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Monitor dei Distretti: Vicenza torna a crescere, rallenta Arezzo. Valenza record

gold bracelet Portano tutti il segno positivo ma con volumi e significati differenti: nel secondo trimestre 2014 performance altalenanti dell’export dei principali distretti orafi italiani, Valenza, Vicenza e Arezzo – indagati dal periodico Monitor dei Distretti del Servizio Studi e Ricerche di Intesa SanPaolo. Se infatti Arezzo è protagonista di una brusca frenata, Vicenza torna a crescere. La vera sorpresa è Valenza, con un balzo in avanti a doppia cifra. Monitor_Tre distretti Nel secondo trimestre, dunque, le esportazioni dei distretti triveneti sono tutte cresciute, genericamente, del 5% e, in particolare, quelli veneti del 5,5%. Nella varietà di comparti che rientrano nell’analisi di Intesa SanPaolo un posto è occupato, naturalmente, dall’export dell’oreficeria vicentina, tornata a crescere, seppure lievemente, del +1,3%, grazie alla buona evoluzione delle vendite negli Emirati Arabi e, soprattutto, sul mercato cinese e americano. Questo risultato acquisisce ancora più importanza se si considera che è stato ottenuto in presenza sia di un’evoluzione cedente dei prezzi dell’oro sia dell’assestamento della domanda mondiale. Secondo il Gold Demand Trends pubblicato dal World Gold Council pochi giorni fa, infatti, la domanda internazionale di gioielli in oro ha sperimentato nel secondo trimestre del 2014 un calo prossimo al 30% in quantità (-36% in valore) rispetto ai livelli particolarmente elevati dello stesso periodo del 2013. Monitor_Veneto Non eccelle la Toscana: nel secondo trimestre 2014 le esportazioni dei distretti tradizionali toscani hanno nuovamente superato i 3,1 miliardi di euro, con un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2013, ma il distretto orafo di Arezzo registra cali significativi nell’export verso gli Emirati Arabi Uniti, frutto del fisiologico calo della domanda mondiale dai picchi del secondo trimestre 2013, dell’ulteriore decremento dei prezzi internazionali dell’oro e dalla minore domanda proveniente da alcuni paesi emergenti (Russia e Turchia, innanzitutto). Il dettaglio dei paesi, infatti, evidenzia la brusca frenata registrata negli EAU, che hanno visto nel secondo trimestre una contrazione rispetto ai livelli record raggiunti lo scorso anno, legata al fisiologico rientro delle esportazioni di gioielli da Arezzo. Su questo fronte il distretto risulta aver perso il 12,3% (pari a quasi 68 milioni di euro) rispetto ai risultati del secondo trimestre del 2013. Monitor_Arezzo La novità del secondo trimestre è dunque la brusca frenata delle esportazioni del distretto dell’Oreficeria di Arezzo, arrivata nel corso del 2013 e nel primo trimestre 2014 a livelli particolarmente elevati, grazie al boom di domanda mondiale. Il rientro dai massimi dei valori esportati sembra da mettere in relazione sia all’impatto del calo del prezzo dell’oro, sia all’assestamento della domanda mondiale. Il calo delle esportazioni dell’oreficeria aretina è legato principalmente al ripiegamento degli Emirati Arabi Uniti e alla Turchia mentre si è mantenuto positivo l’export verso Hong Kong. Si segnala, inoltre, l’azzeramento della crescita degli invii verso l’Algeria che avevano registrato una forte crescita motivata da una temporanea convenienza doganale. Dopo aver mantenuto per molti trimestri ritmi di crescita nettamente più elevati rispetto agli altri distretti orafi, Arezzo registra nel secondo trimestre un fisiologico rientro, mentre Valenza continua a crescere. Monitor_Valenza È proprio il distretto dell’oreficeria piemontese la vera sorpresa del secondo trimestre. Con un +24,1% viene toccata infatti la cifra record. Nuovi livelli record in Svizzera e un’ottima crescita in Francia, Hong Kong, Stati Uniti, Spagna e Emirati Arabi Uniti.]]>

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