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GemCloud, accordo con Greenland Ruby

La società tecnologica con sede a Hong Kong e filiali a Bangkok, Londra e New York ha stretto una collaborazione con la miniera groenlandese

GemCloud, specializzata in soluzioni tecnologiche per l’industria di pietre preziose si allea con la miniera groenlandese di rubini e zaffiri rosa, primo passo che ha permesso di aprire una sezione dedicata alle gemme tracciabili su Gemolith, il portale B2B inaugurato a novembre, che propone oltre 10mila pietre di 28 tipi, servendo designer, dettaglianti e anche grandi marchi.

Greenland Ruby nel 2017 ha aperto la miniera situata ad Aappaluttoq, 160 km a sud della capitale Nuuk, in mezzo ai ghiacci, le cui gemme sono considerate le più antiche sulla terra e vengono estratte grazie a uno dei più sofisticati impianti del settore, in maniera tracciabile dall’estrazione alla vendita, anche grazie ai software creati e fornitile da GemCloud. Un partner ideale, insomma, per partire con una sezione dedicata all’approvvigionamento responsabile, sempre più richiesto dai clienti, come spiega amministratore delegato Veronica Favoroso.

«Greenland Ruby è il primo partner con cui lanciamo questa sezione ed è una collaborazione particolare perché, appunto, abbiamo creato anche i software che gestiscono le operazioni in miniera, ma anche fornito quello utilizzato dal Governo groenlandese per la certificazione, dopo che ogni pietra è stata sottoposta a verifica». Veronica Favoroso

Questo, poi, permette anche un ulteriore lavoro in termini di responsabilità sociale. «La tracciabilità fa sì che le pietre siano riconducibili a un luogo, ma anche a persone che le hanno prodotte e abbiamo deciso di restituire qualcosa di ciò che hanno creato con il loro lavoro, sia alla comunità che all’ambiente. Abbiamo quindi aderito alla “Pink polar bear foundation”, creata da Greenland Ruby, che sostiene la ricerca polare internazionale in tutte le discipline, in particolare aiutando gli abitanti della Groenlandia, umani, animali e vegetali, che stanno particolarmente subendo i cambiamenti climatici e i conseguenti cambiamenti culturali, devolvendo una piccola percentuale della vendita delle pietre».

La novità è stata accolta molto favorevolmente dai clienti, che già avevano questa necessità e chiedevano di poter accedere a pietre che fossero appunto tracciabili, una caratteristica sempre più importante sul mercato. «Già prima tre clienti su cinque ci avevano sottoposto questa esigenza. Da quando abbiamo creato questo sodalizio c’è stata una fortissima domanda, da tutte le parti del mondo, sia da parte di designer e creatori che di grandi brand. Pure chi prima non utilizzava i rubini o non conosceva l’azienda ne è stato attratto, anche per la possibilità di condividere una storia. E Greenland Ruby ne ha di bellissime da raccontare».

Un elemento tutt’altro che secondario in un settore che vive di bellezza, del fascino della rarità e di emozioni. «In questo abbiamo supportato i disegnatori, aiutandoli a creare collezioni che trasmettano queste storie al cliente finale».

Quello groenlandese, però, è solo il primo progetto di questo tipo per quanto riguarda GemCloud. «Abbiamo già altre azioni in atto per espandere la sezione dedicata alle gemme tracciabili. Già prima di iniziare questo lavoro c’era stato chiesto da disegnatori e brand di creare collaborazioni e ne stiamo chiudendo di bellissime. Nel giro di poco lanceremo sul mercato un progetto con pietre di vario genere, preziose e semipreziose con storie splendide da condividere con il consumatore».

Non solo le gemme tracciabili, però, stanno riscuotendo successo, ma anche il portale Gemolith, dal suo lancio in novembre ha visto un’ottima risposta da parte dei produttori di gioielleria, che hanno apprezzato la possibilità di acquistare online. «Sta andando molto bene – conferma Veneroso – Il modo di acquistare è molto cambiato e c’è stato un passaggio all’online anche sui gioielli. Anche a livello B2C si vendono pezzi tra i 1.500 e 7mila euro con cadenza più che giornaliera, ma pure lavori più importanti. Per quanto ci riguarda, ci sono ad esempio gioiellieri, che abitano in posti magari isolati dove hanno accesso diretto ai venditori di pietre e ai quali andare in giro a cercare poche gemme, magari non avendole nemmeno immediatamente, risulta scomodo e costoso. In noi trovano una piattaforma credibile, dove fare l’ordine senza pressione, in maniera standardizzata, con una vasta scelta, dei prezzi competitivi e ricevendolo subito. Questo, quindi, è stato ben accolto anche da generazioni al di sopra di ogni sospetto».

www.thegemcloud.com
www.gemolith.com

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