Bisogna risalire agli ultimi decenni del secolo scorso per comprendere il valore intrinseco di questo progetto. A quando, nel 1987, la mostra Artisti e disegno nell’oreficeria italiana, collaterale alla fiera dell’oreficeria, riscosse un tale successo di pubblico, critica e orafi aretini da far scattare l’dea di una collezione di gioielli progettata da artisti e realizzata da ditte orafe aretine per focalizzare il valore artigianale che all’epoca, anche se fortemente presente, era ancora destinato alle lavorazioni legate alle catene industriali – pur se già negli anni ’50 e ‘60 si poteva godere dei pezzi unici di Afro, Capogrossi, Consagra, Franchina, Guerrini, Leoncillo, e degli artisti orafi Mannucci, Martinazzi, Pinton e i fratelli Pomodoro commissionati da gioiellieri romani (Masenza dal 1949), milanesi, di Torino e di Firenze. Mirando ad un rinnovamento del gusto e ad un’invenzione creativa, ditte come Uno A Erre ebbero a giovarsi dell’opera di Cappello, Bini e Forlivesi per uscire da temi standardizzati. E nel 1988 nacque la prima rassegna di Oro d’Autore: Materiali e Progetti per una nuova collezione orafa al Museo Archeologico Nazionale di Arezzo; nel 1989, il suo secondo appuntamento – per il terzo bisognerà aspettare il 1992, con “Oro d’Autore: Omaggio a Piero” organizzata in occasione del quinto centenario della morte di Piero della Francesca. La quarta edizione Oro d’Autore: GIAPPONE e USA, assumeva carattere internazionale essendo dedicata ai due paesi maggiori consumatori di produzioni orafe italiane. Nel 1994 l’intera raccolta comprendente le quattro edizioni precedenti fu presentata al Makuhari Center di Tokyo come evento collaterale alla International Jewellery Tokyo. Era la prima volta che veniva esposta all’estero, con il ruolo di ambasciatrice del made in Italy. Nel 1995 “Oro d’Autore” sbarcò a Las Vegas in occasione del JCK Show con Las Vegas: il gioco, la fortuna, la notte senza fine…, una nuova collezione ispirata e dedicata al gioco d’azzardo.
Nel 1998 fu la volta di Oro d’Autore: Un Gioiello per il Terzo Millennio e, poi, per la prima volta, nel 2002, Oro d’Autore incontra il fashion, la creatività legata alla moda. Assieme alla Maison Gattinoni in collaborazione con l’Istituto Europeo di Designer di Roma e il Fashion Institute of Technology di New York, nasce il progetto Total Gold che arricchì la collezione di 17 ornamenti esposti ad Arezzo e a Las Vegas. Il 2003 It Jewels – 30 stilisti per Oro d’Autore fu dedicata agli stilisti. Nel 2004 si organizzò Gold Sign, il primo concorso internazionale di design orafo sviluppato interamente sul web con più di 250 progetti arrivati via internet. L’esposizione “Oro d’Autore – Out of the opulent past” nel 2006 arriva a Pechino assieme a gioielli etruschi, a testimonianza dell’antica tradizione orafa in Toscana e come messaggera del made in Italy.
Nel 2007 ecco Oro d’Autore: Omaggio a Piero, presente fra i curatori Philippe Daverio, di nuovo dedicata a Piero della Francesca. Seguono le ultime edizioni Gold Up (2010), Golden Hat_titude (2011), Past For Ward (2012).
 
Cristina Lucchini nel presentare nel 2003 la rassegna dei 30 stilisti per “Oro d’Autore” fu profetica, affermando: “Ieri l’arte, l’architettura, il design. Oggi la moda”, indicando in questi linguaggi creativi gli anticipatori e gli interpreti del cambiamento. I gioielli degli stilisti hanno fatto tendenza, e si percepisce appieno che il gioiello si sta orientando verso la moda – vedi la collana icona ‘a rosario’ di Dolce&Gabbana.


Quella di “Oro d’Autore” ospitata a Palazzo Fraternita dei Laici in piazza Grande, ad Arezzo, s’impone oggi quale rara ed esclusiva collezione italiana di gioielli contemporanei, sotto la curatela scientifica di Giuliano Centrodi. In essa spiccano presenze di livello internazionale come quelle di Lynda Benglis, Mario Botta, Dan Friedman, Milton Glaser, Michael Graves, Marya Kazoun, Marta Minujin, Joe Tilson, di pittori e scultori come Enrico Baj, Mario Ceroli, Nicola Carrino, Dadamaino, Piero Dorazio, Alberto Moretti, Michelangelo Pistoletto, i fratelli Pomodoro; gli architetti e designer Gae Aulenti, Mario Bellini, Andrea Branzi, Remo Buti, Riccardo Dalisi, Stefano Giovannoni, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Ettore Sottsass jr, Guido Venturini; gli artisti orafi delle scuole di Padova e di Fano (Pinton, Zorzi, Mannucci, Facchini, Perlini) e infine i 30 stilisti per Oro d’Autore da Armani a Vivienne Westwood.

L’importante realtà espositiva dedica ampi spazi anche all’offerta educativo-didattica con esperienze dal vivo e multimediali.

Aula didattica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.