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Freelight Diamond, una scelta etica

Il progetto “un gioiello per te, un albero per il pianeta” rende eterno il legame tra la natura e i suoi gioielli 

Quando il lusso abbraccia la tematica della sostenibilità ambientale è un gran bel messaggio. Tra le aziende che della tutela del Pianeta hanno fatto un proprio valore aggiunto c’è Freelight, il cui impegno si traduce nella creazione di gioielli con diamanti lab grown – cioè, senza escavazioni di terreno o distruzione di habitat naturali, con minime emissioni di co2 e ridotto spreco ed inquinamento di acqua. I Freelight Diamond, certificati IGI e definiti secondo le tradizionali 4C, sono identici per composizione atomica, proprietà ottiche, chimiche e fisiche a quelli naturali estratti in miniera, egualmente eterni, ma ecologici, ed etici, rispettando non solo la Terra (una miniera è una ferita inguaribile) ma evitando anche lo sfruttamento, e quello che ne deriva, di chi nelle miniere ci lavora.

E se i gioielli Freelight, con le loro preziose gemme, sono tanto amici della Natura, la sua filosofia aziendale non poteva non includere una collaborazione con Treedom, la piattaforma web che ha già piantato più di 3 milioni di alberi nel mondo, per dare vita ad uno dei progetti più green del momento: “un gioiello per te, un albero per il pianeta“. Non una partecipazione formale bensì un modo concreto per invitare ad un comportamento nuovo, a sviluppare una coscienza eco. Come? Coinvolgendo il cliente finale: acquistando un gioiello Freelight, i rivenditori autorizzati consegnano uno speciale codice con il quale è possibile avviare la piantumazione di un albero e diventarne custode. Si contribuisce così alla nascita di una intera foresta nel mondo e, ovviamente, a ridurre in modo significativo le emissioni di Co2, a tutelare l’ambiente, il sottosuolo e le biodiversità!

È possibile sceglie l’albero in base alla specie, al paese, ai benefici ambientali e sociali e al significato dell’albero. 

Per saperne di più www.freelightdiamond.it/forestafreelight

Freelight sarà a Tarì Open, pad Rubino, stand 63IB

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