Uomo e imprenditore, una vita spesa per la propria azienda e per la propria città

Alla notizia della scomparsa di Antonio Zucchi, erede dei fondatori dell’azienda orafa aretina nata negli anni ‘30, insignito della carica di commendatore della Repubblica, e dal 1994 al 1999 presidente dell’associazione industriali aretini, Cristina Squarcialupi ha espresso il proprio cordoglio e quello dell’intera sua famiglia, oggi alla guida della UnoAerre e Chimet, con parole di vera gratitudine: “Tutta Arezzo deve qualcosa alla famiglia Zucchi. Le comunità della UnoAerre e Chimet le devono una parte importante della storia. Con Antonio scompare un pezzo di queste comunità ed anche un pezzo della città. Ed ha proseguito dicendo La notizia della scomparsa del commendator Antonio Zucchi ci ha raggiunti durante la fiera di Vicenza, un luogo in cui ancora risuona il suo nome. Il senso di vuoto che ci lascia è parso quindi amplificato da questa coincidenza, proprio come accade quando si perde una persona di famiglia”.

Un grande dolore, una grande perdita come ha detto Fabrizio Bernini, presidente Confindustria Toscana Sud, sottolineandone le capacità e la modestia che in Antonio Zucchi convivevano con naturalezza: “La scomparsa di Antonio Zucchi ci addolora profondamente, era un uomo di grande spessore, sia professionale che umano, che non amava mettersi in mostra nonostante i grandi successi raggiunti. Ha fatto conoscere al mondo la bella oreficeria italiana, contribuendo a dare ad Arezzo una dimensione internazionale. Al tempo stesso, e sempre in maniera molto discreta, non si è mai dimenticato della sua città, promuovendo e sostenendo numerose iniziative nei campi più diversi, dal culturale al sociale, che testimoniano l’attenzione e l’impegno che lo hanno sempre caratterizzato. Ci uniamo al dolore della moglie Carla e dei figli Gianluca e Marco che, come il padre, hanno rivestito e tuttora rivestono cariche direttive all’interno di Confindustria Toscana Sud”.

A ricordare lo spessore dell’amico si è unita la voce di Vincenzo Giannotti, presidente del Centro orafo Il Tarì

Con Antonio Zucchi scompare principalmente un grande amico, la cui vicinanza ha accompagnato tutti gli anni della mia crescita professionale nel mondo dell’oreficeria, e di quella di moltissimi colleghi.  Antonio si può definire il vero padre dell’oreficeria moderna, uno degli ultimi testimoni storici della straordinaria epoca che per l’oreficeria italiana fu la celebre Gori & Zucchi, antesignana della UnoAerre. Uomo generoso, visse in modo esemplare e appassionato sia come capitano di impresa, che come uomo del sistema associazionistico, che a lui deve molto. Ci mancherà moltissimo”. 

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