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Prato, un bando per ripopolare il centro. Anche gli orafi tra i destinatari

counter with  jewelry in  window Scade il 7 novembre il bando per partecipare al bando del Comune di Prato che ha l’obiettivo di ripopolare il cuore del centro storico con attività artigianali, commerciali e culturali. Il Comune infatti offre finanziamenti alle attività che aprono o si trasferiscono nell’area del centro storico: 2500 euro annuali per tre anni per sostenere progetti di impresa anche non profit. Tra le attività che possono beneficiare del bando anche gli orafi, espressamente inclusi tra le categorie dell’avviso. “Iniziative come queste sono importanti e fondamentali per la nostra città – ha spiegato l’assessore alle Politiche economiche e per il lavoro Daniela Toccafondi -. È necessario rivitalizzare il centro storico e questo bando altro non è che il primo passo verso una riqualificazione generale del cuore del distretto, un programma di rilancio di più ampio respiro che vogliamo portare avanti con gli esercenti e con le categorie economiche del territorio” . In tutto ammontano a 37.500 euro totali i fondi stanziati dall’amministrazione comunale per incentivare l’apertura nel centro storico di nuove attività e sostenere il trasferimento di esercizi già esistenti, collocati all’esterno delle mura cittadine. Ammessi al finanziamento saranno gli interventi in locali compresi nell’elenco delle strade e numeri civici stabiliti dalla Giunta comunale: i  fondi messi a disposizione serviranno per abbattere o sostenere alcune voci di spesa come gli affitti, il leasing finanziario, il costo relativo allo smaltimento dei rifiuti, l’Imu, l’accensione di mutui per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili, il canone di occupazione del suolo pubblico e l’imposta comunale sulla pubblicità. Per la categoria B (attività di artigianato e commercio) nella quale sono inseriti gli orafi, per comporre la graduatoria finale saranno considerati il piano economico aziendale, l’investimento iniziale e l’eventuale assunzione di addetti ma anche il valore economico e artistico dei beni esposti, nonché il grado di innovazione e l’impatto positivo sull’economia.]]>

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