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Paola Guida (ICE Hong Kong): "Il consumatore asiatico è giovane e attento a moda e design"

Che il gioiello italiano sia considerato nel mondo eccellenza di manifattura e design è una certezza e lo è anche che piaccia alle donne asiatiche. Non c’è da stupirsi dunque del grande successo conseguito dalla partecipazione di 148 aziende del Belpaese all’Hong Kong International Jewellery Show, consacrato da una sfilata che ha raccolto consensi unamini, e soprattutto entusiastici. Merito delle aziende e delle loro produzioni, ma merito anche dell’ICE-Agenzia, che ha organizzato una superficie espositiva di circa 1400 metri quadrati per mettere in vetrina il meglio della creatività made in Italy. L’Hong Kong International Jewellery Show, andato di scena dal 5 al 9 marzo presso il Convention & Exhibition Centre, ha visto dunque un tripudio di argento, oro, pietre preziose, perle, corallo lavorati da aziende provenienti da tutto il territorio nazionale e in particolare da Toscana (34% delle ditte espositrici), Campania (26%), Veneto (18%), Piemonte (14%) ma anche Lazio, Sicilia e Lombardia. Le imprese sono di varie dimensioni – piccole, medie e grandi – e vanno da quelle artigiane a quelle di livello industriale. L’ICE-Agenzia ha inoltre organizzato una sfilata di gioielli (60 le aziende selezionate per l’evento) nell’ambito della serata di gala in programma il 6 marzo presso la Sky Lounge del Central Plaza e la scelta dei preziosi è stata effettuata secondo i 4 trend proposti da Fiera Vicenza. A parlarci di questo imponente progetto e di come sia percepito in Asia il gioiello italiano è Paola Guida, direttore di ICE-Hong Kong. [caption id="attachment_50978" align="aligncenter" width="630" caption="Paola Guida"][/caption] Dottoressa Guida, com’è nata l’iniziativa? “L’idea di organizzare una collettiva italiana a questa fiera si forma nel 2005, anno in cui ICE realizza il primo padiglione italiano alla HKIJS. Hong Kong offre infatti notevoli potenzialità per lo sbocco del “Made in Italy” con ampie proiezioni d’affari offerte dal vicino e più ampio mercato della Cina continentale. Essere presenti ad Hong Kong consente alle aziende italiane di piccole e medie dimensioni di entrare in Cina, sia utilizzando le reti di distribuzione di Hong Kong (negozi specializzati, importatori e grossisti con licenza di operare in Cina), sia sfruttando le capacità di ricezione del mercato locale. Soprattutto in periodo di crisi dei consumi e contrazione della domanda interna e internazionale comprendere per tempo l’evoluzione dei nuovi mercati, cogliere il cambiamento, a fianco delle imprese, rappresenta un plusvalore della programmazione ICE a supporto del mondo italiano “del fare” e la scelta di affrontare la Cina passando per Hong Kong, attraverso la partecipazione collettiva italiana alla fiera HKIJS ne costituisce un esempio concreto”. Che peso ha il comparto orafo nelle attività dell’ICE? Quanto è funzionale il supporto di ICE in questo contesto? Che riscontro c’è stato da parte delle aziende coinvolte? “L’ICE investe nella promozione del comparto circa l’1,5% del budget promozionale globale in linea con il peso del comparto sul totale dell’export italiano. Nonostante il primato dell’Italia, in questi ultimi anni il comparto orafo ha difficoltà a mantenere le posizioni sui principali mercati internazionali. La produzione di oreficeria è diminuita, si è assistito ad una riduzione delle unità produttive e al ridimensionamento degli occupati; il consumo di gioielli in oro in Italia è calato notevolmente, mentre il clima internazionale è caratterizzato, da un lato dalla crescente competizione e, dall’altro, da una decrescente capacità di assorbimento. In presenza di tali elementi il sistema imprenditoriale orafo ha cercato di arginare il maggior danno operando scelte strategiche, sia sul prodotto che sulla tecnologia, mentre l’ICE dedica specifica attenzione al sostegno dell’internazionalizzazione del settore puntando su progetti promozionali con connotati altamente operativi, tali da corrispondere alle attese degli operatori in termini commerciali. L’elemento che favorisce la promozione dell’impresa e del prodotto italiano è comunque rappresentato innanzitutto dall’esistenza di un “sistema” culturale, e organizzativo che mira ad esaltare del “brand Italia”. Il Made in Italy deve essere vissuto, preservato, raccontato, nel processo di promozione come concetto chiaro ed univoco: l’ICE è custode attivo di questo “sistema” nazionale, pur nel rispetto delle specificità territoriali. Per promuovere il comparto orafo, per portare a compimento la nostra mission abbiamo bisogno di risorse, umane e finanziarie; la crisi in atto ci induce a rispondere alle esigenze delle imprese moltiplicando i nostri sforzi. La risposta delle imprese è visibile in questa manifestazione : già in sede di adesione all’iniziativa abbiamo ricevuto un numero talmente elevato di domande di partecipazione, che non è stato possibile accoglierle tutte negli spazi della collettiva. Vedremo poi gli esiti dei questionari di customer satisfaction, sulla cui base procediamo sempre a programmare e migliorare il servizio ICE, ma già dai primi riscontri registriamo una valutazione complessivamente positiva”. Il Made in Italy ha ancora appeal in Asia e quanto influisce sul fatturato delle aziende? Come vede il gioiello italiano la donna asiatica? Il primo prodotto esportato dall’Italia a Hong Kong è di gran lunga, e storicamente, l’oro. Nel periodo gennaio – dicembre 2012 l’Italia, al secondo posto fra gli esportatori, ha esportato circa di 502 milioni $USA (+8,9%) ed una quota mercato del 15,1%. Per quanto riguarda la gioielleria in oro montata con diamanti (HS71131911), nel 2012 il valore delle esportazioni verso Hong Kong è risultato pari a 84 milioni $USA, con una quota mercato dell’1,2%, ed una percentuale di valore esportato in aumento del 3,9%. Per quanto riguarda l’esportazione dall’Italia di gioielleria in argento, nel 2012 gli articoli senza diamanti (HS71131190) hanno raggiunto il valore di 33 milioni (-9%), quelli incastonati con diamanti (HS71131110) hanno raggiunto il valore di 2 milioni (+1,8%). Dal punto di vista dei materiali, il platino rimane il metallo preferito, mentre sta crescendo l’interesse verso la gioielleria con pietre colorate. La domanda per i gioielli in l’oro è di nuovo in crescita ma con un accento verso l’oggetto dal design originale. Il Titanio sta guadagnando terreno per la sua leggerezza, robustezza e innocuità per la pelle. Nell’edizione appena conclusasi della HKIJS, il corallo ha visto una rimonta eccellente registrando un interesse sopra la media, soprattutto per gioielli finiti con pietre preziose, in particolare diamanti, ma anche per i fili e semi lavorato. La congiuntura economica internazionale ha indubbiamente influito sul settore e pertanto un design più ricercato per i gioielli preziosi così come l’utilizzo di metalli non preziosi può diventare un fattore di successo anche per l’attrazione di un pubblico meno abbiente. Rispetto agli anni scorsi, si sta registrando l’incremento di consumatori di giovane età, sensibili alla moda e molto attenti al design. In molti casi, si avvicinano alla gioielleria in quanto influenzati dalle tendenze e dalle mode che vengono veicolate dalle riviste specializzate di abbigliamento, dalla TV o dal cinema. La contiguità tra il mondo della moda e la gioielleria si riflette sempre più anche nel design degli articoli. I consumatori, specialmente le donne, esprimono il loro stile personale considerando il gioiello come accessorio dell’abbigliamento. Pur se i gioielli classici, che esaltano il romanticismo e la femminilità, continuano ad essere apprezzati nel segmento del lusso, cresce la tendenza, soprattutto nel pubblico giovane e femminile, ad indossare gioielli abbinandoli all’abbigliamento, anche casual, come i jeans. Molti brand, infatti, offrono gioielli come complemento delle proprie linee di abbigliamento. Tale tendenza può contribuire alla crescita della domanda per i diamanti, eleganti e “romantici” ed in testa negli acquisti dei buyers, cosi’ come delle pietre semi-preziose, destinate ad un pubblico di medio-basso reddito. La stessa dinamica si sta riproducendo nel pubblico maschile, anch’esso sempre più attirato dal mondo del fashion. Il concetto “la gioielleria è femminile” sembra perdere forza: anche gli uomini acquistano gioielli con più naturalezza di un tempo, li considerano essenziali per definire ed arricchire il proprio abbigliamento e lo stile personale. Gli articoli più acquistati dal pubblico maschile sono anelli, braccialetti e collane ma anche fermacravatte e gemelli, come elementi base per un look elegante. Nonostante questo nuovo orientamento al consumo, gli articoli maschili sono ancora limitati e ciò offre ai produttori di gioielli grandi potenzialità di mercato”. In Italia si ha consapevolezza della rilevanza delle attività dell’ICE? “Il mondo orafo, e più in generale, le imprese e le associazioni di tutti i settori, hanno dimostrato e testimoniato in diverse occasioni l’utilità del servizio pubblico all’internazionalizzazione, non ultimo in occasione degli Stati Generali di Commercio estero tenutisi nell’ottobre scorso. Confidiamo che sia possibile dedicare risorse crescenti alla promozione delle aziende e dei prodotti italiani nel mondo, contribuendo così sempre più al rilancio dell’economia del nostro Paese”. Cosa può essere fatto per far conoscere sempre meglio alle aziende le attività dell’ICE? “Le nostre iniziative sono pubblicate nel sito e sono oggetto di newsletter circolari che hanno come destinatari le migliaia di imprese iscritte nella nostra banca dati, le associazioni di categoria, le camere di commercio, gli organismi territoriali, affinché questi enti possano fungere da redistributori e assicurare il massimo livello di diffusione. Un modo semplice per essere inserite nella banca dati di settore ed essere destinatari diretti delle informative è inviare una email a prodotti.persona@ice.it riportando la ragione sociale completa, indirizzo, tel, fax, email , sito web, partita IVA. L’ICE non può disperdere le esigue risorse per fare pubblicità della propria attività, considerando la funzione pubblica per cui il budget disponibile è utilizzato interamente a beneficio delle imprese ed è integralmente impiegato per la realizzazione delle iniziative. Perciò è utilissima e di grande importanza l’attività mediatica di autorevoli riviste come la vostra che amplificano la comunicazione e conferiscono alle attività e alle realizzazioni il valore della conoscenza”. A seguire, l’elenco delle 60 aziende partecipanti alla sfilata “Jewels of Italy” e una selezione delle immagini della serata. AUCELLA SRL AURA SRL CASCO SRL CIERRE GIOIELLI SRL DI DARIO CAROPRESO D’ELIA DI ALFONSO VITIELLO DI BI SPA FALCINELLI ITALY SRL GILORO S.R.L. GOLD ART SRL I BY IANNELLI SRL L’IMMAGINE SRL MONELLA MILANO MULINO D’ORO SRL RE SOLE SRL SALVATORE COLLARO SRL TRADEMAX DI BARBI MARIO MASSIMO VITIELLO LEOPOLDO ANIELLO MAZZA D.G. SNC DI DI GIOVANNA LAURA & C. DE SIMONE FRATELLI SRL DIANA SRL GARAVELLI ALDO SRL LINEA ITALIA SRL MARCHISIO GIOVANNI C SNC MATTIA MAZZA SRL RIVIERE & CO. SRL LUCCHETTA ARMANDO SRL WEINGRILL SERVIZI S.R.L AREZIA ORO S.R.L. CHRYSOS SPA JESSICA SPA OROGI S.R.L. TREEMME SRL LE SIBILLE SRL DISTRIBUZIONE GIOIELLI ITALIA SRL ROSITA GIOIELLI D’AMARE ALUNNO & MARCANTONI SNC ANGELETTI 1940 SRL CLASSICS SRL (DILUCA CLASSICS) MASSA GIOCONDA SAS DI G. MAROTTA & F.LLI BASSANO COLLECTION GROUP SRL UNIPERSONALE CELEGATO SILVER JEWELS SRL FERRARIS GIOIELLI SRL MARIA GRECA SAS OROZEN SRL P.V.Z. SRL CHIBI SNC DI CHIMENTI PIERPAOLO & C. FARTAN GROUP MARTINI ITALY S.R.L. MONDIAL CORAL SRL QUADRIFOGLIO S.P.A. C.D.I. IN-EX SPA CONDITO GIOVANNI SRL GEA PREZIOSI SRL GOLDIE S.R.L. HARPO’S SRL CARAVAGGIO SRL REHO SRL ANTICOA SRL CIRCOLI [gallery link="file" order="DESC" columns="4" orderby="title"]]]>

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