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A Modena “l’intreccio delle cose” di Francesca Corradini

Anello-orbite

 

Sarà aperta dal 14 aprile al 16 giugno alla Galleria Mies di Modena la mostra “L’intreccio delle cose”, dedicata ai gioielli di Francesca Corradini. Inaugurazione sabato 14 alle 18.30, alla presenza dell’artista, nota per essere stata scelta da attrici, conduttrici, cantanti. Preziosi come una seconda pelle che rimane incollata al corpo, spesso nati senza alcun disegno né sketchbooks preparatori: sono realizzati da una mano leggera con strumenti antichi come martelli, seghetti, cacciaviti, lime, punteruoli, pinze, tronchesi, forbici, carta vetrata e cuscini riempiti di sabbia di terre lontane.

Anello-averrhoa

Da questo processo produttivo prendono vita bracciali, anelli, collane, orecchini, gemelli, dai nomi evocativi e sempre legati al mondo naturale: Lisca, Zucca, Spiga, Pioggia, Orbite, Raggi.  Il nome dato alla mostra, “L’intreccio delle cose”, richiama la continua vicinanza dei gioielli della Corradini alle cose, cose che si alimentano di una cultura dell’immateriale. Il giallo oro opaco dell’ottone, il rosato del bronzo, il rossiccio del rame, il bianco custode di ogni memoria dell’argento.

Braccile ed orecchini - zucca

Nella singolarità e nella sensibilità degli individui si intrecciano i suoi racconti dai tratti di filo, narrazioni di luoghi e paesaggi della materia. Intrecci che – come ha scritto Alba Cappellieri, professiore associato di Design del Gioiello al Politecnico di Milano, che ha curato la mostra sul nuovo design made in Italy alla Triennale di Milano, cui partecipa anche la Corradini – “osservano i movimenti e le forme della natura per violare la fissità del metallo”.


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