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È in platino il ritratto di donna più prezioso al mondo

Un ritratto certamente fuori dal comune, se non altro per il suo valore intrinseco. E’ l’idea di Platinum Guild International K.K. e la tecnica tradizionale della pittura non c’entra, perché il volto viene riprodotto attraverso sfere di platino di diversa grandezza (nel video di apertura, il making of). Il progetto è partito da uno studio secondo il quale il 70% delle donne più giovani vorrebbe possedere un  gioiello in platino “che rifletta il loro splendore”. Così è nata questa produzione di opere d’arte con costi che partono da 50 milioni di yen (500mila dollari americani):  “To The Women Who Shines Forever”. Lavorando con gioiellieri e designer di tutto il mondo, il PGI ha osservato che il desiderio gioielli in platino è un tema comune a donne di tutto il mondo. “In un ambiente in cui devono affrontare sfide quotidiane – ha detto Hisako Hankinson –  volevamo celebrare la bellezza interiore, la forza e le risorse che permettono alle donne  non solo di affrontare il proprio percorso, ma di eccellere, definire i propri successi. Perciò abbiamo scelto di creare un’opera d’arte unica in platino: la sua rarità e la sua purezza riflette e celebra l’essenza meravigliosa della donna”. Il progetto “Platinum portrait” è stato realizzato grazie alla collaborazione di diversi esperti, tra cui i principali creativi giapponesi e i più grandi gioiellieri. Per un ritratto “base” va utilizzato quasi 1 kg di platino: viene realizzato utilizzando circa 13.000 sfere di platino che vanno da 2 a 5 mm di diametro. L’opera d’arte è il risultato di una meticolosa attenzione al dettaglio e di una rigorosa sperimentazione. È stata necessaria più di una settimana per inserire manualmente ogni sfera di platino nella posizione corretta. Un lingotto di platino da un chilogrammo viene fuso in un forno a temperatura superiore ai 1700 gradi: attraverso un processo proprietario della società, il platino si scompone in singole sfere. Il video cattura bene le varie fasi di lavorazione per arrivare alla realizzazione del ritratto. “Avevo in mente di creare un’opera d’arte in platino fin dall’inizio – ha raccontato il direttore creativo Tsubasa Oyagi –, il desiderio di rivelare le qualità incomparabili e le potenzialità del platino mi hanno spinto ad abbracciare un nuovo approccio. Creare qualcosa che non esiste è stata un’esperienza formativa. Il processo creativo che ha coinvolto anche l’art director, programmatori, fotografi, artigiani orafi e altri professionisti è stato una scoperta: sono sollevato, ora che il lavoro è completo”. “Il progetto è stato una sfida perché unisce processi altamente tecnici con un elevato livello di artigianalità – ha detto Kazuo Yoshizawa, consulente tecnico – e il suo successo è soprattutto da attribuire artigiani orafi giapponesi, che hanno approfondito le conoscenze in molti anni di lavoro fino a capire veramente questo metallo prezioso”. “Ci sono stati momenti di dubbio, ma appena è emersa l’immagine siamo stati sopraffatti dalla sua bellezza – fanno sapere dallo staff artistico -: è stato un lavoro commovente”. ]]>

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