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I gioielli e i tessuti rivivono nello splendore della Napoli antica

Collana in corallo fiori e foglie (prima metà del secolo XIX)

Nel suggestivo scenario dell’Archivio di Stato di Napoli si è svolta la mostra “I borghi e le strade di Napoli. I gioielli e i tessuti d’oro e d’argento dei Maestri dell’Arte”, un evento fortemente voluto dall’amministrazione locale e dagli organizzatori al fine di rafforzare l’immagine della Napoli Bassa, il naturale proscenio di un’area cittadina tutta dedita all’attività artigianale, stratificata e ubicata in quelle strade sin da epoche remote.

L’esposizione, accolta tra le storiche sale dell’Archivio e nel prezioso chiostro del Platano, che ancora reca tracce degli affreschi rinascimentali, ha voluto offrire uno spaccato delle preziose manifatture che hanno reso la città di Napoli nei secoli scorsi sede indiscussa di produzioni orafe e tessili. Gioielli e tessuti raffinati d’oro e d’argento (con testimonianze risalenti sin dall’età romana), rappresentano il trascorso storico di un settore della creatività e delle produzioni che ancora oggi connotano l’artigianato e l’attività imprenditoriale delle principali attività cittadine.

Pendente in oro 12kt (1850 ca.), Napoli

In mostra vi erano manufatti orafi quasi del tutto inediti (provenienti da collezioni private) risalenti al XIX e al XX secolo, testimonianze delle pregiate e accurate tecniche di lavorazione dei sapienti artefici che sin dal Trecento si stabilirono nell’antico Borgo Orefici, prospiciente la linea del mare, per favorire il commercio e gli scambi. I monili storici sono stati affiancati dalle produzioni moderne degli artigiani del Consorzio Antico Borgo Orefici che, ispirati alle fogge e ai modelli dei pezzi antichi, hanno interpretato e realizzato gioielli che nascono ancora oggi dall’uso sapiente delle tradizionali tecniche aggiornate attraverso i moderni strumenti di lavorazione.

Un dato importante emerso dalla mostra è la forza e la tutela assegnata alla corporazione degli orafi, attraverso la redazione e l’applicazione di Statuti (il primo risale al 1474) che regolamentavano le metodologie per la lavorazione dei metalli preziosi, la cui qualità veniva certificata dall’applicazione di un marchio che ne confermava l’autenticità e la provenienza. Le vetrine dei preziosi, inoltre, sono state arricchite da importanti testimonianze di lavori in corallo, perlopiù provenienti dalle storiche fabbriche di Torre del Greco, leader indiscussa in età borbonica per la produzione del prezioso oro rosso.

Bracciale in oro sbalzato (prima metà del sec. XX) collezion privata

I tessuti pregiati e gli abiti storici sono stati protagonisti dell’altra importante sezione della mostra. L’industria tessile che si insediò a Napoli sin dal X secolo ebbe il suo massimo fulgore nel Settecento, rappresentando una delle attività più diffuse nell’economia del tempo. All’archivio sono stati esposti abiti civili e religiosi, testimonianze storiche di un periodo compreso tra il XV e il XIX secolo. Infine, ma non ultima, una selezione di importanti documenti di archivio che hanno confermato l’eccezionalità delle due attività manifatturiere che ancora oggi rappresentano un elemento significativo e fondamentale per lo sviluppo socio-economico partenopeo.

Paliotto (fine sec. XVII). S. Domenico Maggiore, Napoli

“I borghi e le strade di Napoli. I gioielli e i tessuti d’oro e d’argento dei Maestri dell’Arte”

La mostra, che si è svolta all’Archivio di Stato di Napoli dal 15 maggio al 15 giugno 2009, curata da Nicoletta D’Arbitrio, è stata realizzata con il co-finanziamento dell’ Unione Europea (POR FESR Campania 2007-2013 Asse 1 ob. 1.12.) della Regione Campania, Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali. Organizzata dall’ EPT Ente Provinciale per il Turismo di Napoli in collaborazione con l’Archivio di Stato di Napoli, il Consorzio Antico Borgo Orefici, il Consorzio Antiche Botteghe Tessili e il Consorzio Napoli Centro Antico con il patrocinio della Provincia di Napoli e del Comune di Napoli che lo ha inserito nell’ambito del Maggio dei Monumenti.

L’evento è stato inoltre possibile grazie alla sinergia instauratasi tra il Ministero dei Beni Culturali, Il Ministero dell’Interno, Il Fondo Edifici di Culto, La Soprintendenza Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale Napoletano, La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, La Società di Storia Patria di Napoli, Il Museo Industriale Filangieri di Napoli, La Biblioteca Nazionale di Napoli e tutti i collezionisti privati che hanno reso disponibili le loro collezioni.


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