fbpx


Made in Italy cliccatissimo sul web, soprattutto da dispositivi mobili

È cliccatissimo sul web, soprattutto da dispositivi mobili: è lo stile made in Italy. Secondo un’indagine elaborata da Google e riportata dal Sole 24 Ore, l’eccellenza italiana è una delle parole chiave più ricercate su internet. La digitazione dell’espressione ‘made in Italy’ è infatti cresciuta dell’83 per cento rispetto all’anno precedente.In particolare, sono interessati alle nostre tendenze francesi e giapponesi. Almeno sul web, dunque, il made in Italy gode di ottima salute, includendo settori come moda, turismo, alimentare, auto e arredamento. Nel primo semestre 2012, le ricerche sono state complessivamente 77 milioni, con un aumento del 13 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente. Una su cinque è stata fatta da dispositivi mobili, mentre era appena l’1% nel 2007. Google Trends ha monitorato 10 paesi, selezionando alcune parole chiave (nomi di brand ma anche termini generici) misurando i volumi di ricerca e il tipo di strumento utilizzato per connettersi. Per Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Germania, Giappone, Emirati Arabi, Brasile, Russia, India e Cina sono stati misurati la penetrazione e l’interesse per il brand Italia.  In assoluto sono i Paesi Bric che registrano una crescita a doppia cifra in termini di utenti unici, anche se il maggior numero di ricerche riguarda Stati Uniti ed Europa: Francia e Stati Uniti sono in testa, rispettivamente con +16 e +10% nel primo semestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011. Crescita più accelerata per Giappone (+44%), India (+36%) e Russia (+29%). Quanto ai canali di vendita tradizionale, la settimana di festeggiamenti per l’inizio dell’anno del Serpente in Cina ha fatto registrare un vero boom di gioielli e beni di lusso (+38,1 per cento). Il passaggio dal ‘vecchio’ Dragone al nuovo anno – “caduto” il 10 febbraio scorso e paragonabile alle festività natalizie dell’Occidente – ha comporato una accelerazione del Pil (7,9 per cento nel trimestre finale dello scorso anno, dopo un periodo di debolezza) e un volume di spese pari a 539 miliardi di yuan (oltre 86 miliardi di dollari). Balzo del 15 per cento nei consumi in particolare per gioielli, vestiti e cibo. Tuttavia, secondo i dati diffusi dal ministero cinese del Commercio, la crescita è stata leggermente inferiore rispetto a quella registrata nel 2012 sull’anno precedente. Dall’Italia alla Cina e ritorno: un altro dato emerso dall’indagine di Exane Bnp Paribas evidenzia che in quattro paesi (oltre all’Italia, sono stati considerati Francia, Regno Unito e Germania) lo shopping degli articoli di lusso da parte dei turisti sta raggiungendo con ritmi diversi la quota di quello effettuato dai clienti residenziali. Per il Belpaese, in particolare, la quota di shopping turistico è ancora al 40 per cento, ma con una forte accelerazione all’aumento.]]>

Altre storie
Una Rosa per Blumarine