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Sara Capoferri, l'ex copywriter con la passione per la lavorazione dell'argento

Sono fatti a mano uno ad uno. Ecco perché sono tutti diversi gli uni dagli altri i charms Fery 925. Ripetibili, ma non identici. Ispirati al mondo del cinema, della letteratura, ai viaggi e alla quotidianità, sono realizzati attraverso la tecnica artigianale del traforo da Sara Capoferri, 33enne di Desenzano del Garda impegnata, fino a 4 anni fa, come copywriter e ora alle prese con l’argento. Una “inversione di rotta”, così la definisce l’artigiana, che a Preziosa magazine racconta l’evoluzione della sua passione e l’incontro fortunato con Asia Argento, che ha scelto un gioiello Fery come amuleto. Diventare un’artigiana è stato un netto cambio di rotta? “Avevo voglia di trasformare una passione in un lavoro e viceversa. In realtà fin da bambina ho dato ascolto alla mia creatività e dimostravo una spiccata predisposizione alle attività manuali. Poi però tra liceo e studi universitari la mia vita ha preso una piega diversa: mi sono laureata a Bologna in comunicazione di massa e specializzata in cinema, tv e produzione multimediale. Possiamo dire che ora sono finalmente tornata alle origini”. Come ha imparato la tecnica del traforo? “Quando ho deciso di cambiare lavoro, ho conosciuto un maestro orafo, Leonardo, che mi ha insegnato tutto: ha dedicato molto tempo a spiegarmi le tecniche di lavorazione, dalle più semplici alle più complesse. Gli devo tanto: all’inizio mi sono avvicinata alla produzione con materiali poveri e poi sul mio cammino ho incontrato l’argento: un colpo di fulmine”. Cosa produce? “Per lo più charms, tutti personalizzabili in base all’idea di chi li ordina. Sono disponibili sia i ciondoli semplici, sia la versione completa con catena in argento rolò o piatta. Ma anche orecchini, tutti montati e finiti in argento 925, con perni e monachelle semilavorati o realizzati a mano a seconda del modello”. Cosa le resta della sua esperienza precedente? “Non ho buttato niente: ora scrivo per passione e uso le competenze acquisite come copywriter per immettere sul mercato i miei gioielli. La vendita infatti può avvenire on line, tramite i social network o le email, ma anche, su appuntamento, nel mio show-room atelier”. Asia Argento ha reso celebre uno dei suoi gioielli. Come vi siete incontrate? “Conoscenze in comune, poi ci siamo scritte. Quello che ho creato per lei è stato uno dei miei pezzi più ‘fortunati’. Si tratta della Croce di Caravaca, caratterizzata da un doppio raggio orizzontale. È un simbolo di protezione nato nella Spagna del Duecento: una volta realizzato e indossato da Asia Argento, il ciondolo ha conquistato molti suoi fan e ho tante richieste, in Italia e all’estero”. Solo argento nella sua produzione? “Sì, solo argento. Su richiesta posso realizzare gioielli in oro, ma non uso pietre, solo metalli preziosi. Metalli e, naturalmente, l’uso della manualità e della creatività”. Tra i suoi progetti futuri c’è la partecipazione a fiere di settore? “Per ora no. Quello che ho in calendario è una collaborazione con designer di altri campi, stilisti ad esempio, con cui organizzare eventi innovativi. Quanto alla produzione, nel prossimo futuro c’è una linea per l’uomo. Dalle richieste che mi sono arrivate  ho capito che il segmento del gioiello maschile personalizzabile è ancora poco esplorato: sto lavorando soprattutto a gemelli e fermacravatte”.   ]]>

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