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2012I trimestre, Valenza e Arezzo tra i distretti con il maggior calo nell’export
È quanto emerge dal Monitor periodico a cura del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Vicenza in lieve crescita

Forte rallentamento dei 143 distretti industriali tradizionali mappati e monitorati da Intesa Sanpaolo: nel primo trimestre del 2012, infatti, le esportazioni hanno registrato un aumento modesto e pari all’1,4% tendenziale a prezzi correnti. La decelerazione è stata quasi generalizzata, interessando gran parte dei settori ad alta specializzazione dei distretti e, in particolare, due settori distrettuali portanti, i beni di consumo del sistema moda e la meccanica, che si sono portati in territorio lievemente negativo (-0,2% e -1% rispettivamente). È quanto emerge dal 38esimo numero del Monitor dei Distretti curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
Il risultato però è buono per i 20 poli tecnologici italiani che hanno messo a segno una crescita dell’export del 10,9%. Il quadro generale dei settori ad alta specializzazione distrettuale, comunque, è eterogeneo. In questo contesto, hanno mostrato un lieve aumento le esportazioni distrettuali verso i mercati maturi (+1,8% tendenziale nel primo trimestre del 2012). Meglio sono andate le vendite estere nei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Hong Kong) che hanno sperimentato un aumento del 6,5%, grazie alla forza trainante di Brasile e Russia. Meno protagonista la Cina, mentre si è portata addirittura in territorio negativo l’India. Nei mercati maturi, invece, spiccano i cali di export subiti in Spagna, Grecia e Portogallo, ovvero nei paesi più colpiti dalla crisi dei debiti sovrani e dalle sue ricadute sulla domanda interna.
Dal Monitor dei Distretti industriali di Intesta Sanpaolo emerge anche qualche previsione: in prospettiva resterà alta la selezione nel tessuto produttivo, soprattutto nei distretti e nelle regioni in cui è più alto il ritardo rispetto ai livelli pre-crisi. A soffrire di più, come immaginabile, le piccole e piccolissime imprese e lo conferma il numero di ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) nei primi cinque mesi del 2012, che si mantiene su livelli storicamente elevati, soprattutto per la componente straordinaria. Si configurano meno a rischio le imprese più forti nell’export, rappresentando i mercati esteri il vero sostegno alla crescita.
“Nel 2012, ancor più che negli anni passati, sarà cruciale riuscire a sfruttare le occasioni di crescita che verranno dai nuovi mercati – si legge nello studio – e, in particolare, dai BRIC, dove, secondo le ultime previsioni disponibili, il PIL subirà un rallentamento ma, a differenza di quanto accaduto nel 2009, manterrà un buon ritmo di crescita”.

Tra gli oltre 140 distretti monitorati dallo studio, 3 sono quelli orafi di Vicenza, Valenza e Arezzo: questi ultimi due, in particolare, figurano tra i distretti che hanno registrato il calo più pronunciato nel primo trimestre 2012. Il comparto toscano conferma l’evoluzione negativa registrata nel corso del 2011, con una nuova contrazione anche nel primo trimestre (-6,7 per cento rispetto ai 1479,4 milioni di euro dello scorso anno) e decrementi significativi in Francia, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Panama e Svizzera. La situazione difficile emerge anche dall’esplosione nelle ore di CIG straordinaria.

L’oreficeria di Valenza, dopo il boom del biennio 2010-11, ha subito un fisiologico rallentamento, ripiegando sul mercato svizzero: -32,7 per cento rispetto al primo trimestre 2011 (da 218,6 a 185,9 milioni di euro) e -15 rispetto al quarto. A livello di sbocco commerciale, in generale l’export dei distretti piemontesi ha accusato un calo, seppur lieve, nei mercati tradizionali, mentre migliore è stato l’andamento delle vendite nei nuovi mercati e, in particolare, nei BRIC. Il distretto orafo ha brillato sul mercato cinese. L’export verso i mercati tradizionali, invece, ha risentito del fisiologico arretramento dell’oreficeria di Valenza in Svizzera.

Nel Triveneto, molto eterogenea la situazione congiunturale: la maggior parte dei distretti si presenta in crescita e otto arretrano. Resta stabile l’export dell’oreficeria di Vicenza: grandi progressi in Svizzera e Cina quasi del tutto annullati da arretramenti negli Emirati Arabi Uniti. Ai 309 milioni di euro del primo trimestre 2011 seguono, infatti, i 310,5 dello stesso periodo 2012.




