fbpx


Piera Legnaghi, un'identità stilistica molto particolare. A Verona la mostra

  Senza filtri, re-interpreta le distanze attraverso figure sconosciute alla materia tagliata a vivo. Risponde al desiderio di lasciare un segno, di concretizzare una meditazione, di delineare cavità emozionali tra gli insiemi di un pensiero. Il suo è un linguaggio fluido e sostenuto, carico di mute esposizioni di una quotidianità che concede spunti interessanti. Ogni piega, ogni linea declama una lirica che si lega alla precedente ed anticipa il passo successivo per perdersi nel vuoto che diventa parte integrante delle sue opere. Ogni oggetto è un nugolo di emozioni ingabbiate che si liberano per osmosi attraverso le assenze. Mette in relazione gli elementi con lo spazio più immediato o sconfinato quanto il cielo e il colore è un dettaglio che non sempre contempla ma quando si insinua nelle sue immaginazioni è dominante e vitale. È veronese Piera Legnaghi, e nella sua città vive e lavora maneggiando i metalli con “Arte e Creatività”. Non una qualsiasi ma un’artista a tutto tondo tra le più rappresentative e snocciola un curriculum che la vede impegnata dalle grandi sculture alla pittura alla poesia. Dal 1968 il suo talento l’ha indirizzata anche verso il gioiello che traduce in piccole architetture concepite per un non tempo. I suoi lavori di forte autorevolezza hanno preso parte a innumerevoli esposizioni collettive sia in Italia sia all’estero e a mostre personali. Sabato 2 marzo 2013 a palazzo Victoria a Verona open day dedicato ai gioielli di Piera Legnaghi, splendide eleganze da ammirare ponendo l’attenzione sui contrappunti e sulle assonanze messi in cornice dalla forma e dalla sostanza.            ]]>

Altre storie
Speciale Homi / Paviè, un anticipo di primavera