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Dal distretto Lombardo-Veneto, un processo di internazionalizzazione per il Made in Italy

Continua il nostro viaggio tra i principali distretti orafi italiani. Dopo quello Toscano e quello Campano in questo numero abbiamo aperto una ricca finestra sulle produzioni Lombarde e Venete.

Una realtà molto significativa ma che non è riuscita a passare indenne sotto la scure della crisi. Meno 15 per cento è stata la contrazione sul fatturato registrata nel 2009 con un calo dell’esportazioni pari al 23 per cento. Insomma dati che letti in maniera univoca destano preoccupazioni, ma che contestualizzati rispetto ai parametri nazionali e internazionali rappresentano, invece, una realtà che tutto sommato ha tenuto ed è pronta ad affrontare le prossime nuove sfide autunnali ed invernali.

Il management di Vicenza Oro Choice e Macef, per citare le prime due importanti vetrine nazionali, proprio in queste ore stanno definendo le ultime strategie per offrire la miglior vetrina dove presentare produzioni orafe italiane e non. Noi di Preziosa, proprio in virtù di questo dualismo, abbiamo messo a confronto i due manager a capo delle realtà: l’amministratore delegato di Fiera Milano spa Enrico Pazzali e il presidente di Fiera di Vicenza Roberto Ditri. Leggendo tra le righe le loro risposte, è evidente con quanta tenacia stiano lavorando al riposizionamento dei propri appuntamenti, soprattutto nell’ottica, da sempre vincente, della proposizione del gusto “made in Italy” sulla scena internazionale. Usa, Brasile, Russia, Cina e India i principali mercati di riferimento per Vicenza, mentre Emirati, Sud America, Germania e Giappone quelli per la realtà meneghina.

Ma questo editoriale vuole anche essere un momento anche per ricordare, anzi, per non dimenticare Nicolas Hayek, il papà della Swatch. L’8 giugno scorso i giornali hanno dato notizia della sua morte e per la prima volta nella mia vita ho visto il volto di quell’uomo che, con l’originalità dei suoi orologi, ha accompagnato la mia giovinezza. E non solo la mia.

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