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Gioielliere ucciso a Roma, la rabbia degli orafi

Federpreziosi Confcommercio esprime preoccupazione e paura. Il presidente Aquilino: “Lo Stato deve intervenire anche nella politica fiscale sulle assicurazioni”

carabinieri

Ucciso a Roma, ieri pomeriggio, un gioielliere di 70 anni, Giancarlo Nocchia, nel suo negozio in via dei Gracchi nel quartiere Prati: l’assassino non è stato ancora identificato, ma mentre proseguono le indagini dei carabinieri la categoria esprime tutta la propria preoccupazione.  

Convegno_Giuseppe_Aquilino“Ancora una volta assistiamo impotenti all’ennesimo episodio criminoso ai danni della categoria orafa. Basta vivere nella paura! Siamo nel mirino della criminalità, non ne possiamo più”, afferma Giuseppe Aquilino (in foto a sinistra)Presidente di Federpreziosi Confcommercio, che si fa portavoce delle proteste degli orafi italiani all’indomani dell’episodio criminoso che ha visto protagonista il collega romano.

L’omicidio di Roma conferma ancora una volta le ragioni della rinnovata richiesta di Federpreziosi, alle istituzioni preposte, di “una mentalità e una professionalità volte alla sicurezza”. “Ci si chiede – si legge nella nota della federazione – che fine hanno fatto i più volte proposti incentivi fiscali per chi investe in prevenzione e sicurezza per il proprio esercizio. In definitiva pochi fatti in un contesto dove le risposte devono essere rapide. I dati diffusi in merito alle rapine ai danni delle gioiellerie, sebbene in calo rispetto agli anni precedenti, continuano ad essere assolutamente sconcertanti, soprattutto considerando il numero di colleghi che hanno perso la vita”.

Il settore orafo è tra i più esposti agli attacchi della criminalità, insieme a benzinai e tabaccai. “Il grave fatto di ieri pone di nuovo l’attenzione sulla necessità di un intervento deciso e fermo da parte dello Stato anche nei confronti della politica fiscale che investe le polizze assicurative, per fare in modo che chi viene attaccato il giorno dopo possa sperare di essere in grado di far sopravvivere la propria impresa – spiegano gli orafi di Confcommercio -. L’incentivazione non può che essere economica perché i tassi sui premi assicurativi sono estremamente elevati (circa 1.500-2.000 euro ogni 50.000 assicurati), tenendo presente che un’azienda orafa di piccole-medie dimensioni deve avere circa 250.00,00 euro di capitale investito”.

 

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