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L’Altare d’Argento di Firenze ritorna a splendere

La storia ebbe inizio nel 1366, quando l’Arte di Calimala (la corporazione dei mercanti di tessuti che era una delle Arti Maggiori di Firenze) lo commissionò per il Battistero di Firenze, e si concluse più di cento anni dopo, nel 1483, quando fu posto in opera. È l’Altare d’Argento che da ieri si può nuovamente ammirare al Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore.
Il prezioso manufatto era in restauro dal 2006 grazie ad un progetto nato in sinergia tra il Museo dell’Opera e l’Opificio delle Pietre Dure. L’altare rappresentò nel XV secolo, un banco di prova per la nuova generazione di artisti che diede lustro alla città di Firenze e più ampiamente al Rinascimento.

Vi presero parte scultori del calibro di Michelozzo, Bernardo Cennini, Matteo di Giovanni, Antonio del Pollaiolo e Andrea Verrocchio, alla cui bottega nacque il genio di Leonardo, evento quest’ultimo che ha fatto ipotizzare anche la presenza dello stesso Maestro di Vinci al lavoro sulle formelle dell’altare. Un’opera dalle dimensioni colossali, 310 x 150 x 88 cm per 200 chili di argento e 1050 placche smaltate, ha richiesto un restauro impegnativo, durato sei anni. Il Laboratorio di Restauro delle Oreficerie dell’Opificio delle Pietre Dure (diretto da Clarice Innocenti) infatti, ha disposto lo smontaggio degli oltre 1500 pezzi che compongono l’intera superficie, riportando alla luce dettagli e particolarità di lavorazione che solo in questo caso si sono potute ammirare. Non solo, la separazione degli elementi d’argento ha portato alla luce anche l’enorme struttura lignea che costituisce il sostegno e l’anima stessa dell’altare.

Anche su di essa è stato possibile ammirare la grande perizia di lavorazione e il finissimo lavoro di intaglio. L’intervento ha restituito l’aspetto originale dell’opera sulla cui superficie l’ossidazione dell’argento aveva annerito l’intero insieme e compromesso gli smalti.

Nell’ambito di questa nuova esposizione, è nuovamente visibile al Museo dell’Opera anche la restaurata “Croce Monumentale” (ca. due metri di altezza per cinquanta chili di argento) in argento sbalzato e smaltato, che per secoli ha sovrastato l’altare del Battistero.

Fu realizzata da Antonio del Pollaiolo (1459) per custodire il frammento della croce di Cristo, che secondo alcuni aneddoti, fu donata da Carlo Magno.

info: museo.operaduomo.fi.it


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