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Nomenclature, Cibjo: Il “diamante” è solo quello naturale

La nuova norma ISO International Standard chiarisce espressamente che con la denominazione bisogna distinguere in modo evidente i trattati e i sintetici

diamanti sintetici

“Il diamante è quello creato dalla natura”: la dichiarazione è contenuta nella nuova norma ISO 18323 International Standard emanata dalla International Standards Organisation che già raccoglie il plauso della Cibjo, la Confederazione mondiale della gioielleria. Intitolata “Gioielleria – La fiducia dei consumatori nel settore dei diamanti”, la norma specifica una serie di criteri ammessi per l’industria diamantifera, che siano comprensibili anche da parte dei clienti. Senza ulteriori specificazioni, dunque, la denominazione “Diamante” implica sempre un diamante naturale.

La nuova norma rispecchia le definizioni già contenute nel Diamond Blue Book della Cibjo, allineate con quelle del Diamond Council (IDC). Il Blue Book, come anche il codice IDC e le norme PAS 1048 relativi alla terminologia e la classificazione di diamanti sviluppati da Cibjo con il sostegno del German Standards Institute, sono citate come fonti primarie nella bibliografia dell’Iso International Standard.

Il nuovo standard definisce la nomenclatura da utilizzare e anche quella che non può essere utilizzata nella compravendita di diamanti, diamanti trattati e diamanti sintetici. In particolare, descrive i diamanti sintetici in modo chiaro e preciso, definendoli come “un prodotto artificiale che ha sostanzialmente la stessa composizione chimica, la struttura cristallina e le proprietà fisiche di un diamante”. Le uniche denominazioni consentite sono “diamante sintetico” “diamante creato in laboratorio” o “diamante cresciuto in laboratorio” e non possono essere usate abbreviazioni.

L’uso di aggettivi come “Coltivati” o “genuini” o “preziosi” è considerato ingannevole. Inoltre, i nomi di brand e manifatture combinati con la parola “diamante” sono informazioni insufficienti quando applicate ai diamanti sintetici. Il diamante trattato viene descritto come “Un diamante che ha subito un trattamento umano diverso da taglio, lucidatura, pulizia e incastonatura, che modifica in modo permanente o non permanente il suo aspetto”.

Ogni diamante sottoposto ad un trattamento deve essere indicato come un “diamante trattato” e deve includere un riferimento specifico al tipo di trattamento. La descrizione deve essere immediatamente evidente e inequivocabile, e senza abbreviazioni. Il nuovo standard sottolinea inoltre che l’espressione “diamanti naturali trattati” non deve essere utilizzata perché potenzialmente fuorviante.

gaetano cavalieri“Si tratta di uno sviluppo di grande importanza – ha detto Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo (in foto a sinistra) -, non solo per gli appartenenti al settore, ma anche e soprattutto per i consumatori di gioielli, che sono ora maggiormente protetti dalle convenzioni internazionali. Siamo particolarmente orgogliosi in questo caso, perché lo standard ISO codifica essenzialmente il nostro Diamond Blue Book”.

Il processo che ha portato all’emanazione delle nuove norme ISO prende il via sette anni fa in Europa, con Cibjo capofila in un gruppo che comprendeva De Beers, Rio Tinto, BHP e International Diamond Council. Due anni fa, si è deciso di sviluppare uno standard ISO in conformità con l’accordo di Vienna, che coordina il lavoro tra ISO e il CEN, il Comitato europeo di normalizzazione. Il Presidente del Comitato Tecnico che ha curato la formulazione della norma ISO 18323 International Standard è Harry Levy, che è anche Vice Presidente della Commissione diamanti di Cibjo.

 


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