fbpx

Rientro dei capitali dall'estero, Banca Etruria strutturata per il rimpatrio dell'oro

[/caption] Rientro dei capitali dall’estero, per chi possiede oro fisico oltre confine una soluzione vantaggiosa c’è. “Banca Etruria offre la possibilità a chi regolarizza la propria posizione fiscale  di far rientrare il metallo fisico, previo saggio e valutazione del titolo, immettendolo nel Deposito Oro Vero, deposito creato ad hoc per la custodia e l’amministrazione di oro da investimento che presenta diversi vantaggi: si resta proprietari dell’oro mentre l’Istituto ne è custode nel proprio caveau e la Banca svolge anche il ruolo di sostituto d’imposta in regime fiscale amministrato”: lo spiega Paolo Mencarelli, direttore del Dipartimento Private Banking di Banca Etruria, intervenuto durante il convegno dal titolo “Voluntary Disclosure. Rientro dei capitali italiani all’estero”, organizzato lunedì scorso da Camera di Commercio di Arezzo e Banca Etruria presso la Borsa Merci di Arezzo. I lavori sono stati aperti dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Arezzo Giuseppe Salvini e dal Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Arezzo Fabio Battaglia. Circa 300 miliardi detenuti all’estero, di cui i 2/3 in Svizzera, ma per chi ‘nasconde’ denaro oltre confine i tempi si fanno duri: non è un dato scientifico, ma la stima indicativa del Ministero dell’Economia basata sulle quote di export dei settori forti e sui precedenti scudi fiscali emersa durante il convegno. L’incontro si è concentrato sui capitali potenzialmente interessati da un provvedimento di rimpatrio. La stretta del fisco non allenta la presa, tutt’altro. La materia del rimpatrio e della collaborazione volontaria sarà a breve oggetto di un autonomo disegno di legge, che potrebbe arrivare in discussione in Parlamento nei prossimi mesi. Oltre alla Svizzera, con cui prosegue la trattativa sul monitoraggio fiscale, si intensificano le trattative a livello internazionale con altri cosiddetti “paradisi fiscali” come San Marino, Liechtenstein, Andorra e Monaco. Oggetto di tali trattative è in prima battuta lo scambio automatico di informazioni sui capitali detenuti all’estero dai contribuenti. Con il nuovo procedimento di regolarizzazione  è verosimile attendersi sanzioni più onerose rispetto al 5-6% dell’ultimo Scudo Fiscale. “Con l’ultimo scudo fiscale del 2009/2010 – prosegue Paolo Mencarelli – sono stati rimpatriati circa 95 miliardi di euro, di cui 85 consistenti in attività finanziarie, 10 in altri beni tra cui oro e altri metalli preziosi. Di questi, circa 60 miliardi erano depositati in Svizzera e il residuo in altri paesi a fiscalità ridotta”. Se rapportato al comparto della gioielleria il fenomeno potrebbe assumere una rilevanza significativa: basti pensare che la gioielleria di Arezzo nel 2013 ha esportato 2 miliardi e 90 milioni di euro, il 36% della produzione nazionale.]]>

Altre storie
Jessica Alba indossa i Ray-Ban Clubround