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Italiani preoccupati per la crisi, ma al regalo di Natale non si rinuncia

Resiste tra mille difficoltà il rito del regalo natalizio. Secondo l’anteprima dell’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche, l’86,3 per cento degli italiani non rinuncerà a fare acquisti da mettere sotto l’albero. Internet si conferma un canale sempre più scelto dai consumatori per le compere (15 per cento) e cresce la gratificazione emotiva legata ai doni. Uno spaccato che indaga sulle intenzioni di acquisto e sugli stati d’animo che accompagnano le famiglie italiane alle prese con le spese di fine anno. Domina la preoccupazione: una percentuale vicina al 70 per cento ritiene che il Natale 2012 risentirà fortemente della crisi. Dei regali farebbe volentieri a meno il 31,2 per cento, l’11,3 per cento in meno di un anno. Dato che conferma una propensione sempre più “emotiva” rispetto ai doni. Crollano gli outlet (-13,9 per cento) ma la famiglia resta al primo posto tra i destinatari: il 50,2 per cento delle spese è destinata ai propri cari. A riceverli prioritariamente il coniuge, i figli, il genitori, i propri fratelli (50,2%). Piccola sorpresa sul resto della classifica: al secondo scalino (con il 41,4 per cento) infatti c’è il regalo a se stessi, prima ancora di parenti lontani (41,3 per cento), amici (35 per cento) e colleghi di lavoro (34,3 per cento). Aumenta la percentuale di coloro che ritengono che il Natale 2012 potrebbe essere vissuto in una veste più dimessa rispetto agli anni passati: il 29% a fronte del 27,4% dello scorso anno. Solo per il 4,6 per cento il Natale è sempre lo stesso: nel 2011 era un’opinione condivisa dal 19,1 per cento. Le più ‘scoraggiate’ sono le donne, in particolare quelle tra i 35 e i 54 anni. Il Sud soffre di più, insieme al centro Italia. Secondo l’indagine di Confcommercio, il 13,7 per cento non farà regali (nel 2011 il dato era dell’11,8 per cento) e il calo è più sensibile nel Nord Est e nel Mezzogiorno. Acquisti comunque più ragionati e lontani dalle resse natalizie: novembre è considerato il periodo ideale per il 19,8 per cento degli intervistati. Del restante 71,1 per cento, ovvero coloro che effettueranno gli acquisti nel mese di dicembre, più della metà (il 37,5%) lo farà nei primi 15 giorni del mese, in diminuzione rispetto al 2011 (erano il 46,6%). Quanto al ‘luogo’ deputato agli acquisti, la fa da padrone la grande distribuzione organizzata (68,9 percento), seguito dai punti di vendita della distribuzione tradizionale (51,2 per cento, -8 per cento rispetto allo scorso anno), Internet (28,3 per cento, +15 per cento rispetto al 2011, dove fanno acquisti soprattutto consumatori di età compresa tra i 18 ed i 44 anni) e, infine, gli outlet (10,1 per cento). Diminuisce nel 2012 rispetto al 2011, la percentuale dei consumatori che considera gli acquisti per il Natale una “spesa necessaria, ma della quale farebbe volentieri a meno” (sono il 31,2 per cento nel 2012 contro il 42,5 per cento del 2011). Il 49 per cento degli italiani considera i regali di Natale una spesa necessaria, piacevole da affrontare (erano il 45,8% nel 2011), mentre il 19,8% considera i regali di Natale una spesa del tutto inutile, ma che comunque deve essere affrontata. Un Natale più difficile degli altri, ma pur sempre Natale. Difficile, per esempio, per i produttori del settore orafo, che non riescono a recuperare terreno al termine di un anno difficile neanche puntando sull’export. “Il settore deve fare i conti con barriere doganali enormi – ha dichiarato Stefano de Pascale, direttore di Confindustria Federorafi, a Labitalia -. Essendo un settore fortemente orientato verso l’esportazione la richiesta della categoria è quella di ridare efficienza e strumenti per aiutare le imprese, soprattutto quelle medio e piccole, ad esportare e a conoscere i mercati esteri”.]]>

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