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Amlè. Marisa Angelucci imprenditrice di se stessa

«Se si può guardare avanti è perché quello che è stato fatto fino ad ora è stato fatto bene»

Un anniversario va sempre festeggiato perché è la testimonianza di un impegno condiviso ed Amlè celebra sedici anni di attività con il suo team composto da persone di famiglia e da collaboratori che identificano nel loro lavoro un senso di appartenenza. Vista la particolare situazione mondiale, con i clienti il brindisi sarà virtuale ma non meno caloroso.
Ma partiamo dagli inizi. Marisa Angelucci è un’antiquaria con la passione per le cose uniche, rare, insolite. Una ricerca che decide poi di trasferire al mondo del gioiello. In che modo ancora non lo sa, sa solo che lo farà. La scelta si dimostra poi vincente, a confermarlo è una domanda in continuo aumento.

Marisa Angelucci

Un’azienda di famiglia o quasi, dunque?
Quasi. Mio genero Luca si occupa dell’amministrazione, io dell’ala creativa. Un pò pochi per dirsi azienda di famiglia, ma con i collaboratori ho un rapporto molto stretto, quasi confidenziale, che il dato anagrafico perde ogni valore. Anche mia nipote partecipa, ha occhio, una cosa che mi piace molto, ma non mi faccio illusioni, è ancora giovane ed ha una vita davanti a sé per decidere del suo futuro. Per ora il mondo dei motori l’affascina come niente altro.

Sedici anni è una bella cifra. Cosa significa per Amlè?
Vuol dire che quello che è stato fatto fino ad ora è stato fatto bene. È una cosa che dà valore all’ impegno di noi tutti, ed è un buon motivo per guardare sempre avanti.

Il futuro lo si affronta ad ogni nuovo giorno. Quali sono le sfide per mantenere una posizione di nicchia in un mercato globalizzato?
Far parlare dell’azienda offrendo un valido motivo di conversazione: l’originalità delle idee, ad esempio. La nostra brand identity è trasparente, niente di già visto per oggetti ricercati. Lavoriamo così, sulla ricerca, sullo studio di un’immagine che si fa strada da sola. Sono cosciente che il nostro è un prodotto di nicchia, con le sue difficoltà, ma è anche la sua forza, e il mercato risponde bene.

Cosa vuol dire oggi essere imprenditrice?
Io non mi sento imprenditrice, tutt’altro. Mi chiedo spesso: ma come ho fatto ad arrivare fin qui? Deve essere la passione la mia forza. Amo ideare, creare, e non mi stanco mai di farlo. Ho iniziato 25 anni fa come antiquaria e da 16 ho trasferito questa passione nell’azienda.

I valori principali di Marisa Angelucci?
Quelli fondamentali di una vita: il rispetto per le persone, delle regole, del proprio lavoro. Sono abbastanza rigida e non mi piego a compromessi.

Chi è la cliente tipo di Amlè?
Quella che si appassiona insieme a me, che percepisce quello che trasmetto attraverso le mie creazioni. Ogni mio gioiello è una storia che va raccontata perché so da cosa nasce. In ogni oggetto c’è una ricerca attenta, scrupolosa, carica di immaginazione. Chi si appassiona ai miei gioielli gli destina un posto speciale nelle sue vetrine. Richiede fatica, lo so, perché il mondo della gioielleria ha dei canoni rigidi, è ostile ai rinnovamenti, ma quando capiscono il valore di un pezzo unico fanno a gara per accaparrarselo.

Fuori Italia quali sono i mercati di riferimento?
Ora le fiere virtuali creano un rallentamento per cui il mercato principale rimane quello italiano ma in America le richieste non mancano. Aspettiamo il ritorno della normalità, sarà per tutti più facile.

I grandi volumi caratterizzano la tua produzione. In futuro cosa immagini?
Sì, è vero, amo i gioielli vistosi ma il minimal rimane una delicatezza che si può abbinare a tutto, anche ai miei tamburelli, agli ex voto ed alle catene che firmano il mio stile. Ad un filo di tormalina o di acquamarina non si rinuncia mai e nella mia produzione non sono mai mancati. C’è spazio per ogni gusto tra le proposte di Amlè. Puoi trovare quello che nemmeno immaginavi di cercare, anche per il Natale, certo.

Qual è l’aspetto che ti piace di più del tuo lavoro?
La passione.

Un desiderio ancora non realizzato?
Essere più riconoscibili. Che si cominci a capire di più del mio prodotto perché non ha nulla di seriale, di scontato. Vorrei che Amlè fosse sempre più identificato per la ricerca e l’artigianalità.

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