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La storia dell'oreficeria dell'Ottocento in una mostra ad Arezzo

Sarà inaugurata mercoledì 16 aprile la mostra “L’oro nei secoli dalla collezione Castellani” che resterà visibile fino al 2 novembre nei prestigiosi spazi espositivi della Basilica di San Francesco ad Arezzo. Gioielli, documenti d’archivio e un allestimento multimediale per testimoniare la storia dell’oreficeria italiana nel XIX secolo in un momento culturale e politico di grande fermento, in cui predominano le vicende dell’Unità d’Italia e le grandi scoperte archeologiche nel Lazio e in Etruria. L’esposizione, curata da Alfonsina Russo e da Ida Caruso, ha come protagonista la famiglia Castellani, che, formata da eccellenti e abilissimi orafi, dettò per un secolo in Europa e nel mondo una nuova moda, quella del “gioiello archeologico”. In particolare, gli anni migliori della produzione della famiglia furono gli anni cinquanta e sessanta dell’Ottocento quando la bottega conosce grandissimi successi arrivando fino a Parigi e Vienna, divengono tra i più richiesti orafi, ricevendo addirittura ordinazioni dalla casa Savoia e dalla casa Reale Inglese. Fu alla fine degli anni ottanta che la famiglia Castellani conobbe la sua parabola discendente e nel 1919, per volere dell’ultimo erede, Alfredo Castellani, l’intera collezione passò allo Stato italiano e fu accolta dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, da cui provengono la maggior parte dei prestiti di questa esposizione.  La mostra – organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Provincia di Arezzo grazie alla collaborazione di Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, Mosaico e Munus –  è arricchita da un’antica bottega orafa, ricreata grazie alla collaborazione di Argenterie Giovanni Raspini. Nella bottega, arredata con antichi coralli, vasi e stampe del settecento, i visitatori avranno la possibilità di ammirare un orafo al lavoro al suo banco con tutti gli strumenti del mestiere. Cesello, utensili per ottenere l’antica lavorazione a sbalzo e una macchina schiacciafilo insieme ad un laminatoi completano la bottega, immergendo il visitatore nell’atmosfera operosa degli artigiani orafi del tempo.]]>

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