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Arabia Saudita, alle donne è vietato lavorare in gioielleria

“Donne inadatte a lavorare in gioielleria”: questo in sintesi il contenuto del provvedimento approvato dal settore ‘Oro e Preziosi’ della Camera di Commercio e dell’Industria di Riad, in Arabia Saudita, secondo il quale le donne non avrebbero forza e coraggio necessarie per difendere i preziosi. La decisione di Karim al-Enaizi, al vertice dell’ente saudito, ha già scatenato molte polemiche: ad aprire la ‘controversia’ è stato lo stesso al-Enaizi con un’intervista al quotidiano ‘al-Hayat’. “E’ difficile per una donna proteggere una gioielleria, che vale milioni di riyal – ha detto -: è la natura stessa delle donne che non permette loro di adempiere a questo compito”. Immediata la reazione di Ayman al-Hafar, amministratore di ‘L’Azurde’, una delle più grandi aziende di gioielleria in Arabia Saudita: “Siamo pronti ad assumere solo donne se ne avessimo la possibilità – ha risposto il capo del gruppo, che al momento ha più di 100 donne alle dipendenze, tutte come designer -. Le donne sono infatti le migliori per trattare con le clienti”. Il divieto sussiste anche qualora la donna sia proprietaria della gioielleria: qualche conto però non torna, perché la stessa Camera di Commercio di Riad ha di recente completato un programma di formazione per 17 commesse sui metodi di vendita di gioielli.]]>

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