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“Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”

In questi giorni, il mondo dell’alta finanza mondiale ha annunciato l’ultimo record in salita del prezzo delle materie prime. Secondo gli analisti, la causa di quest’ulteriore impennata è da attribuirsi principalmente al perdurare dello stato di debolezza della moneta americana, ma anche ad altri fattori di finanza internazionale che poco hanno a che vedere con la produzione della gioielleria mondiale. Un caso per tutti l’India, dove il metallo nobile continua ad essere una delle principali forme d’investimento della popolazione media. Secondo una precisa analisi de “Il Sole 24 ore”, un terzo del 30 per cento del risparmio indiano va in oro: tra il settembre 2009 e ottobre 2010 la domanda della “tigre asiatica” ha sfiorato il 21 per cento di quella mondiale.

Attualmente l’oro in possesso dell’India è di circa 18mila tonnellate per un controvalore monetario di 800 miliardi di dollari, pari a circa il 50 per cento del prodotto interno lordo. Tutto questo fa capire come negli ultimi anni, soprattutto a cavallo della recente crisi, in maniera più o meno dichiarata, il mondo dell’alta finanza ha completamente o quasi abbandonato settori di investimento storici, quali quello immobiliare o industriale e quelli più recenti “new economy” (internet farm, software house, ecc.) a favore di beni rifugio come le materie nobili: primi fra tutti oro, argento, rame. Viene da sè che osservando il grande circo mondiale delle produzioni orafe la risposta più efficace a sostenere la presenza sul mercato sono sostanzialmente due.

La prima è la qualità assoluta: realizzare prodotti sempre più unici e di fattura dove il valore intrinseco sia dato solo in parte dalla quantità di metallo ma soprattutto dalla sua elaborazione.

L’altra invece è quella di proporre monili realizzati con materiali meno nobili ma che per fattura ed elaborazione vicini, ad esempio, al mondo della moda. Volendo scomodare il filosofo Nietzsche verrebbe da dire “Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”.

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