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GAETANO PESCE, una mostra a Roma racconta le evoluzioni dell'artista italiano

Ha inaugurato il 13 novembre e sarà visitabile fino al primo febbraio del nuovo anno la mostra dedicata ai gioielli di Gaetano Pesce. L’artista ha realizzato a mano per questo appuntamento  bracciali, collane e spille in resina poliuretanica, materiale ricorrente nelle sue produzioni. Dalla poiesi artistica nascono pezzi unici che sembrano prendere vita in maniera quasi casuale e spontanea. Forme fluide, materiche, dai colori accesi e trasparenze caratterizzano creazioni che con il corpo si fondono e parlano il linguaggio dell’arte. Pezzi accattivanti che attirano l’attenzione e seducono con la loro semplicità.

La mostraè allestita presso lo spazio industriale Studio Stefania Miscetti in zona Trastevere  a Roma. Fondato nel 1996 lo studio ha ospitato importanti mostre di artisti internazionali. Il progetto è nato in collaborazione conAdachiara Zevi, presidente della Fondazione Bruno Zevi.

La realizzazione dei gioielli di Gaetano Pesce  inizia alla metà degli anni ’90, venti anni dopo le ‘Industrial Skin’,volti incisi su superfici sottili come pelli che rappresentano le sue prime opere in resina.

“Artista”, “filosofo”, “designer” e “architetto” visionario , provocatore, capace di sfidare ogni tentativo di classificazione. Così scriveJim Suterland sul The Wall Street Journalin un articolo pubblicato a marzo.  Nato a La spezia nel 1939, studia architettura allo Iuav di Venezia, dal 1980 vive e lavora a New York dopo aver vissuto a Londra, Helsinki e Parigi. Le suo opere sono presenti nei più importanti musei del mondo.

Le sue opere sono parte delle collezioni permanenti del MoMa, del Metropolitan Museum di New York, del Victoria and Albert Museum di Londra, del Centre Pompidou di Parigi, del tedesco Vitra Design Museum e del Montreal Museum of Art.

Tra le mostre più celebri di Pesce, la presenza alla leggendaria Italy: The New Domestic Landscape nel 1972 al MoMa, la retrospettiva al Museo delle Arti Decorative di Parigi del 1975 dal titolo Le futur est peut-être passé, e ancora a Parigi nel 1996 al Centro George Pompidou, un’altra retrospettiva sulla sua carriera dal titolo Gaetano Pesce: le temps des questions e quella alla Triennale di Milano nel 2005 dal titolo Gaetano Pesce: il rumore del tempo.

Il MAXXI nel 2014 gli renderà omaggio con una retrospettiva in dialogo con la curatrice Domitilla Dardi.

 

 

 

 

 

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