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Brexit: cosa succede al mercato dei gioielli?

Nonostante le nuove normative commerciali messe in atto dalla Gran Bretagna con l’Unione Europea, i gioiellieri inglesi iniziano ad intravedere delle opportunità

David Brough editore e co-fondatore di Jewellery Outlook, ha iniziato a scrivere di gioielli quando il suo redattore di Reuters lo ha inviato per coprire la fiera orafa di Vicenza più di dieci anni fa. David è stato corrispondente e redattore di Reuters per più di 30 anni. È stato corrispondente estero con sede negli Stati Uniti, Ecuador, Venezuela, Cipro (Middle East and Africa Desk), Portogallo e Italia. Oggi di base a Londra e nell’Hampshire, si dedica a tempo pieno a una copertura globale del mondo dei diamanti e dell’alta gioielleria. Partecipa alle principali fiere mondiali e alle aste di gemme e gioielli e segue da vicino i mercati dei metalli preziosi e delle pietre preziose.

L’accordo commerciale Brexit con l’Unione Europea ha causato diversi problemi alle imprese di tutti i settori. Tuttavia i gioiellieri del Regno Unito intravedono nuove opportunità.

Anche se, in seguito ai nuovi rapporti della Gran Bretagna con il suo partner commerciale più importante, nella prima settimana le aziende di logistica hanno interrotto le spedizioni di alcune merci in diversi settori, e alcune transazioni commerciali sono andate perdute a causa delle nuove richieste di pratiche doganali.

Biosogna considerare che per il settore della gioielleria nel Regno Unito, l’avvio del commercio è stato lento poiché molte imprese – in particolare i rivenditori di gioielli – sono bloccate a causa del coronavirus: la scorsa settimana è stato registrato in Inghilterra un contagio ogni 50 persone. In ogni caso, i gioiellieri britannici, hanno riscontrato nuove problematiche a seguito dei cambiamenti delle norme relative all’imposta sul valore aggiunto (IVA).

«Per inviare loro delle forniture dovremo fare due sdoganamenti per ogni spedizione»

Daniel Vecht

Daniel Vecht, amministratore delegato di London Pearl, fornitore di perle per rivenditori al dettaglio, già espositore a Vicenzaoro, ha affermato che la problematica maggiore per la London Pearl si presenterà nell’approvvigionamento dei propri clienti facenti parte dell’Unione Europea e nella gestione delle loro scorte.

«Per inviare loro delle forniture dovremo fare due sdoganamenti per ogni spedizione» sostiene Vecht. «Il primo è per uscire dal Regno Unito e il secondo per l’importazione nell’Ue. Il problema più grave è il pagamento dell’IVA nei paesi Ue e poi il recupero di tali oneri fiscali. Motivo per cui abbiamo creato un magazzino di perle provenienti dal Mare del Sud e da Tahiti con sede nell’Unione Europea, per offrire ai nostri clienti Ue la possibilità di sfruttare una zona extradoganale. Comunque ci saranno significativi ostacoli agli scambi commerciali per i clienti Ue che non vogliono importare e di conseguenza hanno bisogno di un partner con sede nell’Unione Europea. Resta da vedere fino a che punto i rivenditori Ue si sottrarranno agli esportatori del Regno Unito».

«Siamo ottimisti per quanto riguarda le attività commerciali degli anni a venire»

Mehul Lodhiya

Mehul Lodhiya, grossista di gioielli in oro con sede a Londra, grazie alla Brexit afferma di intravedere nuove opportunità per il futuro e le aspettative di un rafforzamento della sterlina renderebbero più conveniente l’acquisto dell’oro denominato in dollari.

Inoltre sostiene che: «una delle ragioni principali per cui si prevede un impatto positivo è che in questo momento i grossisti britannici possono posticipare i pagamenti dell’IVA. In altre parole, prima quando importavamo eravamo tenuti a pagare l’IVA in anticipo, ma adesso con le nuove regole commerciali della Brexit è possibile pagare l’IVA dopo aver venduto la merce e dopo averla ritirata dal cliente».

Inoltre aggiunge Lodhiya: «Siamo ottimisti per quanto riguarda le attività commerciali degli anni a venire. Una volta che i vaccini saranno somministrati all’intera popolazione e ci saremo sbarazzati del Covid-19, il grafico delle vendite punterà decisamente al rialzo».

Per i rivenditori britannici di gioielli di alta gamma che dipendono dalle transazioni ai turisti stranieri, l’attuazione della Brexit ha coinciso con un calo delle vendite a causa del terzo lockdown nazionale della Gran Bretagna avvenuto prima di Natale.  Per compensare il crollo del fatturato subito dai punti vendita “non virtuali”, i rivenditori di gioielli del Regno Unito hanno puntato maggiormente alle vendite online.

«Rimarremo focalizzati nel fornire ai nostri clienti la migliore esperienza possibile in un mondo in continua evoluzione»

Sophia Hirsh

«In questa fase è ancora troppo presto per comprendere appieno l’impatto che la Brexit avrà sulla nostra attività, quindi, come sempre, rimarremo focalizzati nel fornire ai nostri clienti la migliore esperienza possibile in un mondo in continua evoluzione», ha affermato Sophia Hirsh, Amministratore delegato di Hirsh London, un rivenditore di gioielli con pietre preziose di alta gamma che ha sede nei pressi di Bond Street.


Jewellers see opportunities despite worries over Brexit trade rules with EU

The Brexit trade deal with the EU has triggered pain for businesses across sectors, but UK jewellers see new opportunities.
In the first week of Britain’s new relationship with its biggest trade partner, logistics companies halted shipments of some goods across different sectors, and some business was lost due to new demands for customs paperwork.

For the UK jewellery sector, it was a slow start to trading as many businesses, notably jewellery retailers, are locked down due to coronavirus: last week one in 50 people in England had the virus.
UK jewellers spoke of new challenges caused by changes in Value Added Tax (VAT) rules.

Daniel Vecht, managing director of London Pearl, a pearl distributor to retailers, which has exhibited at Vicenzaoro, said the major impact for London Pearl will be in supplying its EU customers and managing the stock of its European salespeople.

“In order to send stock to them we will need to do two customs clearances for each shipment,” Vecht said. “The first one to leave the UK and a second one on import to the EU. The biggest issue is paying the EU VAT and then reclaiming. We have South Sea and Tahitian pearl stock which is based in the EU to give our EU customers a ‘customs free’ option. There will be significant barriers to trade for EU customers who don’t want to import and need an EU-based partner. The extent to which EU retailers shy away from UK exporters remains to be seen.”

Mehul Lodhiya, a London-based gold jewellery wholesaler, said he saw new opportunities in future due to Brexit, and expectations for a strengthening pound would make it cheaper to source dollar-denominated gold. “One of the main reasons for the expected positive impact is that now you (UK wholesalers) are allowed to postpone your VAT payments,” he said.

“In simple terms, before when we used to import, we had to pay the VAT upfront, but under the new trade rules of Brexit you can pay VAT after you sell the goods and collect from the customer.”

Lodhiya added, “We are very positive for business in the coming years. Once the vaccines are rolled out to the entire population and we get rid of Covid-19, the graph will be very much to the upside.”

For high-end UK jewellery retailers who depend on sales to foreign tourists, implementation of Brexit has coincided with a slide in sales due to Britain’s third national lockdown which started before Christmas.

UK jewellery retailers have shifted increasingly to online sales to compensate for the plunge in brick-and-mortar turnover.

“At this stage it is too early to fully understand the impact that Brexit will have on our business so, as always, we will remain focused on providing our customers with the best possible experience in an ever-changing world,” said Sophia Hirsh, Managing Director of Hirsh London, a high-end gemstone-jewellery retailer located near Bond Street.

“We anticipate that there may be some challenges at first but with challenges comes the possibility to adapt, and that is something that 2020 has made us experts in!”

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