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Gioielli Life Therapy, l'inno alla vita di Ida Callegaro

Un inno alla vita, quelle attestazioni che ci rendono consapevoli di essere la nostra più grande risorsa personale. C’è tutto questo nei gioielli di Ida Callegaro, formatasi tra Veneto e Lombardia, tra la scuola Arti e Mestieri di Vicenza e l’Igi. Dopo aver accumulato esperienza in numerose aziende orafe prima del vicentino, poi del resto d’Italia e del mondo, dal 2010 lancia la linea con il proprio nome. Ha collaborato con musei (come quello di Arte Contemporanea di Bolzano) e gallerie d’arte. Un anno e mezzo fa, l’idea che ancora oggi la fa girare in lungo e in largo con la propria creatività: i gioielli Life Therapy. Anelli, bracciali e pendenti che richiamano la forma classica dei farmaci, con un packaging divertente e ironico. Preziosa magazine si fa raccontare direttamente dalla designer la storia di quest’idea. Come le è venuta l’intuizione? “Dopo aver attraversato un momento difficile, ed esserne uscita alla grande, ho capito che siamo noi stessi la nostra più grande risorsa. E ho voluto esorcizzare gli ostacoli appena superati con quello che so fare: creare gioielli. Noi siamo i migliori amici di noi stessi, i nostri alleati”. Che impatto ha avuto la sua linea? “L’ho presentata lo scorso anno a Milano e Parigi ed è piaciuta, tanto che ci sto ancora lavorando, ampliando continuamente la collezione. I gioielli Life Therapy sono in argento 925: un metallo prezioso come la vita. Il leit motiv della linea è proprio Life, lo trova inciso su tutti i gioielli. Ce n’è anche per l’uomo, come i gemelli, disponibili in argento ma anche in ottone”. E l’idea del packaging? “Una volta che si osa, è giusto farlo fino in fondo. All’interno delle confezioni, in vetro o in cartone, che richiamano i reali contenitori di farmaci, si trova addirittura un foglietto illustrativo. Posologia, composizione, indicazioni, persino esercizi per il benessere psicofisico”. Effetti collaterali? “Non ce ne sono, ma gli effetti positivi possono ridursi in presenza di negatività provenienti dall’esterno”. Qual è il suo pubblico? “All’estero ho avuto una risposta straordinaria. I gioielli sono in vendita in gallerie d’arte contemporanea e concept stores, ma anche sulla piattaforma yoox.com. Molti negozianti hanno ripetuto l’ordine anche 3-4 volte e una casa farmaceutica li ha addirittura scelti come cadeau”. E progetti per il futuro? “Una linea ancora più folle, che a che fare con la magia. La presenterò in Francia, tra luglio (a Who’s Next) e settembre (Bijohrca). Quest’anno salto le fiere italiane perché il mercato interno, in questo momento, non riesce a rispondere”. ]]>


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