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Arezzo, oro in prestito d'uso con l'impegno di assumere

Gli Stati Generali dell'Oreficeria ieri ad Arezzo Gli Stati Generali dell’Oreficeria ieri ad Arezzo[/caption] Un prestito d’uso di 5 chili di oro (o 50 kg di argento), con un tasso di interesse di circa il 3%, alle aziende che si impegnino ad assumere un nuovo dipendente, anche a tempo determinato: è una delle decisioni emerse dagli Stati Generali dell’Oreficeria convocati ieri nella sede di Arezzo Fiere e Congressi dalla Federazione Orafi e argentieri di Confartigianato Arezzo guidata da Andrea Boldi. La proposta è stata discussa e poi formalizzata con il governatore toscano Enrico Rossi: il prestito d’uso, della durata di due anni, dovrebbe essere garantito all’80 per cento dai Confidi grazie alla controgaranzia della Regione. Il progetto prevede, al termine del periodo di due anni, la possibilità per ciascuna azienda di convertire il prestito d’uso in mutuo in oro/argento con durata di 5 anni con tassi di circa il 3%. Per consentire alla Federazione Orafi di sostenere l’attuazione del progetto presso la Regione Toscana, oltre che nei rapporti con gli istituti bancari e le organizzazioni sindacali interessate, Confartigianato ha invitato tutte le aziende orafe ad inviare la propria manifestazione di interesse. Ieri si è già proceduto a una raccolta di pre-adesioni. andrea boldi“Riteniamo che l’adozione di questa misura di intervento possa condurre nei prossimi due anni ad un aumento di 2 tonnellate di metallo prezioso da mettere in lavorazione in almeno 150 aziende orafe, producendo almeno 300 nuovi posti di lavoro nel distretto orafo di Arezzo”, ha detto Andrea Boldi, (in foto a sinistra) presidente degli orafi di Confartigianato e presidente pro-tempore della Consulta orafa. A tre anni dalla grande manifestazione sulla sicurezza che vide gli orafi uniti per la prima volta in piazza con “la collana più lunga del mondo”, nel giugno 2011, la Consulta Orafa di Arezzo ha nuovamente chiamato a raccolta tutte le imprese orafe aretine. Poche ma efficaci azioni da perseguire con determinazione: con questa premessa Boldi aveva spiegato le ragioni degli Stati generali. Tra gli obiettivi della giornata di ieri, anche la riorganizzazione delle Mostre orafe che avvenga di concerto tra le rassegne di Arezzo e Vicenza, che negli ultimi anni ha dato un importante contributo alla crescita delle aziende toscane e che con il nuovo concept al via a gennaio rischia di diventare meno accessibile. Inoltre, un altro tema toccato dall’incontro di ieri è stato quello delle condizioni di accesso del gioiello made in Italy ai mercati internazionali. “Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo in Algeria, Libia e Russia – ha spiegato Boldi -. Dopo aver acquistato negli ultimi anni ingenti volumi di oreficeria aretina questi mercati hanno visto recentemente una caduta verticale degli acquisti a causa degli interventi messi in atto dai governi locali”.]]>

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