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Baselworld is back!

Michel Loris-Melikoff: «Abbiamo imparato ad ascoltare l’intera filiera e per noi è fondamentale capire le aspettative del settore»

Baselworld is back. Baselworld è tornata. Così Michel Loris-Melikoff, direttore generale della manifestazione per Mch Group, ha annunciato questa mattina la ripartenza della fiera tenutasi per l’ultima volta nel 2019.

Un ritorno preceduto da diverse vicissitudini: lo spostamento a gennaio dell’edizione 2020 rinviata per Covid; l’annullamento della stessa anche per la defezione dei grandi brand; l’annuncio di Houruniverse, che si sarebbe dovuta tenere in questo periodo, fino alla scomparsa di quest’ultima prima ancora di nascere, decretata dall’annuncio della rinascita di Baselworld.

«Abbiamo visto quanto velocemente le cose possono cambiare e abbiamo imparato che dobbiamo essere molto vicini a tutta l’industria, ascoltarla, cosa che forse in passato non è stata fatta»

Michel Loris-Melikoff
direttore generale Baselworld

Che se tornerà alle date originarie, dal 31 marzo al 4 aprile in concomitanza con Watches & Wonders di Ginevra, sarà molto diversa dal vecchio format, a partire dal passaggio a evento B2B e dal posizionamento in fascia medio-alta includendo i piccoli produttori.

A questo si affiancherà una piattaforma digitale, disponibile 365 l’anno, aperta non solo agli espositori, ma a tutto il settore, che proporrà possibilità d’incontro ed eventi live e che in occasione della fiera diventerà un forum di discussione.

RILANCIO.

«Durante la pandemia – ha spiegato questa mattina Loris-Melikoff – abbiamo capito che sarebbe stato molto difficile rilanciare Baselworld e abbiamo lavorato sul nuovo concept, Houruniverse. Parlando con aziende, dettaglianti, brand, giornalisti e influencer ci siamo però resi conto che mentre il marchio Baselworld era ben radicato nelle menti di tutti, l’interesse in Houruniverse non era molto alto. Abbiamo quindi deciso di riconsiderare la scelta e siamo qui a rilanciare Baselworld».

Il direttore generale parla anche dei cambiamenti seguiti al Covid e ammette gli errori del passato. «Abbiamo visto quanto velocemente le cose possono cambiare e abbiamo imparato che dobbiamo essere molto vicini a tutta l’industria, ascoltarla, cosa che forse in passato non è stata fatta. Per noi oggi è fondamentale capire le aspettative del settore e quella che stiamo lanciando è il risultato di questo ascolto. Il format che abbiamo conosciuto negli ultimi 20 o 30 anni non può tornare, mi ero impegnato a rilanciare e cambiare Baselworld al mio arrivo nel 2018, lo stiamo facendo ed è un percorso che durerà fino al 2023».

LE DATE.

La prima notizia sono, appunto, le date che ritornano a marzo-aprile come in passato, scegliendo la concomitanza con Watches & Wonders di Ginevra. «Per noi era molto importante, perché non avrebbe senso che visitatori, operatori, i giornalisti e influencer dovessero venire due volte in Svizzera. Adesso che questo è stabilito ci confronteremo per cercare di coordinare più servizi, per facilitare chi voglia visitare entrambi gli eventi. Per quanto riguarda gli espositori, i clienti sceglieranno quale piattaforma sarà migliore per loro e offrirà i migliori prezzi, servizi, contenuti e networking».

L’aspettativa, per il primo appuntamento, è quella di avere circa 300 espositori, «che potranno essere di più nelle piattaforme che lanceremo in Usa e Asia, per crescere poi in futuro. La scelta di avere due show all’estero nasce dal fatto che il mercato non è solo in Europa, ma anche in quelle aree, e le persone viaggeranno meno e in maniera sempre più efficiente».

OFFERTA E SEGMENTO.

Per quanto riguarda l’offerta, l’idea è di avere un terzo degli espositori di orologeria, un terzo di gioielleria e un altro terzo di gemme, ma anche tecnologie, servizi di business «e tutto ciò che può essere utile ai clienti. Per quanto riguarda gli orologi, non ci saranno solo quelli tradizionali, ma anche l’usato certificato (cpo), che è un mercato molto ampio e avrà un’area dedicata e gli smartwatch. Stiamo poi cercando di venire incontro alle necessità dei collezionisti».

Il segmento, contrariamente al passato, passerà dal lusso di alta gamma al medio-alto, comprendendo anche i piccoli marchi, nella scia di quanto fatto all’ultima edizione. «Nel 2019 avevamo inaugurato la nuova sezione “Incubators” con 20 piccoli marchi, che aveva avuto un grande successo. Era necessario creare uno spazio per i brand giovani e continueremo a farlo. Vogliamo portarne 10 a Ginevra, durante i Watch Days e l’anno prossimo a Baselworld riprenderemo questa iniziativa, perché dobbiamo fare qualcosa per le nuove generazioni, sia nell’orologeria che nella gioielleria e nelle gemme».

Dei grandi brand, invece, per ora Melikoff non parla. «Ci collochiamo nel segmento da medio a top e come in passato ci saranno anche marchi di livello più basso e di massa. Siamo all’inizio del percorso e quindi non possiamo ancora annunciare brand». Una delle domande, ovviamente, non poteva che riguardare il dialogo con il gruppo Swatch, prima grande defezione da Baselworld nel 2018. «Con Nick Hayek mi confronto diverse volte l’anno, lo rispetto molto e lo informo regolarmente riguardo a ciò che facciamo. La comunicazione, insomma, è aperta».

PREZZI E STAND.

Il nuovo concept, sottolinea il direttore generale, ha ottenuto l’approvazione dei clienti. «L’80% ha apprezzato i nuovi contenuti, prezzi e la nuova concezione degli stand, questo significa che siamo sulla strada giusta. È stato fatto un grande lavoro sia sui prezzi che sull’hospitality. Sappiamo che una volta Baselworld era troppo costosa ed era difficile poter avere un ritorno degli investimenti. Abbiamo quindi riconsiderato il costo dei metri quadri, ma anche la concezione degli stand, perché la gestione di quelli vecchi di proprietà faceva lievitare i costi oltre il milione. Il nuovo concetto rende più economica e semplice la partecipazione. Per chi non può permettersi di spendere centinaia di migliaia di franchi abbiamo soluzioni da 20mila ma anche più economiche, come quella degli Incubator. Dobbiamo considerare i tanti piccoli marchi che si affacciano al mercato e devono trovare il loro posto».

https://www.baselworld.com

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