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CNA Sicilia vola in America: “An island on an island. Captured by Sicily”

Un progetto coordinato da Giuliana Di Franco che vuole esportare nel mondo la creatività dell’isola: «Dall’1 al 31 luglio saremo a Manhattan per dare vita a questo confronto tra due oasi: la nostra affascinante terra con quella del sogno americano»

Valorizzare il territorio, le sue peculiarità e la sua storia. In Sicilia, terra di carattere e di tradizioni millenarie, questa valorizzazione passa attraverso i gioielli prodotti dagli artisti artigiani. L’idea nasce dalla volontà di Giuliana Di Franco, Presidente Regionale Orafi CNA Sicilia, con il preciso intento di far conoscere al mondo non solo l’indiscutibile creatività sicula nell’ambito della realizzazione dei gioielli, ma anche una tradizione sconosciuta ai più, con l’obiettivo di studiare nuove forme di collaborazione e di interscambio con i mercati stranieri.

Giuliana Di Franco

«Stiamo partendo con un percorso che coinvolgerà il mercato americano e che vede il sostegno anche dell’Assessorato alle Attività Produtive della Regione Sicilia, e di CNA Sicilia».

“Partiamo dal fatto che il vero Made in Italy arriva dalla Sicilia” spiega Giuliana Di Franco capofila del progetto “An island on an island. Captured by Sicily” del gruppo Sicilian Jewels. «In Sicilia non ci siamo mai industrializzati, abbiamo dei contenuti che ancora vengono realizzati da maestranze eccellenti, abbiamo vissuto anche una sorta di isolamento di cui ha beneficiato il nostro saper fare perché la globalizzazione, come viene comunemente intesa, non ci ha “inquinati” e ci ha lambito solo marginalmente. Questo ha fatto la nostra fortuna e quella dei tanti artigiani orafi che ancora producno secondo antiche tecniche riproponendo design accurati e inimitabili. Siamo infatti riusciti a mantenere dei tratti distintivi che sono arrivati sino ad oggi e che tutto il mondo ci invidia e ricerca» sottolinea Di Franco.

Voi, come Sicilian Jewels, state portando avanti un progetto molto importante di valorizzazione di queste competenze, di questa manualità specifica e, di conseguenza, di tutto il comparto produttivo siciliano. Di cosa si tratta?

«Ci siamo resi conto, anche grazie a numerosi contatti con altre aziende e altri designer, che possiamo fare la differenza e che i gioielli che produciamo qui sono apprezzatissimi. Forti di questa consapevolezza abbiamo avviato un progetto che ci ha portati a sviluppare una poetica che vogliamo divulgare. Pensiamo a un esempio celebre: Dolce e Gabbana hanno fatto leva sui tratti simbolici della Sicilia per costruire il loro stile iconico. Sono stati senza dubbio precursori coraggiosi ma ora il mondo conosce questa nostra terra e ne apprezza lo stile e la cifra estetica. Il comparto produttivo dei gioielli siciliani mette in linea sia pezzi unici che replicati in serie e questo ci consente di esportare il prodotto per farlo conoscere. Ora, venendo alla sua domanda, stiamo partendo con un percorso che coinvolgerà il mercato americano e che vede il sostegno anche dell’Assessorato alle Attività Produtive della Regione Sicilia, e di CNA Sicilia. Nasce quindi “An island on an island. Captured by Sicily”. Dall’1 al 31 luglio saremo a Manhattan per dare vita a questo confronto tra due oasi: la nostra affascinante terra, ricca di colori, linguaggi, stile, con quella del sogno americano, celebre per il commercio, l’economia. Per questo il titolo “un’isola nell’isola”».

Un titolo evocativo, due territori lontani ma vicini, un hotel magnifico che vi ospiterà per un mese. Cosa succederà in quei 30 giorni?

«Il gruppo Sicilian Jewels sarà opitato, con le nostre creazioni, del Refinery Hotel di New York, sulla 38esima strada. Un’occasione imperdibile per mostrare le nostre opere artigianali al pubblico americano. Ci sono brand storici, marchi più giovani, aziende pronte ad internazionalizzare la propria produzione.  Per tutti rappresenta l’occasione di mostrare il percorso fatto dalla gioielleria siciliana ad un panorama che solo parzialmente, fino ad oggi, ha avuto coscienza della nostra esistenza».

Perché avete scelto New York e la lussuosa Manhattan per iniziare questo percorso di sensibilizzazione verso l’arte orafa artigianale siciliana?

«Siamo sicuri di avere un grande appeal su questo mercato. C’è un profondo legame tra gli USA e la Sicilia: basti pensare alle storie di emigrazione e immigrazione che reciprocamente abbiamo vissuto: sono legami nostalgici e parentali che non vogliamo dimenticare. E così siamo certi che questo Pop-up store, tra l’altro gestito da italiani, che si chiama Style Hunter Milano, avrà una bella presa sul pubblico. Sarà un’esposizione inedita di gioielli contemporanei realizzati secondo le nostre tradizioni orafe».

Gli artigiani orafi siciliani sono interpreti attenti e contemporanei del nostro territorio. La Sicilia è una terra che ha accolto moltitudini di popoli dversi. Chi arrivava qui si fermava e lasciava qualcosa di sé. Siamo il legame tra oriente e occidente. Qui produciamo il gioiello senza confini».

Ci racconta qualcosa in più del gruppo Sicilian Jewels?

«Sicilian Jewels è oggi un gruppo affiatato, che nasce a settembre 2021 grazie alla partecipazione a un bando regionale. Avevamo molte esigenze condivise e desideravamo fare rete per diventare più forti e smettere di essere artigiani isolatissimi. Ci piace chiamarci “comparto” ma stiamo facendo dei ragionamenti per crescere assieme e in parte contaminarci, per diventare maggiormente rappresentativi ed essere più adeguati e pertinenti rispetto agli obiettivi di valorizzazione anche economica del nostro amato territorio. Vorremmo che i nostri artigiani rimanessero qui a lavorare, per proseguire nella loro crescita professionale e di rilancio della nostra splendida terra. Negli USA vogliamo raccontatre al pubblico il nostro modello. Partendo da un racconto e da un coinvolgimento del pubblico intendiamo catturare la sua attenzione, il suo sguardo. La gioielleria, nell’ambito dell’artigianato, è forse il modello più bello e pratico da comunicare, perché sono pezzi che si indossano e attraverso ogni singola creazione si può compiere un vero e proprio viaggio all’interno della nostra terra. Gli artigiani orafi siciliani sono interpreti attenti e contemporanei del nostro territorio. La Sicilia è una terra che ha accolto moltitudini di popoli dversi. Chi arrivava qui si fermava e lasciava qualcosa di sé. Siamo il legame tra oriente e occidente. Qui produciamo il gioiello senza confini».

Dopo l’esposizione nel cuore di Broadway, che altri appuntamenti vi attendono?

«Saremo tutti a Vicenzaoro. Per darvi una piccola anticipazione di cosa Sicilian Jewels porterà in fiera, vi posso solo dire che servirà curiosità per valutare l’utilizzo sapiente delle specchiature, dei bianchi e dei colori, espressione dei costumi, delle tradizioni, della maturazione di un popolo e della sua evoluzione».

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