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Formazione orafa e futuri artigiani, la scommessa dell'Antico Borgo Orefici di Napoli

Dieci giovani tra i 16 e i 20 anni residenti nel centro storico di Napoli che dopo 480 ore di formazione potranno dare vita ad altrettante attività produttive o commerciali: sono quindi formazione, occupazione, rilancio del territorio e integrazione con il mondo del lavoro le parole chiave del progetto presentato questa mattina a Napoli e promosso dal Consorzio Antico Borgo Orefici e dalla Fondazione di Comunità del Centro storico. I dieci giovani destinatari del progetto sono stati selezionati dalle associazioni impegnate sul territorio e da questo pomeriggio, ogni giorno, saranno impegnati ad acquisire nozioni, tecniche e competenze per raccogliere l’eredità di una tradizione che, nel Borgo Orefici di Napoli, perdura da oltre 8 secoli. [caption id="attachment_50942" align="aligncenter" width="630" caption="Adriano Giannola e Roberto de Laurentiis"][/caption] Presenti all’incontro – che si è svolto nell’incubatore di imprese “La Bulla” – il presidente del Consorzio Roberto de Laurentiis, il presidente della Fondazione Adriano Giannola e il presidente del Consiglio provinciale di Napoli Luigi Rispoli: in sala anche i neo allievi del corso. “Il modello di integrazione istruzione-formazione-lavoro che si sta attuando al Borgo Orefici e che trova nella bottega di mestiere la sua fase più significativa – ha detto de Laurentiis – assume valore di modello per gli altri territori in quanto sviluppa una nuova capacità di contestualizzare un nuovo concetto di artigianato dotto e cioè consapevole e orgoglioso del suo ruolo quale elemento trainante del prodotto ‘territorio’. In conclusione, dobbiamo costruire le condizioni per favorire la costituzione di una cooperativa artigiana all’interno della Bulla”. “Il rilancio del centro storico parte anche da questo – ha proseguito de Laurentiis – e cioè dalla creazione di veri e propri artisti che si diano da fare e sfruttino questa grande opportunità. Un’opportunità per loro, per il centro storico di Napoli e per l’artigianato italiano, anche per combattere l’invasione asiatica. Questo progetto di formazione non è che l’ultimo passo nella costruzione di un ‘acquisto attraverso la storia’: un altro valore rispetto alla freddezza dei centri commerciali. Le microimprese creano economia e sono direttamente legate anche al turismo”. Alla fine del percorso saranno selezionati gli allievi più qualificati per introdurli in percorsi formativi e dunque stimolare la creazione di cooperative artigiane: l’iniziativa ha tra i propri obiettivi anche quello del riutilizzo di locali terranei di proprietà del Comune di Napoli attualmente vuoti attraverso la creazione di un incubatore diffuso. Questo progetto è frutto di una collaborazione tra l’Antico Consorzio Borgo Orefici, la Camera di Commercio e il Consorzio Promos Ricerche. “Sono territori con grandi potenzialità ma che incontrano spesso altrettante difficoltà nell’intravedere sviluppo – ha dichiarato Luigi Rispoli –: presto l’intera zona del centro storico sarà destinataria di interventi mirati alla riorganizzazione degli spazi pubblici e al recupero del patrimonio esistente, circostanze che potrebbero rendere attraenti gli investimenti sull’area. I dieci ragazzi partecipanti al corso significano 10 nuove aziende o 10 nuovi contratti di lavoro, tutte cose di cui c’è grande bisogno a Napoli”. “Ho accettato con entusiasmo di collaborare al progetto – ha spiegato Francesco Chirico, presidente della II Municipalità, una delle tre coinvolte nell’iniziativa – non solo per motivi istituzionali ma anche affettivi: mio nonno, Ugo Chirico, è stato uno degli incisori più bravi di Napoli”. [caption id="attachment_50943" align="aligncenter" width="630" caption="Fabrizio Monticelli, project manager del Consorzio Borgo Orefici, e Luigi Rispoli"][/caption] “Il grande limite del capoluogo campano è quello di possedere tante eccellenze, che però restano spesso chiuse in se stesse – ha detto il presidente della Fondazione di Comunità del Centro storico di Napoli Giannola -: questo progetto è finalizzato proprio a mettere in rete i punti di forza di questo territorio. La città è depositaria di un enorme vantaggio competitivo”. “C’è grande bisogno di nuovi orafi – ha commentato il maestro incisore Mario Petacca, presente alla conferenza – perché sono davvero pochi i giovani che negli ultimi anni hanno intrapreso quest’arte. Chi la impara lavorerà sempre”. [caption id="attachment_50944" align="aligncenter" width="630" caption="Mario Petacca"][/caption]]]>

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