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Giuliano Castrenze, CEO WDG: “Sono ottimista. Dobbiamo allontanare il disfattismo per non rendere una crisi più traumatica di quello che è”.

Per il Ceo della World Diamond Group la ripresa primaverile era stata molto più incoraggiante delle previsioni

Siamo fatti per sognare. È questo uno dei claim che Giuliano Castrenze ha scelto per descrivere l’attività della World Diamond Group, azienda leader nel settore dei diamanti con una gamma di proposte che va dal lusso accessibile alle perle più preziose, fino ad arrivare alle vere e proprie sculture da indossare.

Sogni per l’appunto, a cui le persone non sono più disposte a rinunciare. Sembrerebbe essere questa la nuova consapevolezza emersa nei mesi più spigolosi del 2020. A sostenere questa tesi è lo stesso Castrenze che sottolinea come, dopo l’emergenza di marzo e aprile, il settore della gioielleria abbia registrato una ripresa sorprendente.

Giuliano Castrenze

Per due mesi abbiamo registrato un fatturato pari a zero. Questo ci aveva portati a non avere alcuna aspettativa relativamente a una ripresa celere del settore e invece, la realtà ci ha positivamente stupiti. Non solo abbiamo avuto la conferma della lealtà dei nostri clienti che hanno saldato le fatture non appena hanno potuto ma anche le vendite dei gioielli sono andate nella direzione opposta a quello che avevamo preventivato”.

Questa pandemia ha profondamente provato tutta la popolazione mondiale, sia sotto il profilo socio economico che sotto quello psicologico ma, a quanto pare, proprio questa difficoltà generalizzata, ha fatto emergere la voglia di gratificazione e di valorizzazione di ciò che siamo, anche attraverso ciò che indossiamo.

Collezione Anthea

Marzo e aprile sono stati due mesi duri ai quali ne sono seguiti altri davvero positivi” rivela Giuliano Castrenze Presidente e CEO di World Diamond Group. “Adesso purtroppo devo constatare che c’è nuovamente paura. Qualche cliente ferma gli ordini invernali, quelli per Natale. La tensione è palpabile e i nuovi DPCM non ci stanno aiutando. Tuttavia le persone hanno voglia di guardare avanti con ottimismo e questo porta la gente a volersi godere gli oggetti, anche i più preziosi, quelli che prima si tenevano in cassaforte per anni e si usavano solo nelle grandi occasioni. La sensazione è che si vogliano esorcizzare le difficoltà attraverso il bello”.

Come sono cambiate le scelte dei vostri clienti nel post lockdown?
Noi abbiamo più brand che ci consentono di coprire l’intero settore della gioielleria, dall’accessibile al lusso. Abbiamo notato che la ripresa maggiore l’ha avuta il segmento alto dedicato proprio ai momenti importanti della vita e alla gratificazione. Qui ci sono i dati migliori rispetto a quello che ha fatto l’entry level, rivolto più alle cerimonie, che sono ferme, o alla regalistica. La gente, stando chiusa in casa per oltre due mesi, ha sentito la necessità di togliersi quello sfizio sognato da tanto tempo: è un atteggiamento che ci sta dando belle speranze e che ci consente di investire in un segmento che temevamo fosse immerso nelle sabbie mobili dell’incertezza, con i gioiellieri “costretti”, anche a causa della crisi, a realizzare articoli sempre più piccoli. Paradossalmente, il mercato dell’accessibile ha sofferto di più. In questo momento vanno per la maggiore le cose belle, la flessione minore l’abbiamo registrata proprio nei diamanti e nelle pietre preziose”.

Collezione Grace

Il 2020, un anno senza dubbio ruvido, ci ha permesso di fare nuove scoperte anche in campo gestionale, è stato così anche per voi?
Ogni crisi ci spinge a ingegnarci. Il lockdown ci ha colti impreparati e ci ha costretti a rivedere completamente il modo di interagire con i nostri agenti di commercio: abbiamo sfruttato moltissimo le piattaforme digitali per i nostri meeting che avevano cadenza settimanale. Questo ci permetteva non solo di continuare a dare e ricevere aggiornamenti ma soprattutto di dimostrare la vicinanza di tutta l’azienda verso coloro che erano lontani e che avevano bisogno di ricevere anche rassicurazioni, parole di conforto. Non dimentichiamo che dietro ad ogni lavoratore c’è non solo una persona, che può come noi attraversare momenti di fragilità, ma anche una famiglia, delle responsabilità, delle scadenze da onorare: non va mai sottovalutata la parte umana e l’azienda, in quei momenti, aveva il dovere morale di farsi sentire e di dimostrarsi vicina. Inoltre abbiamo investito parecchio in un reparto interno in WDG dedicato al web marketing con nuove risorse professionali inserite nell’organico WDG. Tra settembre e ottobre abbiamo organizzato degli eventi dedicati alla nostra clientela (a Roma, Assisi e Firenze) proponendo corsi gratuiti che insegnavano come gestire i social e come investire il denaro nell’universo del digital marketing al meglio. Non sono mancati neppure i momenti di formazione su Diamanti e Perle sempre rivolte ai nostri partner. Il mondo cambia e noi siamo obbligati a stare al passo ricordando che, spesso, ciò che funzionava prima del lockdown, ora non funziona più”.

Collezione Grace

Rimanere in equilibrio tra il passato e il futuro, arricchire il presente di nuove sfide da cavalcare e riuscire a rimanere in sella nonostante le difficoltà. Giuliano Castrenze non usa mezze misure: nella vita come nel business butta il cuore oltre l’ostacolo e lo ha fatto anche 2019 quando ha deciso di lanciare una startup legata al food: Mibòn. Si tratta di un progetto creativo legato al bello e al ben fatto italiano. Un popolo, il nostro che, nel Mondo, viene conosciuto per l’arte, la cultura e le prelibatezze gastronomiche. E l’azienda con sede a Brescia, non solo è “buona” ma ha fatto anche del bene a un migliaio di famiglie duramente colpite dagli effetti della pandemia.

Andiamo per gradi: com’è nata Mibòn?
È un sogno che ha preso vita grazie alla collaborazione con lo chef Matteo Grandi, conosciuto per la sua attività nella cucina del ristorante stellato De Gusto di Verona e che recentemente ha raccolto il testimone di Lorenzo Cogo a El Coq di Vicenza. Con lui abbiamo studiato dei menù gourmet di eccellente qualità che vengono cotti, abbattuti e messi a disposizione dei ristoratori che abbiano voglia di arricchire la proposta della loro carta, ma anche dei gastronauti alla ricerca di piatti sofisticati e pronti da gustare a casa propria”.

WDG controlla oltre 70% della Mibòn che, durante il lockdown, è stata al fianco delle famiglie di Brescia e del Lago di Garda.
L’azienda è cresciuta in pochissimo tempo e poco prima del decreto di chiusura totale avevamo pronto uno stock di merce che sarebbe andata irrimediabilmente perduta. Così abbiamo deciso di regalare quintali di cibo di altissima fattura, precotto, a tutte le famiglie che stavano vivendo momenti di grande difficoltà. È nata l’“Operazione Solidarietà per l’emergenza Coronavirus”, sostenuta da WDG e dai Gioiellieri indipendenti Italiani che ha visto la partecipazione di tantissimi italiani che hanno donato ciò che poi abbiamo devoluto in beneficienza”.
Fare del bene fa bene. È una massima che oggi più che mai risulta attuale e con l’avvicinarsi del Natale tutti noi ci riscopriamo più carichi di buoni propositi, con il cuore colmo di sogni che vorremmo si realizzassero.

Lei ne ha uno particolare che vorrebbe si realizzasse?
Ne ho tanti di sogni, dovrei scriverci un libro. Non sarà un Natale usuale e di sicuro ciò che tutti ci auguriamo è che questo periodo difficile finisca in fretta. Credo che ora sia necessario che tutti gli imprenditori si sforzino di trovare le soluzioni migliori per vivere il futuro e per garantire a tutti un futuro, convivendo con le difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare. Sono ottimista. Dobbiamo tornare al realismo, allontanare il disfattismo per non rendere una crisi più traumatica di quello che è”.

www.worlddiamondgroup.com

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