affluenza. Al momento, comunque, anche in Cina non hanno molte informazioni».


Per un’azienda che va in Estremo Oriente risulta complicato pensare di fare due fiere, una a giugno e una a luglio, anche perché i potenziali clienti sono gli stessi

Francesco Barberis
presidente Associazione Orafa Valenzana

Associazione Orafa Valenzana

Stessa opinione quella di Francesco Barberis, presidente dell’Associazione orafa valenzana. Che critica l’atteggiamento dell’Hktdc. «Credo che le fiere dovrebbero sempre di più interfacciarsi con i propri clienti, come noi lo facciamo con i nostri. Soprattutto in un momento in cui devono trovare una loro connotazione in un mercato che sta cambiando moltissimo. A un’azienda che va in Estremo Oriente risulta complicato pensare di fare due fiere, una a giugno e una a luglio, anche perché i potenziali clienti sono gli stessi. Un po’ più di collaborazione tra i due enti fieristici, rispettando il legittimo desiderio di fare business, ci sarebbe voluto. Ogni azienda sceglierà a quale partecipare, in base ai propri clienti. È una situazione delicata in un momento non certo positivo. Se ci sarà la collettiva probabilmente sarà quella dell’Hktdc».


C’è stato un primo momento di sconcerto sia per noi che per i nostri clienti perché l’Hktdc ha un contratto “di protezione” con gli altri organizzatori di fiere

Mauro Arati
studio Arati Milano

Studio Arati

Lo spostamento riguarda da vicino lo Studio Arati di Milano, che gestisce la partecipazione italiana a Jewellery and Gems Asia. «C’è stato un primo momento di sconcerto sia per noi che per i nostri clienti – sottolinea il titolare Mauro Aratiperché l’Hktdc ha un contratto “di protezione” con gli altri organizzatori di fiere, che prevede l’impegno a non ospitare manifestazioni concorrenti nei giorni immediatamente precedenti o successivi a quelli dei clienti. Ma sappiamo anche che il Governo di Hong Kong negli ultimi tempi ha dato prova di una certa arroganza non solo in questo settore. Dopo questa prima reazione, però, vedo che adesso la tendenza della maggioranza degli italiani è quella di prolungare il soggiorno, considerando che comunque volo e spedizione li devono pagare e che lo stand nella collettiva Ice è gratuito. Il problema invece sarà relativo ai buyer: chi verrà e resterà per due fiere? Molti valuteranno insieme ai propri clienti».

Anche per lui, comunque, un elemento fondamentale saranno i vaccini. «Tutti hanno fatto i loro programmi, ma se non si fa ripartire chi deve andare a vendere, installare o riparare le macchine rischiamo che quando saremo tutti vaccinati le aziende saranno morte. Molti governi, prevedendo tempi lunghi per i vaccini, stanno optando per i corridoi sanitari, con tamponi alla partenza e all’arrivo. Il problema è che altri l’hanno già fatto, mentre noi probabilmente per colpa della burocrazia, siamo ancora fermi al palo. Credo comunque che la tendenza prevalente sarà quella, anche se ci sono paesi che stanno pensando di fare il pacchetto completo stand, hotel, aereo e vaccino».

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