Un processo che l’agenzia valenzana ha vissuto da protagonista, aiutando le gioiellerie ad affacciarsi all’online, tramite software personalizzati che mettono in collegamento magazzino, negozio fisico ed e-commerce, profilano il cliente, suggeriscono cosa può piacergli o se ci sono nuovi arrivi che possono essere di suo gusto ma anche un’immagine coordinata e attività di marketing e comunicazione mirate. Un’attività instancabile che l’ha fatta crescere, visto che da start up innovativa sta evolvendosi, sia da un punto di vista della struttura che dei mercati.

Danilo Alagi

«Nel prepandemia la frase classica era “la gioielleria non si venderà mai online” – spiega Alagi – poi il Covid ha dimostrato il contrario e oggi le aziende si rivolgono a noi anche nei momenti di forte attività, cosa che marca una grande differenza rispetto al 2020 e che ci fa particolarmente piacere». Il perché è presto detto e parte dallo stato d’animo dei clienti. «Durante il Covid l’online era visto come un “salvagente”, e l’azienda si rivolgeva a noi chiedendoci aiuto per avere una vetrina sul mondo. L’approccio insomma era affannoso e non sereno. Il ritorno alla normalità non ha fatto diminuire le richieste, anzi sono in leggero aumento, ma c’è una consapevolezza del digitale che si affianca al fisico. Il periodo pandemico ha consacrato la tecnologia come qualcosa che deve essere parte anche di un settore tradizionalista come la gioielleria. Al di là della vendita, che c’è, il primo effetto è essere trovati e convincere online il cliente a prendere contatto e venire fisicamente».

Ma le aziende nel post pandemia hanno fatto anche un passettino in più nel rapporto con la tecnologia. «La cosa che mi fa più piacere è che una gran parte del mercato s’informa. Non chiedono solo il sito, ma ci parlano di social, di indicizzazione, di sponsorizzate e ci chiedono di spiegarglielo. Si tratta di una vera e propria presa di coscienza, hanno capito più o meno tutti che nel 2022 fuori dal digitale rimane davvero poco».

E alcuni vanno anche oltre, puntando non solo a rivolgersi all’agenzia, ma ad arrivare a “sporcarsi le mani” in un campo che spaventava molti. «Ci sono curiosità e voglia di imparare – continua l’imprenditore – Se in campi come i social network inizialmente ci affidavano la totale gestione dei calendari, delle sponsorizzate e delle iniziative editoriali, adesso alcuni si stanno approcciando a un discorso più consulenziale e formativo, per imparare a diventare autonomi. Ci sono medie aziende che cominciano a metabolizzare il fatto di inserire una figura, anche part time, che si occupi internamente di queste cose, affiancata da noi per quanto riguarda la consulenza e soprattutto la strategia». Un passo non indifferente, quest’ultimo, che denota una maturazione delle aziende anche per quanto riguarda le figure di riferimento a cui affidarsi per la gestione dell’online, superando la logica del “nipote bravo col computer”. «Finalmente questo fenomeno pare superato – sorride Alagi – e in tal senso hanno dato una forte spinta i grandi brand, sia di orologeria che di gioielleria, che hanno sensibilizzato il mercato italiano riguardo all’esigenza di professionisti, facendosi carico di suggerire delle agenzie e di mettersi in contatto con loro per conto del retail. Hanno insomma fatto in modo che venisse recepita questa necessità».

L’aumento delle richieste ha quindi portato anche Art&SofT a doversi strutturare maggiormente, sia da un punto di vista del personale che degli spazi. «Negli ultimi tempi stiamo puntando moltissimo sul dare ai clienti un servizio a 360°, supplendo con il nostro personale alla mancanza di figure It interne a fronte di sistemi sempre più completi e complessi. Le aziende hanno la possibilità di ricevere assistenza in tempo reale da un partner che conosce le dinamiche d’azienda e non solo il software. Questo richiede più figure che svolgano questo lavoro e a settembre inizieranno altre tre persone, per poi procedere ad altre sette assunzioni. In questo contesto abbiamo anche acquistato oltre 1.300 metri quadri a Valenza, per poterci allargare e dividere i diversi dipartimenti, rendendoli autonomi».

Tra i vari sviluppi dell’ultimo periodo, c’è anche l’espansione dell’agenzia oltre i confini italiani ed europei «grazie sia al passaparola tra i clienti che ai contatti raccolti a VicenzaOro – conferma l’imprenditore – stiamo lavorando con aziende spagnole, portoghesi, tedesche e francesi, ma abbiamo anche un grosso cliente in Libano e un’importante impresa americana, specializzata in antique jewellery, si è rivolta a noi per curare tutta la parte digitale della nuova linea di fashion jewellery, dalla grafica, fino allo shooting in Italia con modelle internazionali. Una bella soddisfazione per una startup». 

Art&SofT partecipa a VicenzaOro pad 6 stand 293 a.

www.art-soft.it

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