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Orologi, export di maggio a +16,2. Il Giappone in forte ripresa

Risultati eccellenti a maggio per l’export dell’industria svizzera degli orologi. Crescita a +16,2 per cento nel quinto mese dell’anno rispetto al 2011, in linea con il livello registrato dall’inizio dell’anno (fatta eccezione per il mese di aprile): è quanto emerge dal periodico rapporto della Fédération de l’industrie horlogère suisse FH. Da gennaio a maggio l’export è cresciuto del 15,2 per cento a 8,2 miliardi di franchi svizzeri. L’aumento riguarda tutti i materiali: gli orologi in oro hanno dato il maggior contributo alla ripresa, mentre modelli in acciaio e bimetallici sono in lieve ‘ritardo’. Il numero totale degli orologi è rimasto stabile, a causa del declino della categoria ‘altri materiali’ (principalmente alluminio). A maggio, i diversi segmenti di prezzo hanno presentano un andamento misto: due in particolare hanno perso leggermente terreno, mentre gli altri due hanno registrato un aumento significativo. La fascia di prezzo inferiore ai 200 franchi (prezzo di esportazione) e quella nella categoria 500-3.000 franchi sono diminuite di diversi punti, sia in valore sia in volume. La categoria tra i 200 e i 500 ha vissuto invece una crescita record in termini di volume del 14,4 per cento. Oltre i 3mila franchi, il valore è cresciuto del 28,7 per cento e il volume del 17,9 per cento. La differenza tra questi due dati è dovuta alla significativa crescita nel segmento più alto. Quanto ai mercati di destinazione si confermano i trend evidenziati nei mesi precedenti: la crescita ha continuato a rallentare a Hong Kong, mentre è rimasta ad alti livelli in altri paesi, come per esempio in Cina. Gli Stati Uniti si sono mantenuti stabili, mentre la Francia è ancora in negativo. L’Italia ha confermato una situazione sostanzialmente buona, mentre il Giappone ha registrato il più alto incremento mensile da anni. ]]>

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