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Cavalieri (Cibjo): "Sulla nostra industria si basano molte economie: indispensabile la responsabilità sociale d'impresa"

Tre regole per una responsabilità sociale dell’industria mondiale della gioielleria: le ha esposte Gaetano Cavalieri, presidente della Cibjo, durante la terza International Gem and Jewellery Conference GIT 2012 che si è svolta la scorsa settimana a Bangkok, in Thailandia, nell’ambito della quale è stato uno dei principali relatori. “La prima regola è difendere l’industria dalle sfide che potrebbero minacciare la reputazione e l’integrità dell’industria – ha spiegato Cavalieri -; in secondo luogo, ricercare una influenza positiva agendo nell’ottica di uno sviluppo economico e sociale sostenibile e, infine, essere del tutto trasparenti rispetto al modo in cui operiamo e rispetto a ciò che vendiamo. Poiché abbiamo la capacità di fare la differenza, sia in positivo sia in negativo, possiamo risvegliare i portatori di interesse, che possono essere consumatori, ma anche sindacati, governi, associazioni non governative, il settore finanziario e i media. Il primo passo, secondo il presidente della Confederazione mondiale della gioielleria, è definire verso chi si è responsabili. Tre i gruppi individuati da Gaetano Cavalieri: “La nostra comunità professionale – ha spiegato – che include dai dirigenti ai dipendenti della filiera, o meglio dalle miniere al dettagliante. Poi i consumatori, che acquistano gioielli per la loro bellezza e capacità di esprimere emozioni, e che si affidano a noi per proteggerne il valore e la reputazione. Infine, i milioni di individui che operano nei paesi in cui siamo attivi, e per i quali rappresentiamo una risorsa di sviluppo sostenibile”. In questo contesto si inserisce anche il Kimberley Process Certification Scheme, nato per proteggere la catena distributiva. “In Cibjo supportiamo ogni sforzo in tal senso ma con una condizione – ha detto Cavalieri –: Nessun sistema di questo tipo dovrebbe creare un ingiusto vantaggio commerciale, soprattutto se è restrittivo e costoso da implementare. Uno standard di salvaguardia deve essere inclusivo, non restrittivo”. “Su scala mondiale il numero di persone impiegate direttamente e indirettamente nel settore ammonta a milioni di individui, e ci sono interi paesi il cui benessere economico dipende dai beni che produciamo e vendiamo – ha aggiunto il presidente Cibjo -. La gioielleria non sarà un bene di prima necessità, ma lo sono le attività ad essa legate, ed è in questo contesto che va presa in considerazione una responsabilità sociale d’impresa”. ]]>

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