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Prezzo dell'oro e crisi in Medio Oriente: il gioiello aretino perde quota

Golden bracelets In calo l’export aretino del gioiello: lo ha anticipato l’Istat e lo conferma la Camera di Commercio provinciale. Calo vertiginoso del prezzo dell’oro e, ancora più incisivo, la crisi in Medio Oriente: questi i principali fattori del crollo. L’istituto italiano di statistica ha registrato, nel primo semestre, una diminuzione dell’export del 10,9%; i dati camerali sul secondo trimestre evidenziano un crollo della gioielleria del 12,3%, mentre l’export di lingotti e materie prime è fermo a -1,7%. Tradotti in valore, il danno al commercio estero del comparto si aggira intorno ai 68 milioni di euro. Il prezzo dell’oro ha fatto la sua parte: nel secondo trimestre è sceso del 13,2% nelle quotazioni in euro. A incidere maggiormente, però, è il mercato fermo di Dubai, una delle principali mete del gioiello aretino. Su base semestrale, la componente dei metalli preziosi perde il 34,1% mentre l’oreficeria è ancora positiva, quasi il 2% in più. Altri comparti produttivi della provincia fanno registrare, però, segnali positivi: bene il settore moda con pelletteria e calzature a +29% su base trimestrale e +22% nel semestre. A inizio anno il distretto orafo aveva tirato somme più che positive sull’andamento del 2013, chiuso a +21,6 % tra ottobre e dicembre, grazie a primi segnali di diffusa ripresa del mercato europeo. Lo stesso Osservatorio dei Distretti Italiani, che in questi giorni ha diffuso i dati definitivi del biennio 2010-2012, ha messo in evidenza il buon andamento del gioiello aretino che aveva superato in fatturato (1,7 miliardi di euro) quello di Vicenza (1,6 miliardi).]]>

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