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A Hong Kong il business italiano si confronta con il resto del mondo. E la Cina non sembra così…vicina

Seconda giornata per l’Hong Kong International Jewellery Show. I primi riscontri e le aspettative da parte degli espositori italiani, sono, com’è logico immaginare, decisamente positivi, con naturali e comprensibili differenze tra chi frequenta Hong Kong da anni e chi partecipa alla manifestazione fieristica per la prima volta.

Business in crescita, nonostante la crisi, insomma e lo confermano anche le aziende provenienti dal resto del mondo con cui abbiamo avuto occasione di parlare. Un punto interrogativo resta, comunque, la Cina mainland, al contempo ambito bacino di mercato e competitor.

Serena Cutini di Graziella Group, azienda presente alla fiera di Hong Kong da tempo, sottolinea l’incertezza  e le difficoltà di questo mercato  che si trova ad affrontare sia chi ha una produzione importante, come confermato da UnoAerre Industries sia le aziende di dimensioni più contenute.

Unoaerre Industries

Nel primo caso, con un’incognita in più, ovvero il rischio di avviare una produzione ad hoc per un target di fatto ancora molto volubile. “Dopo un periodo di consistenti investimenti su alcuni mercati emergenti, tra cui la Cina, appunto” spiega Alessandro Bruni di Unoaerre Industries “ora siamo tornati a puntare sui mercati che conosciamo bene e che danno chiari segnali di ripresa: gli Stati Uniti, l’America Centrale e il Medio Oriente. Il nostro prodotto è ben capito e l’affidabilità dei clienti alta. Senza contare gli ostacoli che il cosiddetto sistema Italiano ed europeo non aiutano certo a superare, mi riferisco ad esempio ai provvedimenti di vigilanza bancaria di Basilea 3”.

Pietro e Ciro Di Matteo di Golden Corals

 

Gaetano Cardola, I Gioielli del Sole

Altro contesto, altre  dimensioni di azienda, ma il parere è condiviso da Gaetano Cardola de I Gioielli del Sole: “su prodotti di alto livello, per quella che è la nostra tipologia di azienda, non riscontriamo problemi di carattere produttivo, ma semplicemente la difficoltà di far conoscere e capire a fondo  la cultura e la qualità che stanno dietro alle nostre creazioni.” “Noi ci stiamo avvicinando a poco a poco” afferma fiducioso Pietro Di Matteo di Golden Coral “certo è che la qualità italiana fa davvero la differenza ad ogni livello, un riconoscimento che viviamo positivamente ogni giorno, anche e soprattutto qui”.  A patto forse di renderla un’efficace leva per la penetrazione dei mercati con riferimento ad ogni fascia di prodotto. “La sfida” evidenzia Carlo Guarona di Bibigì “è riuscire a trasferire il concetto di qualità del Made in Italy, ormai ben assimilato nel mondo del lusso e del superlusso, anche attraverso una corretta ed efficace comunicazione e attività di promozione su prodotti di fasce inferiori.”

Carlo Guarona, Bibigì

Un plus, la “qualità”, su cui intendono puntare particolarmente anche i produttori giapponesi. Con una presenza in continua crescita a Hong Kong e un giro di affari di 719 milioni di dollari nel 2013, hanno dichiarato di voler rafforzare le politiche sul miglioramento e la promozione della gioielleria con perle di alta qualità attraverso il supporto delle associazioni di categoria e quelle per la promozione del Commercio Estero.

Ivana Iacobelli, F.lli Iacobelli

Al Salone di Hong Kong sono presenti, per la prima volta,  anche 41 aziende italiane produttrici di macchinari rappresentate da TGold International, la versione internazionale  del format espositivo di Vicenzaoro gestito da Fiera di Vicenza con l’obiettivo di supportare la promozione della qualità  e della capacità innovative in campo tecnologico. Al pari del prodotto, sono infatti tasselli fondamentali dell’eccellenza ‘made in Italy’. Ai produttori di macchinari che debuttano sul mercato asiatico è dedicata un’area espositiva  di oltre 1.000 mq  all’Hong Kong Convention and Exhibition Center, la stessa sede in cui si svolge il Jewellery Show.

Alcozer

Business, ma anche occasioni di confronto per cogliere le ultime tendenze in tema di design e conoscere meglio il gusto e i mood contemporanei al di fuori dai nostril confini. Ieri, 5 Marzo sono stati premiati e presentati nel corso di una sfilata I vincitori della Chuk kam Jewellery Design Competition, organizzata dall’Hong Kong Jewellers’ and Goldsmiths’ Association, sponsorizzata dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) e da World Gold Council (WGC) , mentre stasera sarà la volta di “Jewels of Italy” organizzato dall’ICE.

Chirico Gioielli

Da domani, giorno di chiusura dell’esposizione parallela dedicata alle pietre e ai diamanti sciolti, gli espositori si attendono un aumento dei  visitatori nei padiglioni dedicati alla gioielleria.

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