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Un semestre in crescita per l'orologeria svizzera: +16,4% sul 2011. La Cina rallenta

Non cala la crescita dell’industria orologiera svizzera, che nella prima metà del 2012 ha continuato a registrare un tasso tutt’altro che debole. In sei mesi, secondo i dati diffusi periodicamente dalla Fédération de l’industrie horlogère suisse – FH, il valore totale dell’export è ammontato a 10,1 miliardi di franchi: +16,4 per cento rispetto al 2011. Soltanto aprile ha leggermente abbassato la media con l’unico dato a una cifra del semestre (8,5%), mentre giugno ha fatto un grosso balzo in avanti rispetto all’anno scorso (+21,7 per cento). In particolare la domanda cresce nel segmento di lusso, malgrado un contesto economico difficile. Dei 10,1 miliardi esportati, 9,5 provengono dal segmento orologi finiti (il dato, infatti, riguarda l’intera industria: materiali di consumo, movimenti, sveglie etc, per un totale di 615.8 milioni di franchi, +9,4%), il cui numero è rimasto vicino al livello precedente (14,1 milioni di unità, +1,4 per cento). I segnatempo in metalli preziosi sono quelli che hanno registrato i maggiori aumenti: in particolare, quelli in oro sono cresciuti considerevolmente raggiungendo l’acciaio in termini di valore dell’export (non comparabile, naturalmente, il volume). La crescita dell’industria è stata trainata dal segmento di prezzo superiore a 3mila franchi (prezzo di esportazione), +25,4 per cento rispetto al 2011. Calano le unità degli orologi dal prezzo inferiore a 200 franchi (-1,9 per cento), diminuzione compensata dalla categoria 200-500 franchi (+11 per cento). Durante la prima metà del 2012, i quindici principali mercati di destinazione non hanno mostrato le stesse dinamiche. Hong Kong ha nuovamente affermato la propria leadership e ha continuato a guadagnare quote di mercato. Gli Stati Uniti hanno confermato una crescita stabilizzata ad un livello elevato. La Cina ha visto la sua crescita rallentare negli ultimi mesi, pur rimanendo all’interno della media globale. La situazione in Europa è migliorata significativamente nell’ultima fase del periodo considerato, grazie ad un forte incremento in particolare in Germania. La Francia ha vissuto un lieve calo mentre l’Italia una buona crescita (+8,6 per cento). Il Regno Unito è rimasto con il segno positivo, mentre la Spagna è rimasta al livello del 2011. In Asia, tutti i mercati hanno registrato un aumento: meno Singapore e la Thailandia, che hanno mostrato crescita a cifra singola (rispettivamente +6,7 per cento e +4,7 per cento). Il ritmo è stato più sostenuto in Giappone, Taiwan e Sud Corea, mentre il Medio Oriente si sta vicino alla media mondiale.]]>

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