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"Vetri a Roma", la vita dell’Urbe attraverso il vetro

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La quotidianità dell’antica Roma si mette in mostra alla Curia Iulia nel Foro romano con “Vetri a Roma”, e ci resterà fino al 16 settembre. Una fragilità che ha attraversato i secoli per raccontarci tante storie attraverso oggetti che sanno di lusso, di vite di ricchi, dei loro gusti e delle loro usanze. 300 oggetti circa tra vasi, specchi, piatti, anfore, monili, ampolle per unguenti, cammei ovviamente in vetro, mosaici, ritratti e gioielli. Infatti, in pasta vitrea, fu molto usato anche per collane, anelli e cinture. Nella sua Storia Naturale, Plinio, passando in rassegna le pietre che possono essere riprodotte in vetro scrive: “Si possono fare inoltre un vetro bianco e altri vetri che imitano i vasi di murra, o il giacinto e gli zaffiri, nonché pietre di tutti gli altri colori: perché non c’è materiale … più adatto a essere colorato” . La mostra, incentrata in maggioranza sulla produzione di età romana, è curata da Maria Antonietta Tomei e da Maddalena Cima, entrambe della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici, che ha spiegato: “Praticamente la totalità di questi oggetti si è conservata all’interno di corredi funerari. Noi abbiamo voluto seguire un filo strettamente cronologico con opere in prestito da musei italiani”. Un materiale duttile e malleabile che ha assecondato i capricci e le usanze è ora in esposizione attraverso oggetti del periodo di massimo fulgore della sua lavorazione ottenuta attraverso raffinatissime tecniche e spiccata sensibilità artistica, a partire dal II sec. a.C..

Il volume “Vetri a Roma”, anch’esso come la mostra curato da Maddalena Cima e Maria Antonietta Tomei, è edito da Electa e inetnde avvicinare il lettore all’appassionante storia del vetro.

[caption id="attachment_32950" align="aligncenter" width="520" caption="Quadretto con fondale marino, prima metà III secolo d.C."][/caption]  ]]>

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